Istat, farmaceutica e agroalimentare trainano l’export del Made in Italy

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“Dopo due anni di consolidamento in un contesto avverso e nonostante i dazi, il cambio euro dollaro, i conflitti bellici e tutte le criticità attuali, l’export del Made in Italy chiude il 2025 con un valore di 643 miliardi, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Un risultato che appare particolarmente significativo tanto nel confronto con la performance dell’UE (+2,2%), e con quella dei suoi principali esportatori (+0,9% la Germania, +2,0% la Francia, in leggero ripiegamento Belgio e Spagna), quanto con quello dei principali esportatori mondiali (+0,9% la Cina, stabile il Giappone, in leggera flessione la Corea del Sud)”. È quanto ha dichiarato il presidente di ICE, Matteo Zoppas commentando dati Istat “Commercio estero e prezzi all’import di dicembre 2025”

Boom dell’export

A dicembre 2025 Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni dello 0,3% e dell’import dello 0,1%; il lieve aumento mensile dell’export e’ sintesi di un incremento per l’area extra-Ue (+1,9%) e di una contrazione per l’area Ue (-1,1%). Nel quarto trimestre 2025, rispetto al precedente, l’export si riduce dell’1,4%, l’import dello 0,2%. A dicembre, l’export cresce su anno del 4,9% in termini monetari e del 3,6% in volume. La crescita tendenziale dell’export in valore riguarda entrambe le aree, Ue (+4,7%) ed extra Ue (+5,1%); l’import cresce del 3,4% in valore su anno – per l’aumento dell’import dai paesi Ue (+7,1%) e la riduzione dai paesi extra Ue (-1,1%) – e del 7,7% in volume.

Su base annua, tra i settori che piu’ contribuiscono alla crescita dell’export: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+27,8%) e mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+25,2%); coke e prodotti petroliferi raffinati calano del 31%. Su anno la Svizzera (+41,7%) fornisce il contributo positivo maggiore all’export; seguono paesi Asean (+48%), Polonia (+18,9%), Francia (+5,4%) e Spagna (+8,4%); cala l’export verso Turchia (-17%), Regno Unito (-8,7%), Paesi Bassi (-9,7%) e Belgio (-8,9%). Nel 2025, l’export in valore cresce del 3,3% su anno grazie ad articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e alimentari, bevande e tabacco (+4,3%).

Il saldo commerciale a dicembre 2025 e’ pari a +6.037 milioni (+5.147 milioni a dicembre 2024); il deficit energetico (-3.755 milioni) e’ inferiore su anno (-5.184 milioni).

L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da +10.330 milioni di dicembre 2024 a +9.792 milioni di dicembre 2025.

Farmaceutica ed agroalimentare

La farmaceutica è il settore che ha portato il contribuito più ampio alla crescita: 2,5 dei 3,3 punti di incremento complessivo provengono da questo settore; seguono i metalli e prodotti in metallo e l’agroalimentare, con rispettivamente 1 e 0,5 punti del totale. L’export di prodotti agroalimentari (+4,9% la variazione 2025/2024) si è attestato a 72,4 miliardi, quello della meccanica si conferma a poco meno di 100 e quello del tessile, abbigliamento e calzature si è ridotto dell’1,9%, attestandosi a 60,8 miliardi. Dicembre 2025 (+4,9% rispetto a dicembre 2024) ha contribuito con 2,4 miliardi ai 20,4 miliardi di incremento dell’export sull’intero 2024: di questi 13,2 si sono prodotti nei mercati UE (+4,2%) e 7,2 nell’extra UE (+2,4%). Il mercato UE più dinamico è stato la Spagna (+10,2%), seguita da Polonia, Austria e Francia; dopo due anni di flessione sono tornate a crescere anche le vendite verso la Germania (+2,3%), principale mercato di destinazione del nostro export. Tra gli europei non UE, sale la Svizzera (+16,3%) e scendono la Turchia (-23,1 complessivamente, -4,6% se escludiamo la gioielleria) e la Russia (-15,4%). Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il 2025 si chiude con un +7,2%, sintesi di una crescita molto sostenuta nella prima parte dell’anno e di un deciso rallentamento nella seconda. L’andamento delle vendite verso gli USA andrà monitorato attentamente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi considerando le incertezze legate ai dazi e al cambio euro/dollaro. Sfiora il 10% la crescita dell’export in India (+9,4%), mentre si riduce del 6,6% il valore delle vendite in Cina, nonostante un ultimo trimestre in territorio positivo”.

Import

A dicembre 2025 i prezzi all’import diminuiscono dello 0,1% su base mensile e del 3,1% su base annua (da -2,8% di novembre); nella media 2025 i prezzi flettono dell’1,7% (era -1,5% nel 2024). La flessione dei prezzi all’import nella media 2025 si deve in particolare all’andamento dei prezzi dei prodotti energetici; al netto di questi prodotti, la flessione e’ piu’ contenuta (-0,6%; era -0,8% nel 2024).

Bilancia commerciale

Nell’anno 2025 il surplus commerciale e’ pari a +50.746 milioni (+48.287 milioni nel 2024). Il deficit energetico si riduce a -46.939 milioni, da -54.290 milioni dell’anno prima. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (+97.685 milioni) e’ elevato ma meno ampio rispetto al 2024 (+102.577 milioni). Rispetto al 2024, il 2025 si chiude con un deficit energetico in forte riduzione e un avanzo commerciale piu’ elevato, totalmente dovuto agli scambi con i paesi extra Ue.

Compravendita di case

Nel secondo trimestre 2025 sono 255.639 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso 1 per unità immobiliari. Il dato è in diminuzione rispetto al trimestre precedente (-2,3%, dato destagionalizzato) e in crescita su base annua (+4,1%, dato grezzo). Lo rileva l’Istat spiegando che nel confronto congiunturale le compravendite del comparto abitativo sono in calo in tutte le aree geografiche del Paese: Nord-ovest (-3,7%), Nord-est (-2,3%), Isole (-1,4), Sud (-1,2%) e Centro (-1,0%). Le compravendite di immobili a uso economico diminuiscono al Sud (-6,1%) e nel Nord-ovest (-5,0%), mentre aumentano nel Nord-est (+5,7%) e al Centro (+2,8%) e rimangono sostanzialmente stabili nelle Isole (+0,2%).