CAI e sicurezza al centro delle serate del 7 e 21 ottobre. Le regole essenziali per evitare che una semplice escursione si trasformi in una situazione di pericolo
Abbigliamento, attrezzatura, orientamento e gestione delle emergenze
Avvicinarsi alla montagna significa scoprire paesaggi, silenzi e libertà, ma anche imparare a riconoscere i rischi di un ambiente nel quale condizioni meteorologiche, terreno e visibilità possono cambiare rapidamente. Da questa esigenza nasce “Montagna in sicurezza”, l’iniziativa organizzata dalla Commissione Escursionismo del Club Alpino Italiano – Sezione di Milano.

Il programma comprende due serate informative, rivolte soprattutto a chi desidera cominciare a praticare l’escursionismo e vuole acquisire le conoscenze necessarie per affrontare i primi itinerari con maggiore consapevolezza.
Il primo incontro si terrà mercoledì 7 ottobre 2026, dalle 20.30 alle 21.30, e sarà dedicato ad abbigliamento e attrezzatura. Il secondo, in programma mercoledì 21 ottobre, nello stesso orario, affronterà i temi della lettura della cartina, dell’orientamento e della gestione delle emergenze.
Entrambe le serate si svolgeranno nella sede del CAI Milano, in via Duccio di Boninsegna 21/23. La partecipazione richiede l’iscrizione tramite l’apposito modulo online ed è aperta anche a chi non è socio del Club alpino.
La sicurezza comincia prima della partenza
La montagna non è necessariamente un ambiente riservato agli esperti, ma richiede preparazione. Il primo errore da evitare è scegliere un percorso soltanto sulla base delle fotografie viste online. Occorre verificare lunghezza, dislivello, quota, difficoltà tecnica, condizioni del sentiero e tempo necessario per andata e ritorno, confrontando queste informazioni con la propria preparazione fisica.
Il CAI classifica generalmente gli itinerari con sigle come T, per i percorsi turistici più semplici, E, per quelli escursionistici, ed EE, riservata agli escursionisti esperti. La distanza da sola può essere ingannevole: pochi chilometri su terreno ripido o sconnesso possono risultare più impegnativi di un tragitto molto più lungo in pianura.
Prima di partire è necessario consultare previsioni meteorologiche attendibili e bollettini locali. In autunno diventano particolarmente importanti la riduzione delle ore di luce, il brusco abbassamento delle temperature, la presenza di foglie bagnate, ghiaccio e primi accumuli di neve.
È inoltre buona norma comunicare a una persona di fiducia l’itinerario scelto e l’orario previsto per il rientro, evitando modifiche improvvisate. Per chi ha poca esperienza è preferibile non partire da solo e unirsi a gruppi organizzati o affidarsi ad accompagnatori qualificati.
Scarpe adeguate e zaino essenziale
Per un’escursione non bastano scarpe sportive da città e abbigliamento casual. Servono calzature da trekking con suola scolpita e buona aderenza, oltre a capi indossabili a strati. Nello zaino dovrebbero trovare posto una giacca impermeabile e antivento, acqua, cibo energetico, un indumento caldo, un piccolo kit di primo soccorso, una lampada frontale, protezione solare e una coperta isotermica.
La batteria del telefono deve essere carica, eventualmente con un power bank. Il dispositivo è utile, ma non dovrebbe rappresentare l’unico strumento di orientamento: in montagna il segnale può mancare e freddo e uso continuo del GPS possono scaricare rapidamente la batteria. Una cartina, una bussola e la capacità di utilizzarle rimangono strumenti fondamentali.
Su sentieri innevati o in aree esposte a rischio di valanghe sono necessarie competenze e dotazioni specifiche. La normativa italiana prescrive, quando sussiste un concreto pericolo di valanghe, l’impiego di ARTVA, pala e sonda per chi pratica attività fuori pista, sci alpinismo ed escursionismo sulla neve. Possedere questi strumenti non basta: occorre essere addestrati a usarli.
Cosa fare in caso di emergenza
Se una persona si infortuna, la priorità è mantenere la calma, mettere il gruppo al riparo da ulteriori pericoli e chiamare il Numero unico di emergenza 112. Bisogna comunicare con precisione posizione, numero delle persone coinvolte, condizioni dell’infortunato, tipo di incidente e situazione meteorologica. Un ferito non deve essere spostato, salvo che rimanga esposto a un pericolo immediato.
L’applicazione gratuita GeoResQ, gestita dal Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e promossa dal CAI, può aiutare a individuare la posizione e inoltrare una richiesta di soccorso. Richiede tuttavia GPS, sufficiente visibilità del cielo e, per alcune funzioni, connessione dati: non sostituisce quindi la preparazione personale né la chiamata ai servizi di emergenza. (GeoResQ)
Occorre infine saper rinunciare. Tornare indietro davanti al maltempo, alla stanchezza o a un passaggio superiore alle proprie capacità non rappresenta un fallimento, ma una delle decisioni più responsabili che un escursionista possa prendere.
Le due serate del CAI Milano puntano proprio a diffondere questa cultura: non eliminare ogni rischio, obiettivo impossibile in un ambiente naturale, ma imparare a riconoscerlo, ridurlo e gestirlo. La sicurezza in montagna non comincia quando si verifica un incidente; comincia nella scelta dell’itinerario, nella preparazione dello zaino e nella decisione di partire soltanto quando esistono le condizioni per farlo.
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