In Italia volano i marchi cinesi: Leapmotor oltre 25mila immatricolazioni

La notizia in sintesi
- I dazi UE colpiscono solo le elettriche a batteria prodotte in Cina.
- BYD, Omoda & Jaecoo e Leapmotor accelerano nelle immatricolazioni italiane.
- Le ibride valgono quasi metà del mercato italiano nei primi sette mesi del 2026.
- Concessionarie e assistenza diventano decisive per consolidare la fiducia nei nuovi marchi.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Marchi cinesi in crescita nel mercato italiano
BYD, Omoda & Jaecoo e Leapmotor stanno ampliando rapidamente la loro presenza nel mercato italiano dell’auto, mentre l’Unione europea applica dazi alle sole elettriche a batteria prodotte in Cina. Nei primi sette mesi del 2026, secondo UNRAE, BYD ha quasi triplicato le immatricolazioni rispetto allo stesso periodo del 2025, Omoda & Jaecoo è cresciuta del 269% e Leapmotor ha superato 25.000 vetture dopo essere rimasta sotto 2.000.
Il fenomeno riguarda l’Italia e non coincide soltanto con l’elettrico: ibrido, plug-in e rete commerciale sostengono l’espansione. Per consumatori, concessionari e costruttori europei cambiano la scelta disponibile, le politiche di prezzo e gli equilibri competitivi.
Dazi UE e mercato oltre l’elettrico
Il provvedimento europeo nasce dall’indagine anti-sussidi avviata nel 2023 e combina il dazio ordinario del 10% con aliquote compensative differenziate: 17% per BYD, 18,8% per Geely e 35,3% per SAIC, proprietaria di MG. Il prelievo nominale sulle BEV importate dalla Cina va quindi dal 27% al 45%, con l’obiettivo dichiarato dalla Commissione europea di riequilibrare la concorrenza. Secondo Transport & Environment, la quota europea delle elettriche prodotte in Cina è scesa dal 22% del 2024 al 17% nel primo trimestre 2026, ma i modelli dei marchi cinesi costano mediamente il 21% meno degli equivalenti europei.
In Italia, dove le BEV valgono l’8,1% delle immatricolazioni, l’espansione dei costruttori cinesi si sviluppa su un mercato più ampio. Nei primi sette mesi del 2026 le ibride hanno raggiunto il 49,5%, le plug-in il 9,2%; elettriche e plug-in sono cresciute rispettivamente del 71,4% e del 78,7%. La riduzione delle importazioni non equivale dunque a un arretramento dei brand: le analisi di settore la collegano anche alla rilocalizzazione europea della produzione di alcuni marchi occidentali.
La fiducia nella rete sarà decisiva
La prossima prova per BYD, Omoda & Jaecoo e Leapmotor non riguarda soltanto i volumi. Garanzia, ricambi, officine, valore residuo e chiarezza dei costi di manutenzione determineranno se la crescita potrà consolidarsi nel tempo.
I dati Quintegia indicano che il 64% dei clienti dei nuovi brand entra nello showroom senza marca o modello scelti, mentre per Deloitte l’83% degli italiani considera importante il rapporto diretto con il concessionario. La rete fisica diventa il luogo nel quale la competitività di prezzo deve trasformarsi in fiducia verificabile.
FAQ
Quali dazi applica l’UE alle elettriche cinesi?
Le aliquote compensative sono 17% per BYD, 18,8% per Geely e 35,3% per SAIC, oltre al dazio ordinario del 10%.
Quanto pesano le auto elettriche in Italia?
Le BEV rappresentano l’8,1% delle immatricolazioni italiane nei primi sette mesi del 2026, mentre le ibride raggiungono il 49,5%.
Come è cresciuta Leapmotor in Italia?
Leapmotor è passata da meno di 2.000 a oltre 25.000 immatricolazioni italiane nei primi sette mesi del 2026.
Perché il concessionario conta per i nuovi marchi?
Il 74% degli acquirenti si considera cliente della concessionaria e il 64% dei clienti dei nuovi brand entra senza scegliere marca.
Quali fonti sono state utilizzate?
L’articolo deriva dall’analisi accurata di fonti stampa ufficiali, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrate da fonti giornalistiche qualificate e rielaborate dalla Redazione con supervisione umana.
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