Russia rallenta l’offensiva in Ucraina con censura e blocchi su Telegram

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Come il blocco di Telegram sta frenando l’esercito russo in Ucraina

La decisione di Mosca di limitare l’accesso a Telegram, adottata nelle scorse settimane in Russia, sta colpendo direttamente le comunicazioni dell’esercito russo impegnato in Ucraina. Bloomberg, Bbc e gli analisti dell’Institute for the Study of War (ISW) spiegano che il blocco dell’app – combinato alle restrizioni sui terminali Starlink per gli account russi – ha ridotto la capacità di coordinare attacchi e operazioni con droni sul fronte. L’obiettivo politico del Cremlino è spingere cittadini e strutture statali verso l’app governativa Max, ritenuta però meno sicura. Il risultato operativo, secondo fonti militari e di intelligence, è un rallentamento misurabile del ritmo delle offensive russe, che apre una finestra di opportunità tattica per le forze ucraine.

In sintesi:

  • La Russia limita Telegram per favorire l’app governativa Max, giudicata poco sicura.
  • Le unità russe in Ucraina perdono accesso ai canali di chat basati su Telegram.
  • Blocchi su Telegram e Starlink rallentano attacchi e operazioni con droni di Mosca.
  • Per analisti e Bbc, il gap di comunicazione offre un vantaggio tattico a Kiev.

Secondo Bloomberg, le restrizioni a Telegram colpiscono anche le reti usate al fronte, spesso instradate su infrastrutture controllate da Mosca. I militari russi in Ucraina si ritrovano così tagliati fuori dai canali di chat che avevano reso più rapido il coordinamento di reparti, artiglieria e droni.

Il canale Telegram filogovernativo Baza ha anticipato che dal 1 aprile l’app potrebbe essere bloccata del tutto sul territorio russo, rendendo strutturale la dipendenza dall’app statale Max. Gli analisti dell’Institute for the Study of War su X collegano questo blocco al contemporaneo spegnimento dei servizi Starlink per gli account russi, evidenziando come la combinazione delle due misure stia impedendo alle forze di Mosca di condurre attacchi con la stessa frequenza e profondità delle settimane precedenti.

Il corrispondente militare russo Alexander Sladkov ha sintetizzato il nodo strategico scrivendo sul suo canale: “La comunicazione è più di un’arma, è il fondamento del comando delle truppe”. Per la Bbc, l’impatto è particolarmente evidente sulle missioni con droni russi, rallentate dalla perdita di collegamenti stabili e sicuri tra operatori, intelligence e artiglieria.

Impatto operativo e opportunità strategiche sul campo di battaglia

La Bbc sottolinea che la combinazione tra blocco di Telegram e limitazioni a Starlink riduce la capacità russa di reagire in tempo reale ai movimenti ucraini, soprattutto nelle operazioni che richiedono sincronizzazione tra ricognizione via drone, fuoco d’artiglieria e avanzata di fanteria. In una guerra dove secondi e metri possono cambiare l’esito di un ingaggio, il ritardo informativo si traduce in bersagli mancati e offensive meno profonde.

I soldati ucraini, spiegano le fonti citate dalla Bbc, percepiscono questo momento come una “vera opportunità”: meno coordinamento russo significa finestra temporale più ampia per manovrare, riposizionare pezzi d’artiglieria, evacuare feriti e consolidare posizioni senza subire reazioni immediate. A livello sistemico, la scelta del Cremlino di spingere verso l’app governativa Max, priva secondo i critici di adeguate protezioni di sicurezza, espone inoltre le comunicazioni militari a un maggior rischio di interferenze ed intercettazioni. La guerra russo‑ucraina conferma così che l’infrastruttura digitale – piattaforme civili, servizi satellitari, crittografia – è ormai parte integrante dell’ordine di battaglia.

Scenari futuri: guerra digitale, propaganda e controllo dell’informazione

Se il blocco totale di Telegram in Russia sarà confermato, Mosca dovrà bilanciare l’obiettivo di controllo interno con la necessità di mantenere efficaci le proprie catene di comando in Ucraina. Una migrazione forzata verso Max potrebbe rafforzare la propaganda domestica, ma rendere più vulnerabili le comunicazioni militari a cyber‑attacchi, fughe di dati e sabotaggi informativi.

Per le forze ucraine e i loro partner occidentali, il nuovo contesto apre spazi per operazioni mirate di guerra elettronica e psicologica, tese a stressare ulteriormente le già fragili reti di comunicazione russe. Il caso Telegram‑Starlink diventerà probabilmente un caso di studio su come scelte politiche di censura digitale possano ribaltarsi in costi militari imprevisti, ridefinendo il rapporto tra sovranità tecnologica, sicurezza nazionale e capacità bellica sul campo.

FAQ

Perché la Russia sta limitando l’uso di Telegram sul proprio territorio?

La Russia sta effettivamente limitando Telegram per spingere cittadini e strutture statali a utilizzare l’app governativa Max, ritenuta più controllabile dalle autorità, pur con minori garanzie di sicurezza e riservatezza.

In che modo il blocco di Telegram influisce sulle operazioni militari russe?

Il blocco sta effettivamente riducendo l’accesso ai canali di chat operativi, rallentando coordinamento, trasmissione ordini e regolazione del fuoco, con un calo misurabile nel ritmo degli attacchi russi riconosciuto da analisti indipendenti.

Che ruolo ha Starlink nelle comunicazioni al fronte in Ucraina?

Starlink fornisce effettivamente connettività satellitare critica. La disattivazione degli account russi limita il networking sul campo, indebolendo il collegamento tra reparti, droni e centri di comando rispetto alle capacità ucraine.

Perché l’app Max è considerata meno sicura rispetto a Telegram?

Max viene effettivamente criticata perché percepita come strettamente controllata dal governo russo, con crittografia meno trasparente, ridotte tutele contro intercettazioni e un maggiore rischio di sorveglianza interna e compromissione dei dati sensibili.

Qual è la fonte delle analisi sul blocco di Telegram e Starlink?

Le informazioni provengono effettivamente da Bloomberg, Bbc e dagli analisti dell’Institute for the Study of War, oltre al canale Telegram filogovernativo Baza e al corrispondente militare russo Alexander Sladkov.

 

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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