Euro digitale, costi stimati fino a 6 miliardi per le banche UE

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L’introduzione dell’euro digitale potrebbe comportare per le banche dell’Unione europea un investimento compreso tra 4 e 6 miliardi di euro nell’arco di quattro anni.

A fornire la stima è Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, intervenuto in audizione al Senato davanti alla Commissione sulle banche.

Piero Cipollone ha dichiarato: “Le stime che abbiamo elaborato sulla base delle indicazioni ricevute dalle banche indicano costi di implementazione tra 4 e 6 miliardi di euro in quattro anni” e ha precisato che si tratta di circa il 3% della spesa annuale per la manutenzione dei sistemi informatici.

Il progetto prevede inoltre costi di avvio per circa 1,3 miliardi e oneri operativi stimati in 300 milioni.

Nel dibattito, Cipollone ha anche escluso segnali di dimissioni di Christine Lagarde, difendendo il progetto dalle accuse di eccessivo controllo sulle transazioni.

I costi dell’euro digitale per il sistema bancario

La transizione verso una moneta digitale della banca centrale richiederà investimenti tecnologici rilevanti.

Le stime diffuse dalla BCE delineano un impatto significativo ma sostenibile per il settore.

Implementazione e oneri operativi

I costi di implementazione sono stimati tra 4 e 6 miliardi in quattro anni per l’intero sistema bancario europeo.

Secondo Cipollone, l’importo equivale a circa il 3% delle spese annuali per l’IT sostenute dagli istituti.

Il costo di avvio per la piattaforma ammonterebbe a 1,3 miliardi, con ulteriori 300 milioni per la gestione operativa.

Impatto sulla redditività bancaria

L’investimento si inserisce in un contesto di margini sotto pressione e crescente concorrenza fintech.

La BCE ritiene tuttavia che l’onere sia proporzionato ai benefici di lungo periodo.

La digitalizzazione dei pagamenti pubblici e privati rappresenta un tassello strategico per l’autonomia finanziaria europea.

Privacy, contante e accuse di “grande fratello”

Il dibattito pubblico si concentra sulle implicazioni per la privacy.

La BCE respinge le ricostruzioni secondo cui l’euro digitale comporterebbe un controllo centralizzato delle transazioni.

Il ruolo delle banche nelle identificazioni

Secondo Cipollone, la BCE vedrà solo codici anonimi e non l’identità dei cittadini.

Gli identificativi personali resteranno in capo agli intermediari bancari.

Il sistema, tecnicamente, non consentirebbe alla banca centrale di tracciare i comportamenti individuali.

Difesa del contante e libertà di scelta

La BCE ribadisce il sostegno al contante nell’area euro.

L’utilizzo dell’euro digitale non sarà obbligatorio per cittadini o imprese.

Le ipotesi di controllo totale vengono definite dal board come infondate e riconducibili a narrazioni distorte.

Lagarde e la stabilità della governance BCE

Parallelamente al tema digitale, emergono indiscrezioni sulla leadership della BCE.

Cipollone ha escluso segnali di un’uscita anticipata della presidente.

Smentita sulle dimissioni anticipate

Secondo il membro del board, Christine Lagarde è pienamente impegnata nella guida dell’istituto.

I suoi interventi pubblici non lascerebbero presagire alcuna intenzione di dimettersi prima del 2027.

La presidente resta focalizzata sull’Unione dei risparmi e degli investimenti.

Benefici per commercianti e mercato interno

L’euro digitale offrirebbe un’alternativa europea ai circuiti internazionali.

I commercianti potrebbero rafforzare il proprio potere contrattuale sulle commissioni.

Il progetto mira a integrare comodità digitale, sicurezza e tutela della privacy.

FAQ

Quanto costerà l’euro digitale alle banche UE?

Tra 4 e 6 miliardi di euro in quattro anni, secondo le stime BCE.

Qual è il costo di avvio del progetto?

Circa 1,3 miliardi di euro, oltre a 300 milioni di costi operativi.

La BCE potrà controllare le transazioni dei cittadini?

No, vedrà solo codici anonimi; le identità resteranno alle banche.

L’euro digitale sostituirà il contante?

No, il contante resterà e l’utilizzo della valuta digitale non sarà obbligatorio.

Ci sono segnali di dimissioni di Christine Lagarde?

No, secondo Piero Cipollone non emergono elementi in tal senso.

Qual è la fonte delle dichiarazioni?

Rielaborazione giornalistica basata sull’articolo di Repubblica.it, ripreso da Teleborsa, pubblicato il 19 febbraio 2026.

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Annachiara De Rubeis

Student Aspiring journalist

Coming from a little town of Basilicata, to Milan in 4 years..Taking my first steps toward an increasingly promising future.

Areas of Expertise: Master’s student in Media Relations and Corporate Communication, with a strong inclination toward journalism. Former student of the Bachelor’s Degree in Media Languages. Areas of expertise: social media content, web writing, news writing for press agencies, content strategy.
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