Fisco e disuguaglianze, al Senato il confronto sui principi costituzionali
Giovedì 10 settembre, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, costituzionalisti, economisti e rappresentanti delle istituzioni discuteranno di capacità contributiva, progressività delle imposte e funzione sociale della fiscalità
La riforma del sistema tributario non riguarda soltanto aliquote, detrazioni e procedure amministrative. Investe direttamente il rapporto tra cittadini e Stato, la distribuzione del carico fiscale e la capacità delle istituzioni di contrastare le disuguaglianze. È questo il punto di partenza del convegno “La Costituzione contro le disuguaglianze per un’equa fiscalità”, in programma giovedì 10 settembre 2026 alle ore 10 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica.

L’incontro, promosso su iniziativa del senatore Dario Parrini e organizzato in collaborazione con l’Associazione dellaRepubblica per la storia dell’Italia repubblicana ETS, riunirà competenze giuridiche, economiche, politiche e amministrative. Il programma diffuso dagli organizzatori prevede gli interventi di Svetlana Celli, Alfonso Celotto, Vincenzo Visco, Alessia Potecchi e Mauro Ottaviano. I lavori potranno essere seguiti attraverso la WebTV del Senato e il canale YouTube ufficiale.
Dall’uguaglianza alla progressività
Il titolo del convegno richiama due disposizioni centrali della Costituzione. L’articolo 3 affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano concretamente libertà ed eguaglianza. L’articolo 53 stabilisce invece che ogni cittadino debba concorrere alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva e che il sistema tributario sia fondato su criteri di progressività.
Il cuore del confronto sarà quindi il ruolo del fisco come strumento non soltanto di finanziamento dello Stato, ma anche di redistribuzione, coesione sociale e garanzia dei diritti. Tra i possibili nodi figurano l’equilibrio tra tassazione dei redditi da lavoro, patrimoni e rendite, la frammentazione dei regimi fiscali, l’effettiva progressività dell’Irpef, il contrasto all’evasione e il finanziamento dei servizi pubblici.
Dario Parrini e la cornice istituzionale
Ad aprire i lavori con i saluti sarà Dario Parrini, senatore del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Affari costituzionali del Senato. La sua attività parlamentare si è concentrata soprattutto sulle riforme istituzionali, sul funzionamento degli enti locali e sulle garanzie costituzionali.
La sua iniziativa dovrebbe collocare il dibattito fiscale di domani dentro una cornice più ampia: le scelte tributarie devono essere valutate non soltanto sulla base del gettito prodotto, ma anche rispetto ai principi di uguaglianza, ragionevolezza e solidarietà. Una riforma può infatti semplificare il sistema e ridurre determinati prelievi, ma deve contemporaneamente evitare che il peso complessivo si sposti sulle categorie con minore capacità economica.
Svetlana Celli, la prospettiva dei territori
La presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli porterà nel confronto il punto di vista delle amministrazioni locali. In carica dal novembre 2021, Celli ha maturato la propria esperienza politica anche nelle periferie orientali di Roma, dove la disponibilità e la qualità dei servizi incidono direttamente sulle condizioni di vita dei cittadini. La sua attività istituzionale comprende progetti dedicati a inclusione, diritti, partecipazione civica e conoscenza della Costituzione. La dimensione locale è essenziale quando si parla di equità fiscale. Comuni e città metropolitane finanziano o organizzano trasporti, servizi sociali, scuole, assistenza e manutenzione urbana. Il confronto potrà quindi riguardare il rapporto tra entrate locali e qualità dei servizi, le differenze territoriali e il rischio che la scarsità di risorse accentui il divario tra centro e periferie.
Alfonso Celotto e i limiti costituzionali della riforma
Il compito di approfondire la dimensione giuridica spetterà soprattutto ad Alfonso Celotto, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre. La sua presenza permetterà di esaminare il rapporto tra discrezionalità del legislatore e vincoli costituzionali. Il principio di progressività, infatti, riguarda il sistema tributario nel suo complesso e non impone che ogni singola imposta sia progressiva. Resta però aperta la questione della coerenza complessiva di un ordinamento nel quale redditi della stessa entità possono essere tassati diversamente in base alla loro origine. Altri temi giuridici potranno riguardare la ragionevolezza delle agevolazioni, la certezza delle norme, la tutela dell’affidamento dei contribuenti e il necessario equilibrio tra sostenibilità dei conti pubblici e protezione dei diritti sociali.
L’esperienza fiscale di Vincenzo Visco
Particolarmente significativa sarà la partecipazione di Vincenzo Visco, economista, già ministro delle Finanze e ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica, oltre che presidente del centro studi NENS. La sua esperienza comprende riforme dell’amministrazione finanziaria, istituzione delle agenzie fiscali e politiche di contrasto all’evasione. Il suo intervento potrà offrire una lettura concreta delle difficoltà che accompagnano ogni riforma: individuare una base imponibile sufficientemente ampia, limitare eccezioni e trattamenti sostitutivi, rendere più efficiente l’amministrazione e distribuire il prelievo senza penalizzare lavoro e produzione. Sullo sfondo resta la questione dell’evasione, che non riduce soltanto le entrate pubbliche, ma trasferisce il peso fiscale sui contribuenti che rispettano le regole.
Alessia Potecchi, economia e giustizia sociale
Tra i relatori figura anche Alessia Potecchi, economista e componente del Dipartimento Economia e Finanze del Partito Democratico nazionale. Nei suoi precedenti interventi pubblici ha collegato la politica fiscale alla riduzione delle disuguaglianze, alla tutela del ceto medio, agli investimenti e al finanziamento di sanità e politiche sociali.
Alessia Potecchi ha espresso in particolare su La Mia Finanza una posizione critica verso l’eccessiva frammentazione dell’Irpef e verso interventi che, pur presentati come riduzioni del carico fiscale, possono produrre effetti differenti a seconda del reddito e della situazione familiare. Ha inoltre indicato la necessità di valutare gli strumenti fiscali insieme alle politiche industriali, ambientali e sociali.
Il suo contributo potrà dunque concentrarsi sull’impatto concreto delle scelte tributarie su lavoratori, pensionati, famiglie e imprese, richiamando la necessità di misurare le riforme non soltanto in termini di riduzione nominale delle aliquote, ma anche di distribuzione effettiva dei benefici.
Mauro Ottaviano e la memoria della Repubblica
Completerà il quadro Mauro Ottaviano, presidente dell’Associazione dellaRepubblica per la storia dell’Italia repubblicana ETS. L’organizzazione promuove lo studio e la divulgazione della storia politica, sociale e culturale del nostro Paese, conservando documenti e testimonianze sul confronto istituzionale e sulle trasformazioni economiche. La sua presenza consentirà di ricostruire la fiscalità anche nella sua dimensione storica: dalle scelte dell’Assemblea costituente alla costruzione dello Stato sociale, fino alle successive riforme tributarie. Una prospettiva utile per comprendere come il pagamento delle imposte sia stato concepito dai costituenti come parte di un patto di cittadinanza, nel quale contribuzione, servizi pubblici e diritti risultano strettamente collegati.
Giovedì 10 settembre
Il convegno si propone di riportare il dibattito fiscale ai suoi principi fondamentali. Semplificazione ed efficienza rimangono obiettivi indispensabili, ma una riforma può dirsi realmente equa soltanto se rispetta la capacità contributiva, conserva la progressività complessiva del sistema e contribuisce a ridurre, anziché consolidare, le disuguaglianze economiche e sociali.

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