Paolo Cattin, verso Watches and Wonders 2026, il mercato degli orologi di lusso tra collezionismo, nuove generazioni e ritorno alla personalizzazione

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Dal 14 al 20 aprile 2026 Ginevra ospiterà una nuova edizione di “Watches and Wonders” Geneva, l’appuntamento internazionale che riunisce le principali maison dell’alta orologeria e che negli ultimi anni si è affermato come il punto di riferimento globale per comprendere le evoluzioni del settore. L’edizione di quest’anno si annuncia particolarmente rilevante per dimensioni e partecipazione, oltre sessanta marchi presenteranno le loro novità, attirando a Ginevra collezionisti, operatori del mercato e appassionati provenienti da tutto il mondo. Tra i protagonisti attesi figurano alcune delle più importanti case dell’orologeria contemporanea, da Rolex a Patek Philippe, fino a Cartier e a numerose maison indipendenti che negli ultimi anni hanno contribuito ad ampliare e diversificare l’offerta del settore.

Alla vigilia della manifestazione, l’attenzione degli osservatori si concentra sulle dinamiche di mercato che stanno accompagnando l’evoluzione dell’orologeria di lusso e l’analisi di Paolo Cattin, esperto di fama mondiale e osservatore del mercato del collezionismo orologiero, sottolinea come eventi di questa portata rappresentino momenti fondamentali per leggere le trasformazioni culturali ed economiche che attraversano il settore.

«Watches and Wonders rappresenta oggi un osservatorio privilegiato sull’evoluzione dell’orologeria contemporanea», spiega Cattin. «Ogni edizione permette di cogliere non soltanto le scelte stilistiche delle maison, ma anche i cambiamenti nelle preferenze dei collezionisti e nelle dinamiche del mercato internazionale».

Il mercato dell’orologeria di alta gamma continua infatti a dimostrare una notevole capacità di attrazione, sostenuta da una domanda globale sempre più ampia. Negli ultimi anni si è consolidata una platea di appassionati e investitori che guarda all’orologio non solo come oggetto di lusso, ma anche come elemento identitario e culturale. Accanto ai collezionisti storici si stanno affermando nuove generazioni di acquirenti, spesso più giovani, con una sensibilità estetica diversa e un approccio più dinamico al rapporto con il segnatempo.

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Tra le tendenze che stanno emergendo con maggiore evidenza vi è il crescente interesse per la personalizzazione dell’orologio. Un elemento apparentemente secondario come il cinturino può modificare in modo significativo il carattere di un modello, trasformandone l’impatto visivo e la percezione complessiva. Metallo, pelle, caucciù o tessuto permettono di reinterpretare lo stesso orologio in chiave sportiva, elegante o contemporanea, offrendo al proprietario un margine di espressione personale sempre più apprezzato.

«Molti appassionati stanno riscoprendo la possibilità di intervenire sull’estetica dell’orologio attraverso dettagli come il cinturino», osserva Cattin. «Un cambio di materiale o di colore può modificare profondamente il modo in cui un segnatempo viene percepito al polso. Alcuni modelli iconici si prestano particolarmente bene a questo tipo di reinterpretazione».

Un esempio emblematico è rappresentato dal celebre Rolex Daytona, uno dei cronografi più iconici e riconoscibili della storia recente dell’orologeria. Tradizionalmente associato al bracciale metallico, il Daytona viene sempre più spesso reinterpretato con cinturini in pelle in tonalità più audaci, che ne esaltano il carattere sportivo e contemporaneo senza comprometterne l’identità. Parallelamente, un’altra dinamica sta attirando l’attenzione degli osservatori del settore, ovvero la progressiva riscoperta degli orologi prodotti negli anni Novanta e nei primi anni Duemila. Per lungo tempo queste referenze sono rimaste ai margini del mercato vintage, considerate troppo recenti per essere pienamente valorizzate dal collezionismo. Oggi, invece, stanno vivendo una nuova stagione di interesse. Dimensioni più contenute rispetto alle tendenze odierne, design riconoscibili e una disponibilità ancora relativamente ampia contribuiscono a rendere questi modelli particolarmente interessanti per chi si avvicina al collezionismo. A questo si aggiunge un fattore generazionale, molti appassionati che oggi entrano nel mercato guardano con curiosità proprio agli orologi che hanno segnato la loro giovinezza o i primi anni della loro carriera.

«Le referenze degli anni Novanta stanno guadagnando attenzione tra i collezionisti più attenti», aggiunge Cattin. «Rappresentano una fase di transizione molto interessante dell’orologeria contemporanea, con dimensioni più portabili, estetica ancora fortemente legata alla tradizione meccanica e prezzi che in molti casi rimangono accessibili rispetto ai modelli più iconici degli anni Sessanta e Settanta».

In attesa che le maison presentino le loro novità a Ginevra, il settore si prepara dunque a osservare con grande interesse l’edizione 2026 di Watches and Wonders. L’appuntamento svizzero rappresenta da anni uno dei momenti chiave per comprendere le traiettorie future dell’orologeria, dalle scelte stilistiche delle grandi case alle preferenze dei collezionisti, passando per le evoluzioni del mercato globale del lusso. Secondo Paolo Cattin, proprio l’incontro tra tradizione e innovazione continuerà a caratterizzare il futuro del settore. Le grandi maison custodiscono un patrimonio tecnico e culturale che affonda le radici nella storia dell’orologeria meccanica, mentre il mercato contemporaneo introduce nuove sensibilità estetiche e nuovi modi di vivere il rapporto con il tempo.

«L’orologeria rimane uno dei pochi ambiti del lusso in cui storia, tecnica e cultura convivono in modo così evidente», conclude l’esperto. «Eventi come Watches and Wonders permettono di osservare come queste dimensioni continuino a dialogare, offrendo ogni anno una fotografia molto chiara della direzione in cui si muove l’intero settore». https://paolocattin.ch

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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