Il franco svizzero corre e mette sotto pressione le imprese della confederazione
L’apprezzamento della valuta elvetica riaccende i timori su export, margini e competitività
La forza del franco svizzero torna a preoccupare il tessuto industriale elvetico. Dopo mesi di tensioni geopolitiche, incertezza macroeconomica e flussi di capitale verso asset considerati sicuri, il franco ha registrato un nuovo apprezzamento contro euro e dollaro, alimentando l’allarme tra le aziende orientate all’export.

La valuta svizzera è storicamente percepita come “bene rifugio”. Nei momenti di instabilità globale, investitori e fondi internazionali tendono ad aumentare l’esposizione verso il franco, considerato sinonimo di stabilità finanziaria, solidità istituzionale e bassa inflazione. Ma ciò che per i mercati è sicurezza, per molte imprese svizzere diventa un problema di competitività.
Il franco forte pesa sull’economia reale svizzera
Un franco più forte significa che i prodotti svizzeri diventano più costosi per i clienti stranieri. Questo ha effetti immediati su settori chiave come industria meccanica e manifatturiera; farmaceutica; orologeria; componentistica ad alta precisione.
Le aziende esportatrici si trovano di fronte a un dilemma: assorbire l’impatto sui margini o trasferire i maggiori costi sui prezzi finali, rischiando di perdere quote di mercato. Secondo analisti citati dalla stampa economica svizzera e internazionale, molte imprese stanno già operando con coperture valutarie, ma l’apprezzamento prolungato rischia di erodere progressivamente la redditività.
Il ruolo della Banca Nazionale Svizzera
Negli ultimi anni la Swiss National Bank ha adottato una strategia flessibile, intervenendo sul mercato valutario quando necessario e utilizzando la politica dei tassi per contenere pressioni eccessive sul cambio.
In passato, la SNB aveva addirittura introdotto tassi di interesse negativi per scoraggiare l’afflusso di capitali e indebolire la valuta. Oggi il contesto è diverso: con l’inflazione sotto controllo rispetto ad altre economie avanzate, la banca centrale si trova in una posizione meno aggressiva, ma resta pronta a intervenire se il rafforzamento dovesse diventare destabilizzante.
La stampa finanziaria ha sottolineato che la soglia psicologica dell’euro vicino alla parità con il franco riaccende i ricordi del 2015, quando la SNB abbandonò improvvisamente il tasso minimo di cambio, provocando forti turbolenze sui mercati.
La reazione delle imprese
Secondo quanto riportato da quotidiani economici svizzeri come Neue Zürcher Zeitung e Handelszeitung, diverse associazioni industriali hanno espresso preoccupazione per un franco che rischia di comprimere ulteriormente la competitività, soprattutto in un contesto di rallentamento della domanda globale.
Molte aziende hanno già investito in delocalizzazione parziale della produzione o automazione per contenere i costi. Ma ciò che sta prendendo piede sono le strategie di pricing differenziate per area geografica.
Tuttavia, non tutti i settori soffrono allo stesso modo. Le imprese altamente specializzate, con forte potere di prezzo e prodotti a elevato valore aggiunto, riescono a difendere meglio i margini rispetto ai comparti più sensibili alla concorrenza internazionale.
Un equilibrio delicato tra stabilità e crescita
Il franco forte è il riflesso di un’economia solida, ma può trasformarsi in un freno per la crescita. L’equilibrio tra stabilità finanziaria e competitività industriale resta uno dei temi strutturali per la Svizzera.
Alcuni economisti osservano che il rafforzamento della valuta può anche avere effetti positivi: riduce il costo delle importazioni, contiene l’inflazione e sostiene il potere d’acquisto interno. Ma in un Paese fortemente orientato all’export, il saldo complessivo dipende dalla capacità delle imprese di adattarsi.
Scenario futuro
Se le tensioni geopolitiche e le incertezze globali dovessero persistere, il franco potrebbe continuare a beneficiare dei flussi verso asset rifugio. In questo caso, la pressione sulle imprese svizzere potrebbe intensificarsi, riaprendo il dibattito su eventuali interventi più incisivi della banca centrale.
Per ora, la “relentless rise” del franco è al tempo stesso simbolo di forza sistemica e fonte di inquietudine per il mondo produttivo. Una dinamica che conferma come, in economia aperta, la stabilità monetaria non sia mai un fattore neutrale, ma un elemento che incide profondamente sugli equilibri industriali.




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