Governo spinge sul decreto energia con nuove misure straordinarie
Decreto bollette, verso il varo: equilibrio tra tutela di famiglie e imprese
Il nuovo decreto bollette entra nella fase decisiva, con il massimo coinvolgimento politico ed economico. A Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, stanno definendo gli ultimi dettagli prima del passaggio in Consiglio dei ministri.
Il cuore del confronto è l’articolo 3, dedicato alla promozione dei contratti di lungo termine per l’energia rinnovabile, con interlocuzioni aperte anche con le Regioni maggiormente esposte sul fronte della produzione energetica. L’obiettivo dichiarato della maggioranza è ridurre l’impatto delle bollette su famiglie e imprese, senza compromettere la stabilità del sistema e il percorso di transizione energetica.
Il nodo politico e il ruolo di Bruxelles
Le forze di centrodestra puntano a misure con effetti immediati, consapevoli però dei vincoli europei. Forza Italia, dopo un confronto a cui ha preso parte anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, rivendica uno “sforzo massimo” per interventi rapidi e percepibili in bolletta. Prioritaria per gli azzurri è l’accelerazione, in sede UE, sulla revisione del sistema Ets, ritenuto “molto penalizzante” per il tessuto produttivo. Ma proprio su questo punto viene evocata la possibilità di un veto da parte della Commissione europea, a conferma della complessità del dossier.
Coinvolgimento delle Regioni e centrali idroelettriche
Il governo mantiene un confronto aperto con le Regioni, in particolare con la Lombardia, dove è concentrato un numero significativo di centrali con concessioni idroelettriche. La ridefinizione degli oneri e delle regole di mercato può incidere direttamente sui canoni, sugli investimenti e sulla gestione delle infrastrutture esistenti. L’esecutivo mira a evitare contenziosi e squilibri territoriali, cercando un compromesso che salvaguardi la competitività del sistema energetico e la sicurezza degli approvvigionamenti, senza scaricare costi eccessivi su utenti finali e amministrazioni locali.
Ets, gas e bollette: come cambia il costo dell’energia
Uno dei punti più sensibili del decreto riguarda il trattamento del Sistema di scambio delle quote di emissione di CO2 (Ets) e i relativi oneri in bolletta. Le norme in bozza intervengono sulla struttura dei costi per chi produce energia elettrica con il gas, con l’obiettivo di comprimere il prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Ma lo spostamento di alcuni oneri sui consumatori finali apre un fronte di critiche da parte delle associazioni di categoria, preoccupate per l’effetto reale nel medio periodo su famiglie e PMI.
Esenzione per le centrali a gas e impatto sulle tariffe
La bozza prevede che i produttori di elettricità da gas non paghino più gli oneri di trasporto del metano e la tassazione legata all’Ets. Questi costi verrebbero invece riversati sulle bollette elettriche dei consumatori. La logica tecnica è chiara: ridurre il costo del combustibile per le centrali termoelettriche, così da abbassare il prezzo dell’energia sul mercato all’ingrosso. Resta però il rischio di un trasferimento di oneri dalle imprese alla platea generale degli utenti, con benefici immediati sui prezzi ma possibili aggravi cumulati nel tempo per famiglie e attività meno energivore.
Le preoccupazioni delle imprese e il caso Confartigianato
Confartigianato segnala criticità rilevanti per le piccole e medie imprese sugli oneri generali di sistema. L’allungamento fino a dieci anni dei tempi di pagamento, con un tasso del 6%, alleggerisce il peso annuale della bolletta ma ne aumenta l’impatto complessivo: secondo le stime citate, il costo reale per i consumatori potrebbe arrivare a circa 10 miliardi. Il rischio evidenziato è quello di una “rateizzazione” che rinvia il problema senza ridurre strutturalmente il carico, comprimendo liquidità e capacità di investimento di artigiani e PMI già sotto pressione per l’aumento dei costi energetici.
Richieste dei settori produttivi e critiche dell’opposizione
Accanto al capitolo energia elettrica, il decreto tocca in modo diretto commercio, agricoltura e filiere del biogas e delle biomasse, settori centrali per la transizione ecologica italiana. Le principali organizzazioni datoriali chiedono correttivi strutturali sugli oneri e maggiori garanzie per gli impianti rinnovabili esistenti, mentre dall’opposizione arriva un giudizio severo sulla sostenibilità finanziaria dell’intervento, accusato di rinviare i costi nel tempo senza affrontare le cause profonde dell’alto livello delle bollette.
Le posizioni di Confcommercio, Coldiretti e Confagricoltura
Confcommercio apprezza l’impostazione generale ma evidenzia l’assenza di una misura mirata per micro e piccole imprese, volta a una riduzione stabile e generalizzata degli oneri di sistema, che ancora oggi incidono per oltre il 20% sul totale della bolletta elettrica. L’associazione propone di utilizzare una quota dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 come copertura finanziaria. Coldiretti chiede di tutelare il biogas agricolo e difende i “Prezzi minimi garantiti” come strumento essenziale per la sostenibilità economica degli impianti e la gestione degli effluenti zootecnici. Confagricoltura avverte che “biogas elettrico e biomasse rischiano di non poter proseguire l’attività” se il plafond dei prezzi minimi non verrà rivisto al rialzo, chiedendo un sostegno più robusto alla produzione di energia rinnovabile.
Le critiche politiche e il timore di un effetto rinvio
L’opposizione contesta la filosofia complessiva del decreto. Il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli parla di “operazione cosmetica: si abbassa artificialmente il costo oggi e si presenta il conto domani, con interessi”. Il rilievo politico coincide con i dubbi di parte del mondo produttivo: la riduzione immediata delle bollette rischia di tradursi in maggiori oneri futuri per utenti e imprese, soprattutto se non accompagnata da una riforma strutturale di oneri di sistema, meccanismi Ets e sostegni alle rinnovabili. Il governo è chiamato a dimostrare che l’intervento sia sostenibile nel tempo e coerente con gli obiettivi europei di decarbonizzazione.
FAQ
Che cosa prevede il nuovo decreto bollette in sintesi?
Il decreto punta a ridurre nell’immediato il costo delle bollette di famiglie e imprese, intervenendo su oneri di sistema, trattamento del gas per la produzione elettrica e promozione di contratti di lungo termine per l’energia rinnovabile.
Chi sono i protagonisti politici del negoziato sul decreto?
Il dossier è seguito direttamente da Giorgia Meloni, dai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, dal ministro Giancarlo Giorgetti e dal leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, con il coinvolgimento di Gilberto Pichetto Fratin.
Perché il sistema Ets è al centro del dibattito?
L’Ets genera costi per le aziende che emettono CO2, incluse le centrali termoelettriche. La maggioranza lo considera troppo penalizzante e valuta un diverso utilizzo dei relativi proventi, ma eventuali modifiche devono confrontarsi con le regole europee.
Come potrebbero cambiare gli oneri in bolletta per le imprese?
La bozza prevede rateizzazioni più lunghe degli oneri di sistema, fino a dieci anni al 6% di interesse. Questo riduce l’esborso annuale ma aumenta il costo complessivo, preoccupando in particolare le PMI rappresentate da Confartigianato e Confcommercio.
Qual è l’impatto del decreto su biogas e biomasse agricole?
Coldiretti e Confagricoltura chiedono di salvaguardare biogas e biomasse, difendendo i Prezzi minimi garantiti come strumento essenziale per la sostenibilità economica degli impianti e la continuità della filiera del biometano agricolo.
Il decreto ridurrà davvero il prezzo dell’energia elettrica?
L’esenzione di alcuni oneri per le centrali a gas può abbassare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Tuttavia, lo spostamento di costi sulle bollette degli utenti potrebbe attenuare o differire nel tempo il beneficio per consumatori e microimprese.
Quali sono le principali critiche dell’opposizione?
Secondo Stefano Patuanelli (M5S), il decreto riduce artificialmente i costi oggi, rinviando il peso economico al futuro con interessi, senza affrontare in modo strutturale gli oneri di sistema e la dipendenza dai combustibili fossili.
Qual è la fonte originaria delle informazioni sul decreto?
Le informazioni e le posizioni riportate derivano dall’agenzia di stampa ANSA, indicata come fonte originale.




LMF green
Mente e denaro

Sala Stampa