Montepaschi incorpora Mediobanca e avvia il delisting

Monte dei Paschi di Siena ha deliberato l’incorporazione di Mediobanca e il conseguente delisting da Piazza Affari, ridisegnando l’assetto del gruppo.
La decisione è stata assunta dal cda presieduto da Nicola Maione, in coerenza con l’operazione pubblica di scambio lanciata 13 mesi fa e con la strategia delineata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio.
In una nota ufficiale, Mps precisa che «le attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta saranno trasferite in una società non quotata posseduta al 100% da Mps che manterrà la denominazione di ’Mediobanca S.p.A’».
Nel perimetro rientrerà anche la partecipazione in Assicurazioni Generali, elemento strategico dell’assetto patrimoniale.
L’operazione mira a integrare le strutture operative, valorizzando il brand Mediobanca all’interno di un modello organizzativo specializzato e non più quotato.
Struttura dell’operazione e governance
Il progetto prevede una fusione per incorporazione con uscita del titolo Mediobanca dal mercato regolamentato.
La nuova configurazione centralizza funzioni chiave e ridefinisce il presidio delle attività ad alta marginalità.
Delisting e riorganizzazione
Con l’incorporazione, Mediobanca cesserà di essere società quotata.
Le attività di corporate e private banking confluiranno in una controllata non quotata al 100% da Banca Mps, che manterrà la denominazione storica.
La scelta consente maggiore flessibilità gestionale e riduzione dei costi legati alla quotazione.
Perimetro industriale
Nel nuovo assetto sarà inclusa la partecipazione in Assicurazioni Generali.
L’operazione consolida il controllo sulle attività di advisory e gestione patrimoniale.
Il modello punta a integrare competenze mantenendo un’identità di brand distinta.
Razionali strategici e sinergie
La banca senese punta a un’integrazione industriale orientata alla creazione di valore.
La riorganizzazione è funzionale agli obiettivi reddituali e di efficienza operativa.
Valorizzazione del brand
Mps sottolinea che Mediobanca rappresenta «un brand di altissimo valore con un patrimonio unico di competenze e sinonimo di eccellenza nei servizi di consulenza alle imprese e ai privati».
Il mantenimento della denominazione nella nuova società tutela il capitale reputazionale accumulato.
L’obiettivo è preservare l’expertise distintiva in un contesto integrato.
Sinergie industriali
Secondo la nota, «la nuova struttura del gruppo è finalizzata al raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali e alla piena realizzazione delle sinergie industriali per la massimizzazione della creazione di valore».
L’integrazione dovrebbe generare economie di scala e ottimizzazione dei costi.
La concentrazione delle attività ad alto valore aggiunto rafforza il posizionamento competitivo del gruppo.
Implicazioni per il mercato
Il delisting segna un passaggio storico per il sistema bancario italiano.
L’operazione modifica gli equilibri tra grandi istituti quotati.
Impatto su Piazza Affari
L’uscita di Mediobanca riduce il numero di big bancari quotati.
Il mercato valuterà la capacità di Mps di realizzare le sinergie annunciate.
La governance centralizzata potrebbe accelerare le decisioni strategiche.
Prospettive future
L’integrazione completa richiederà tempi tecnici e autorizzazioni regolamentari.
Il successo dipenderà dalla gestione delle risorse e dalla stabilità patrimoniale.
Il gruppo punta a rafforzare il ruolo nel corporate e private banking domestico.
FAQ
Cosa ha deciso Monte dei Paschi?
Ha deliberato l’incorporazione di Mediobanca con conseguente delisting.
Mediobanca resterà quotata?
No, il titolo uscirà da Piazza Affari dopo la fusione.
Quali attività saranno trasferite?
Corporate & investment banking e private banking confluiranno in una società non quotata controllata da Mps.
La denominazione Mediobanca sarà mantenuta?
Sì, la nuova società manterrà il nome Mediobanca S.p.A.
Cosa succede alla partecipazione in Generali?
Resterà nel perimetro della nuova struttura controllata da Mps.
Qual è la fonte delle informazioni?
Rielaborazione giornalistica basata sull’articolo de Il Sole 24 Ore il 17 febbraio 2026.




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