Quali sono le prospettive per l’oro?
Il Portfolio Manager di Franklin Equity Group, Steve Land risponde a cinque domande chiave sul divario tra il prezzo dell’oro fisico e i titoli minerari — e su cosa questo significhi oggi per gli investitori.
1. Cosa ha spinto i prezzi dell’oro al rialzo, cosa ha generato volatilità e cosa aspettarsi ora?
Storicamente l’oro ha ottenuto buoni risultati nei periodi di stress finanziario e geopolitico, e le recenti tensioni commerciali, i conflitti globali e l’incertezza fiscale nelle principali economie hanno rafforzato questa tendenza.
A livello strutturale, l’elevato debito pubblico, i persistenti deficit fiscali e una maggiore tolleranza verso l’inflazione stanno minando la fiducia nelle valute fiat.
Alti livelli di speculazione con leva finanziaria, soprattutto in Cina, hanno contribuito a spingere i prezzi al rialzo prima di una brusca correzione alla fine di gennaio.
Nonostante i ribassi record, riteniamo che vi siano ancora solide basi per prezzi dell’oro sostenuti, considerando la limitata offerta e la crescente domanda.
2. Perché i titoli minerari stanno sottoperformando rispetto all’oro fisico?
Le banche centrali e gli ETF garantiti da oro fisico hanno alimentato il rally dell’oro, consentendo ai prezzi del metallo di salire molto più rapidamente rispetto ai flussi verso le azioni minerarie.
Molti titoli del settore minerario sono scambiati al di sotto dei loro multipli storici, con livelli elevati di free cash flow yield e multipli EV/cash flow interessanti.
Secondo le nostre stime, le valutazioni hanno rincorso i prezzi spot dell’oro con un ritardo di circa il 20% negli ultimi due anni — un divario significativo.
3. Il divario di valutazione è giustificato?
Non lo riteniamo. Il disallineamento riflette più la percezione degli investitori che i fondamentali.
Gli investitori ricordano ancora i cicli passati caratterizzati da inflazione dei costi, allocazione inefficiente del capitale e diluizione, ma a nostro avviso il settore è cambiato.
Oggi i minerari presentano bilanci più solidi, maggiore disciplina nell’uso del capitale e rendimenti più elevati per gli azionisti.
Ai prezzi attuali dell’oro, i titoli minerari offrono una vera leva operativa, con utili e free cash flow che crescono più rapidamente rispetto al prezzo dell’oro fisico.
Se aggiungiamo i persistenti fattori macro favorevoli e la correlazione negativa dell’oro con il dollaro statunitense, il quadro per i titoli minerari appare ben supportato.
4. I fondamentali supportano valutazioni più elevate per i titoli auriferi?
A nostro avviso sì, assolutamente. I prezzi elevati dell’oro hanno generato una crescita eccezionale degli utili e dei cash flow.
Il terzo trimestre (Q3) 2025 ha registrato profitti record per molti produttori, e il quarto trimestre (Q4) probabilmente supererà quei livelli, dato che il prezzo dell’oro si è attestato su una media di circa 4.150 USD/oncia, in aumento di circa 700 USD trimestre su trimestre (q/q) e di circa 1.500 USD anno su anno (y/y).
I ricavi dovrebbero crescere di circa il 20% q/q e del 55% y/y, mentre i costi operativi sono aumentati meno del 10%, ampliando in modo significativo i margini.
Con una produzione stabile, la combinazione di forte generazione di cash e valutazioni interessanti ha alimentato anche fusioni e acquisizioni (M&A), aiutando i produttori a creare valore anno su anno, reintegrare le riserve e posizionarsi per una crescita di lungo periodo.
5. Quanto sono resilienti i titoli minerari se il prezzo dell’oro dovesse scendere?
Sebbene i prezzi elevati dell’oro richiedano un certo grado di cautela, stimiamo che i produttori minerari dispongano di un ampio margine di sicurezza.
Il sentiment può cambiare — ad esempio per un aumento dei tassi, un rallentamento dell’inflazione o una diminuzione delle tensioni geopolitiche — ma riteniamo che il prezzo dell’oro dovrebbe scendere sotto i ~3.500 USD/oncia prima che l’economia del settore inizi a somigliare ai precedenti cicli ribassisti.
Prezzi dell’oro più alti migliorano l’accesso al capitale, aumentando il potenziale di esplorazione e sviluppo, oltre alla fattibilità dei progetti.
In sintesi
Riteniamo che i titoli auriferi siano supportati da bilanci solidi, valutazioni interessanti e molteplici catalizzatori, incluse le attività di M&A.
In combinazione con un contesto fiscale e macroeconomico incerto, manteniamo una visione costruttiva sull’oro e sulle società minerarie aurifere entrando nel 2026.




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