BCE, verso un nuovo rialzo dei tassi. E i mutui iniziano già a risentirne

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La Banca centrale europea si prepara a riunirsi il prossimo 10 settembre per la sesta volta dall’inizio dell’anno. Secondo le attese dei mercati, la direzione appare ormai delineata: sul tavolo c’è un nuovo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, il secondo del 2026 dopo quello deciso a giugno.

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A spingere Francoforte verso una nuova stretta monetaria è soprattutto l’andamento dell’inflazione, risalita al 3,3% ad agosto nell’Eurozona. Un livello ancora distante dall’obiettivo del 2% fissato dalla BCE e tra i più elevati degli ultimi tre anni, anche a causa delle tensioni sui prezzi dell’energia legate al protrarsi del conflitto in Medio Oriente.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Se le previsioni dovessero essere confermate, il tasso sui depositi salirebbe dall’attuale 2,25% al 2,50%. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali raggiungerebbe invece il 2,65%, mentre quello sui rifinanziamenti marginali si porterebbe al 2,90%.

Lo scenario resta tuttavia legato all’evoluzione del quadro geopolitico e dei prezzi. Nel caso in cui le tensioni internazionali dovessero proseguire e l’inflazione rimanere sui livelli attuali, gli analisti non escludono un ulteriore intervento restrittivo entro la fine dell’anno.

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Effetto sui mutui, nuovo scenario

In attesa della decisione della BCE, il mercato dei mutui ha già iniziato a riflettere le prospettive di un nuovo rialzo dei tassi.

Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, ad agosto il TAN medio dei mutui a tasso variabile si è mantenuto stabile al 2,80%, dopo l’aumento registrato a luglio in seguito alla stretta monetaria decisa dalla BCE l’11 giugno.

Prosegue invece la crescita dei mutui a tasso fisso. Ad agosto il TAN medio è salito al 3,46%, dal 3,35% di luglio, con un incremento di circa 10 punti base. A incidere è soprattutto l’andamento dei Bund tedeschi a 30 anni, utilizzati come riferimento dalle banche per la determinazione degli indici IRS, alla base della formazione dei tassi dei mutui fissi.

Nelle ultime settimane, il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a lunga scadenza ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi quindici anni. Un movimento che riflette l’incertezza sui mercati e che, indirettamente, si sta già trasferendo sul costo dei finanziamenti immobiliari per famiglie e imprese.

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