LEED e la rivoluzione verde dell’edilizia. Il ruolo di ASACERT in Italia. Cosa dicono i media internazionali
Il sistema di certificazione americana diventa benchmark globale per sostenibilità, efficienza energetica e valore degli immobili
LEED – Leadership in Energy and Environmental Design – non è più solo un acronimo tecnico nel mondo della sostenibilità. Nato negli Stati Uniti negli anni ’90 come sistema di certificazione volontario sviluppato dall’U.S. Green Building Council, LEED si è affermato a livello globale come uno dei principali riferimenti per valutare la sostenibilità ambientale degli edifici. Il suo impatto va ben oltre lo schema di valutazione: è diventato un tema di discussione in testate economiche, quotidiani internazionali e organi di finanza che vedono in questa certificazione non solo un indicatore tecnico, ma un segnale di qualità, efficienza e valore di mercato.
Che cos’è LEED, in termini semplici
LEED non è un regolamento imposto da alcuna autorità pubblica: si tratta di uno standard volontario che valuta progetti, costruzioni e gestioni di edifici in base a criteri ambientali come efficienza energetica, uso di materiali sostenibili, qualità dell’ambiente interno, gestione delle acque e trasporti sostenibili. I punteggi portano a livelli di certificazione come Certified, Silver, Gold e Platinum, ciascuno dei quali riflette il grado di sostenibilità raggiunto.
La diffusione di LEED non si limita agli Stati Uniti: centinaia di migliaia di edifici in tutto il mondo sono oggi certificati, e molte imprese internazionali considerano la certificazione un elemento chiave nelle proprie strategie ESG (“Environmental, Social and Governance”).

Europa: dai quotidiani economici la crescita della “nuova normalità verde”
Nei principali quotidiani economici europei, come Financial Times, The Guardian e Die Welt, LEED è spesso descritto come parte integrante della transizione verso un’edilizia più responsabile. Il Financial Times ha recentemente dedicato ampi approfondimenti al ruolo delle certificazioni verdi nel trasformare il settore immobiliare, sottolineando che “gli edifici certificati LEED tendono a registrare costi operativi più bassi, maggiore attrattività per gli investitori e un premio di mercato significativo rispetto agli immobili tradizionali”.
Il quotidiano britannico The Guardian ha evidenziato l’importanza della standardizzazione: in un mercato europeo frammentato da normative nazionali diverse, LEED offre un linguaggio comune di sostenibilità riconosciuto a livello transnazionale, agevolando investitori internazionali e operatori immobiliari.
In Germania, Die Welt ha analizzato il ruolo delle certificazioni come motore di innovazione dell’edilizia: secondo fonti citate nella testata, molti sviluppatori tedeschi integrano LEED con altri sistemi, come DGNB (German Sustainable Building Council), per ottenere sia prestazioni ambientali elevate sia una reputazione di eccellenza tecnica.
Stati Uniti d’America: tra leadership globale e critiche sul realismo delle soglie
Negli Stati Uniti, dove LEED è nato, testate come The New York Times e Wall Street Journal osservano come la certificazione abbia contribuito a fare del Paese un laboratorio di sostenibilità edilizia, ma non senza critiche. Il Wall Street Journal ha sottolineato che, pur essendo uno strumento con impatti reali (minori emissioni, costi energetici ridotti, comfort migliorato), LEED richiede spesso investimenti iniziali significativi, rendendo la certificazione più accessibile a grandi sviluppatori piuttosto che a piccoli proprietari immobiliari.
D’altra parte, The New York Times ha pubblicato analisi secondo cui LEED è diventato un metro di credibilità ESG per molte imprese, tanto che spesso gli stessi bilanci di sostenibilità aziendale includono la quota di portafoglio immobiliare certificata come indicatore di performance ambientale.
ASACERT in Italia
La nuova versione LEED v5, non è un semplice aggiornamento di uno standard di certificazione: è un cambio di passo che punta a fare della certificazione ambientale degli edifici uno strumento strategico di allineamento con la Tassonomia Europea e con le nuove politiche ESG.
Per un Ente come ASACERT, che opera come Organismo di Verifica Accreditato (OVA) di GBC Italia, questo passaggio non è solo tecnico, ma profondamente culturale; significa aiutare investitori, sviluppatori, fondi e asset manager a far parlare la stessa lingua a progetto, performance, finanza sostenibile e compliance europea.
I principi di LEED si traducono in una nuova struttura di punteggio, organizzata attorno a tre grandi obiettivi di sistema:
Climate action – 50% dei punti: energia, emissioni, rinnovabili, gestione dei carichi, refrigeranti.
Quality of life – 25% dei punti: salute, comfort, accessibilità, spazi pubblici, equità sociale.
Ecological conservation & restoration – 25% dei punti: suolo, acqua, biodiversità, materiali e cicli di vita.
Il rafforzamento del dialogo tra LEED v5 e la Tassonomia UE
Uno degli aspetti più rilevanti per il contesto europeo è il rafforzamento del dialogo tra LEED v5 e la Tassonomia UE per la finanza sostenibile. Già un white paper USGBC/GBCI Europe aveva mostrato come LEED fosse in grado di supportare l’allineamento ai criteri di mitigazione climatica e agli obiettivi del Green Deal europeo.

Così commenta Fabrizio Capaccioli: “Per ASACERT, essere OVA di GBC Italia in questa fase significa assumersi una responsabilità precisa: alzare l’asticella tecnica, garantire imparzialità e rigore, aiutare il mercato a usare LEED v5 non come un adempimento, ma come una leva strategica di decarbonizzazione, resilienza e qualità della vita.
Costruire oggi pensando al domani, per noi, non è uno slogan: è tradurre obiettivi climatici ed ESG in edifici misurabili, credibili e finanziariamente solidi”.
E conclude “E’ esattamente qui che LEED v5 e la verifica indipendente di ASACERT si incontrano: perché ogni certificazione non sia solo un risultato da esibire, ma una promessa mantenuta nei confronti delle persone, delle città e del pianeta.“
L’approccio critico del mercato: oltre la certificazione
Non mancano analisi più critiche sull’efficacia delle certificazioni verdi. Alcuni commentatori economici europei e americani ricordano che la certificazione LEED non è una garanzia assoluta di prestazioni reali nel tempo: un edificio può ottenere il livello più alto di certificazione sulla carta, ma la sostenibilità effettiva dipende anche da gestione operativa, manutenzione e comportamenti occupazionali. Questa linea di pensiero spinge verso una maggiore attenzione alle misurazioni di performance reali e non solo di conformità.
Altri esperti evidenziano che sistemi nazionali o regionali come BREEAM nel Regno Unito, DGNB in Germania o HQE in Francia possono offrire criteri più rigorosi o adatti ai contesti climatici e normativi locali, incoraggiando una convivenza tra differenti standard piuttosto che favorire un’unica certificazione globale.
Cosa dicono gli investitori: sostenibilità come valore economico
Un tratto comune nelle analisi dei media economici globali è la convergenza sul fatto che gli edifici certificati LEED hanno un vantaggio competitivo nei mercati immobiliari globali. Analisi di mercato riportate da Financial Times, Bloomberg e Reuters indicano che:
- gli immobili LEED tendono ad avere canoni di locazione più elevati e tassi di occupazione più stabili rispetto agli edifici non certificati;
- gli investitori istituzionali – fondi pensione, assicurazioni, investitori ESG – inseriscono edifici certificati nei loro portafogli per mitigare rischi climatici e normativi;
- le certificazioni verdi sono sempre più integrate nei criteri di finanziamento sostenibile, influenzando condizioni di prestito e rating di credito.
Queste evidenze sono citate in report e approfondimenti sia su testate europee come Il Sole 24 Ore e La Tribune sia su media americani come Bloomberg Green e CNBC.
LEED come benchmark, non come dogma
I principali quotidiani europei e americani concordano su un punto: LEED ha consolidato una leadership globale come sistema di riferimento per la sostenibilità edilizia, influenzando non solo il modo di progettare e costruire, ma anche di valutare e investire nel segmento immobiliare.
Tuttavia, il dibattito internazionale non è privo di sfumature. Accanto all’enfasi sui benefici economici e ambientali riportati dalle grandi testate, emergono questioni critiche sul costo di accesso, sulla misurazione delle performance reali e sulla complementarietà con altri sistemi di certificazione.
In questa prospettiva, LEED non è visto come un dogma unico, ma come uno strumento potente in un toolbox globale di sostenibilità, da combinare con valutazioni locali, esigenze normative e strategie di investimento per massimizzare l’impatto ambientale e generare valore economico concreto.




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