Gruppo Coin, chiusure e perdite riaprono il tavolo al Mimit

Il Gruppo Coin affronta una nuova fase critica nel percorso di risanamento avviato nel 2025.
I dati presentati ai sindacati delineano un esercizio in forte perdita, con un margine operativo lordo negativo per 35 milioni di euro e vendite in calo rispetto all’anno precedente.
Nonostante l’aumento di capitale dello scorso settembre, il drastico calo degli ingressi nei negozi e la scarsa efficacia dei nuovi format mettono in discussione la sostenibilità del piano industriale.
Le chiusure dei punti vendita di Roma Prati (Cola di Rienzo), Milano Corso Vercelli e Verona riaccendono lo scontro con le sigle sindacali, che chiedono un confronto urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
L’azienda parla di “transizione necessaria” e promette investimenti e tutela occupazionale senza licenziamenti collettivi.
Conti in rosso e piano di risanamento sotto pressione
Il quadro economico illustrato alle organizzazioni sindacali evidenzia una crisi ancora profonda.
Le vendite del 2025 risultano inferiori al 2024, con un impatto diretto sulla redditività.
Margini negativi e calo degli ingressi
Il Gruppo Coin registra una perdita di 35 milioni a livello di Ebitda.
La riduzione degli accessi nei punti vendita non è stata compensata dai nuovi layout e concept.
La gestione continua a bruciare risorse, minando la tenuta del piano di rilancio.
Aumento di capitale insufficiente
L’operazione finanziaria del settembre 2025 ha garantito continuità aziendale.
Tuttavia, i risultati operativi non mostrano ancora un’inversione strutturale.
I sindacati chiedono trasparenza sulla reale sostenibilità del piano industriale.
Chiusure a Roma, Milano e Verona
Le cessazioni annunciate coinvolgono tre negozi storici della rete.
Le organizzazioni sindacali parlano di progressiva ritirata strategica.
I punti vendita coinvolti
Il negozio di Roma Cola di Rienzo chiuderà il 4 aprile 2026.
Milano Corso Vercelli e Verona termineranno l’attività il 31 luglio 2026.
Le chiusure sono legate anche a sfratti esecutivi.
La posizione dei sindacati
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono un tavolo urgente al Mimit.
Le sigle sottolineano il rischio occupazionale per lavoratrici e lavoratori con oltre vent’anni di anzianità.
La priorità indicata è la salvaguardia di ogni posto di lavoro.
La risposta dell’azienda e gli investimenti
Il gruppo conferma la volontà di proseguire nel percorso di risanamento.
L’obiettivo dichiarato è costruire un modello di business sostenibile.
Ammortizzatori e tutela occupazionale
Coin si impegna ad attivare ammortizzatori sociali e strumenti di flessibilità.
L’azienda esclude il ricorso a licenziamenti collettivi per gli oltre mille dipendenti della rete vendita.
È previsto un confronto aperto con le organizzazioni sindacali.
Investimenti e nuove partnership
Il piano prevede investimenti per almeno 10 milioni di euro.
Le risorse saranno destinate alla riqualificazione e ottimizzazione della rete.
Sono allo studio partnership commerciali per rafforzare il posizionamento del brand.
FAQ
Perché il Gruppo Coin è in crisi?
Per vendite in calo e un Ebitda negativo di 35 milioni nel 2025.
Quali negozi chiuderanno?
Roma Cola di Rienzo, Milano Corso Vercelli e Verona.
Quando sono previste le chiusure?
Aprile 2026 per Roma, luglio 2026 per Milano e Verona.
I sindacati cosa chiedono?
Un tavolo urgente al Ministero delle Imprese e piena trasparenza sul piano industriale.
Sono previsti licenziamenti collettivi?
L’azienda dichiara di volerli evitare attivando ammortizzatori sociali.
Qual è la fonte delle informazioni?
Rielaborazione giornalistica basata sull’articolo di Il diario del lavoro, pubblicato il 19 febbraio 2026.




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