Editoria in crisi: il governo non rinnoverà ai quotidiani il decreto per l’acquisto della carta?
Stop al credito d’imposta sulla carta: cosa cambia per l’editoria italiana
Il credito d’imposta per l’acquisto di carta da parte delle imprese editrici italiane di quotidiani e periodici non sarà prorogato nel decreto Milleproroghe. La misura, richiesta con un emendamento bipartisan per il triennio 2026-2028, è stata assorbita in un nuovo testo approvato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, che conferma solo il rimborso a Poste Italiane per la distribuzione dei prodotti editoriali.
La mancata proroga viene motivata con l’assenza di coperture finanziarie, mentre nel settore esplode il dibattito sul futuro del sostegno pubblico all’informazione.
Il confronto coinvolge esponenti di governo, come Federico Mollicone e Alberto Barachini, e i vertici dell’editoria, tra cui Andrea Riffeser Monti e Alessandra Costante, che lanciano l’allarme su occupazione, pluralismo e tenuta democratica del sistema informativo.
In sintesi:
- Nel Milleproroghe salta la proroga 2026-2028 del credito d’imposta per la carta.
- Restano i rimborsi a Poste Italiane per la distribuzione dei prodotti editoriali.
- Editori e sindacato denunciano rischi per pluralismo, occupazione e qualità dell’informazione.
- Il governo rivendica oltre 120 milioni annui di sostegni già operativi al settore.
Credito d’imposta cancellato e scontro politico sul sostegno all’editoria
L’emendamento originario prevedeva il riconoscimento del credito d’imposta per la carta anche nel 2026, 2027 e 2028, entro un tetto di 40 milioni di euro l’anno per le imprese editrici di quotidiani e periodici. Nel testo riformulato, approvato dalle Commissioni della Camera, resta invece solo il contributo di rimborso a Poste Italiane per la distribuzione di prodotti editoriali, inclusi quelli in abbonamento, mentre il credito per la carta scompare.
Il presidente della Commissione Editoria della Camera, Federico Mollicone, parla apertamente di “mancanza di fondi” e chiede una riforma complessiva del sistema di sostegno all’editoria: secondo lui, va ripensata con urgenza l’“infrastruttura” pubblica in un contesto segnato dalla rivoluzione digitale, criticando il precedente impianto legato ai fondi caricati sul bilancio Rai.
Di segno opposto la posizione del presidente Fieg, Andrea Riffeser Monti, che esprime “rammarico” e denuncia una “assenza di volontà” del governo nel difendere corretta informazione e democrazia. La segretaria della Fnsi, Alessandra Costante, chiede un “bonus informazione” per sostenere le aziende e critica l’uso dei fondi quasi esclusivamente per i prepensionamenti, che svuotano le redazioni.
Le cifre del governo e i nodi irrisolti per il futuro del settore
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, definisce “irricevibili” le accuse mosse da editori e sindacato. “Soltanto nell’ultimo anno sono state varate misure straordinarie per oltre 120 milioni di euro”, rivendica, elencando i contributi per copie vendute, distribuzione, sostegno alle edicole, investimenti in tecnologie innovative e assunzione di giovani professionisti, oltre al sostegno strutturale a cooperative di giornalisti, enti editoriali non profit, fondazioni, agenzie di stampa e convenzioni Rai.
“L’approvazione del contributo alle Poste nel Milleproroghe è un ulteriore sostegno alla distribuzione dei prodotti editoriali”, aggiunge Barachini, confermando però che l’incremento di 40 milioni per il credito d’imposta sulla carta non ha oggi coperture.
La scelta apre un fronte strategico: da un lato il governo punta su transizione digitale e reti distributive, dall’altro editori e giornalisti insistono sulla necessità di preservare la sostenibilità della carta stampata e di orientare gli aiuti a occupazione stabile, innovazione editoriale e qualità dell’informazione, anche in chiave di fiducia e pluralismo per l’ecosistema dei media italiani.
FAQ
Cosa prevedeva il credito d’imposta per la carta dei giornali
Il credito d’imposta prevedeva fino a 40 milioni di euro annui per l’acquisto di carta da parte delle imprese editrici di quotidiani e periodici.
Perché il credito d’imposta sulla carta non è stato prorogato
La mancata proroga è motivata dal governo con l’assenza di coperture finanziarie adeguate, nonostante un emendamento bipartisan ne chiedesse l’estensione fino al 2028.
Quali aiuti all’editoria il governo rivendica per l’ultimo anno
Il governo rivendica oltre 120 milioni di euro tra contributi per copie vendute, distribuzione, edicole, tecnologie innovative, assunzioni di giovani professionisti e sostegni strutturali.
Cosa chiedono Fieg e Fnsi sul futuro dei finanziamenti all’editoria
Fieg chiede maggiore volontà politica a tutela di informazione e democrazia; Fnsi domanda un bonus informazione e fondi non centrati sui prepensionamenti.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni sul credito d’imposta
Le dichiarazioni di Federico Mollicone, Andrea Riffeser Monti, Alessandra Costante e Alberto Barachini sono riportate dall’articolo originale pubblicato su Today.it.




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