BCE, verso un nuovo rialzo dei tassi. E i mutui iniziano già a risentirne

-

La Banca centrale europea si prepara a riunirsi il prossimo 10 settembre per la sesta volta dall’inizio dell’anno. Secondo le attese dei mercati, la direzione appare ormai delineata: sul tavolo c’è un nuovo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, il secondo del 2026 dopo quello deciso a giugno.

Projection: Cylindrical (1)
FOV: 106 x 53
Ev: 13,66

A spingere Francoforte verso una nuova stretta monetaria è soprattutto l’andamento dell’inflazione, risalita al 3,3% ad agosto nell’Eurozona. Un livello ancora distante dall’obiettivo del 2% fissato dalla BCE e tra i più elevati degli ultimi tre anni, anche a causa delle tensioni sui prezzi dell’energia legate al protrarsi del conflitto in Medio Oriente.

Se le previsioni dovessero essere confermate, il tasso sui depositi salirebbe dall’attuale 2,25% al 2,50%. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali raggiungerebbe invece il 2,65%, mentre quello sui rifinanziamenti marginali si porterebbe al 2,90%.

Lo scenario resta tuttavia legato all’evoluzione del quadro geopolitico e dei prezzi. Nel caso in cui le tensioni internazionali dovessero proseguire e l’inflazione rimanere sui livelli attuali, gli analisti non escludono un ulteriore intervento restrittivo entro la fine dell’anno.

Effetto sui mutui, nuovo scenario

In attesa della decisione della BCE, il mercato dei mutui ha già iniziato a riflettere le prospettive di un nuovo rialzo dei tassi.

Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, ad agosto il TAN medio dei mutui a tasso variabile si è mantenuto stabile al 2,80%, dopo l’aumento registrato a luglio in seguito alla stretta monetaria decisa dalla BCE l’11 giugno.

Prosegue invece la crescita dei mutui a tasso fisso. Ad agosto il TAN medio è salito al 3,46%, dal 3,35% di luglio, con un incremento di circa 10 punti base. A incidere è soprattutto l’andamento dei Bund tedeschi a 30 anni, utilizzati come riferimento dalle banche per la determinazione degli indici IRS, alla base della formazione dei tassi dei mutui fissi.

Nelle ultime settimane, il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a lunga scadenza ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi quindici anni. Un movimento che riflette l’incertezza sui mercati e che, indirettamente, si sta già trasferendo sul costo dei finanziamenti immobiliari per famiglie e imprese.

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
MOTORI
Chery presenta a Torino OMODA 4 SHS-H e Chery Q
di Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭
#2
FINANZA
Cassazione: la pensione di reversibilità non può passare una seconda volta
di Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭
#3
NEWS
Blocco diesel Euro 5, stop dal 1° ottobre. Le Regioni coinvolte: restrizioni e misure alternative
di Carolina Bergamaschi
#4
MERCATI
Lvmh dimezza la capitalizzazione, la crisi del lusso: perde 60 milioni di clienti. Guerra e perdita del potere d’acquisto
di Carolina Bergamaschi
#5
NEWS
Poste Italiane e TIM scivolano in borsa. Settimana decisiva per l’Opas. Mercato cauto, ecco perché
di Carolina Bergamaschi
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch
Fact Checked & Editorial Guidelines
Reviewed by: Subject Matter Experts