Preoccupazioni sul futuro di La Stampa e La Repubblica. L’imprenditore greco Theodore Kyriakou rallenta

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La due diligence sui conti rallenta la vendita. Le redazioni e le istituzioni chiedono trasparenza e garanzie

La vendita di La Stampa e La Repubblica, due dei principali quotidiani italiani, continua a occupare il mercato dell’editoria e i principali osservatori: la trattativa tra il gruppo editoriale Gedi (controllato da Exor) e il Gruppo Antenna dell’imprenditore greco Theodore Kyriakou procede, ma più lentamente del previsto, con un’attenzione particolare ai conti e alle valutazioni finanziarie delle testate.

Inizialmente, la cosiddetta “trattativa esclusiva” avrebbe dovuto concludersi entro il 31 gennaio 2026, ma fonti vicine al compratore parlano ora di una possibile chiusura entro febbraio. Il motivo principale dei ritardi, oltre alle timide negoziazioni su prezzo e garanzie, è l’accurata due diligence avviata da Antenna sul bilancio consolidato di Gedi, in particolare per comprendere meglio l’entità e la ripartizione delle perdite accumulate negli ultimi dieci anni (2015–2025 ~270 milioni di euro) e definire quanto di questo debito possa essere allocato tra le singole testate.

Come cambia la trattativa: conti, strategie e divergenze sul prezzo

Dalla dinamica emersa negli ultimi aggiornamenti, emergono due nodi strategici che stanno rallentando il perfezionamento dell’accordo. Valutazione economica incerta: Exor avrebbe auspicato un corrispettivo complessivo vicino ai 120 milioni di euro per La Stampa, La Repubblica e le emittenti radiofoniche, ma Antenna avrebbe al momento offerto circa 90 milioni, con interesse più spiccato verso le radio (Deejay, Capital, m2o) rispetto alla carta stampata. Complicazioni per La Stampa: secondo alcuni reportage internazionali, Antenna non sarebbe originariamente interessata all’acquisizione di La Stampa, storica testata fondata nel 1867, orientandosi piuttosto verso La Repubblica e le altre attività editoriali e radiofoniche. Questa dinamica ha aperto discussioni su possibili alternative per La Stampa, eventualmente ceduta a un altro gruppo imprenditoriale italiano.

Il confronto sul piano finanziario non è solo sulla cifra, ma soprattutto sulla sostenibilità delle passività e sulla capacità del gruppo greco di gestire un portfolio editoriale storico e complesso come quello di Gedi.

La voce delle redazioni: trasparenza, indipendenza e tutela del pluralismo

Il ritardo nelle trattative non è l’unico elemento in discussione: l’operazione ha innescato un acceso dibattito nel mondo giornalistico e politico italiano. Esponenti sindacali e comitati di redazione hanno sollevato preoccupazioni sulla trasparenza dell’operazione, sulla tutela dell’indipendenza editoriale delle due testate e sul futuro occupazionale per redazioni e strutture giornalistiche.

Il Comitato di redazione de La Repubblica, ad esempio, ha reso pubblico un dossier di approfondimento sui bilanci e sulla struttura societaria del potenziale compratore, evidenziando come molte società del gruppo Antenna non abbiano depositato bilanci consolidati recenti, generando dubbi sulla solidità finanziaria dell’operazione.

In parallelo, l’Ordine dei Giornalisti ha chiesto alla proprietà e agli acquirenti di aprire un dialogo con le redazioni per fornire garanzie reali su continuità occupazionale, pluralismo e linea editoriale.

Reazioni istituzionali e prospettive politiche

Il caso ha finito per coinvolgere anche esponenti istituzionali e figure della politica italiana, con richieste di maggiore chiarezza sulla possibile vendita e sull’impiego di strumenti normativi come le cosiddette “golden powers”, che consentono allo Stato di esercitare un controllo su acquisizioni che possono avere un impatto sull’interesse nazionale, inclusa la tutela del pluralismo nei media.

Verso una conclusione incerta

La dinamica degli ultimi mesi mostra una trattativa non lineare, caratterizzata da tempi più lunghi del previsto proprio per il complesso esame contabile e il bilancio delle passività, oltre che per la necessità di conciliare le aspettative sul prezzo e sulla strategia editoriale con le richieste sia delle redazioni che delle istituzioni. Se da un lato Antenna ribadisce l’intenzione di operare nel pieno rispetto della tradizione giornalistica italiana, dall’altro le redazioni e le organizzazioni di categoria chiedono garanzie precise e trasparenti che, finora, non sono ancora state completamente formalizzate.

In questo contesto, la chiusura definitiva dell’accordo resta possibile entro i prossimi mesi, ma i ritardi sui tempi e sui dettagli economici potrebbero allungare ulteriormente i termini o portare a negoziati paralleli per singoli asset editoriali.