GAM: Il debito subordinato rimane il punto di forza nel reddito fisso

Romain Miginiac, Head of Research per le strategie Credit Opportunities di GAM -

Riteniamo che debito subordinato sia un punto di forza, un’asset class che dovrebbe beneficiare della ricerca di rendimento, dato che la Fed taglia i tassi e gli afflussi continuano ad alimentare la domanda di credito ad alto reddito. Questa asset class offre un aumento dello spread/rendimento fino al 2% rispetto alle obbligazioni investment grade (IG) emesse da emittenti con rating “A” (in media). Tuttavia, in un contesto incerto con valutazioni tirate nel reddito fisso, un approccio attivo è fondamentale per navigare la potenziale volatilità.

La lezione chiave del 2025 è che investire in obbligazioni significa soprattutto gestire il rischio. Sebbene i mercati obbligazionari abbiano registrato una performance positiva da inizio anno, i mercati hanno registrato una volatilità significativa nell’aprile 2025, riflettendo sia l’elevata incertezza macroeconomica che le valutazioni tirate. Il nostro approccio disciplinato alla gestione attiva dell’allocazione lungo la struttura del capitale ha contribuito a ridurre significativamente il drawdown rispetto alle obbligazioni AT1 CoCo, poiché abbiamo affrontato il sell-off di aprile con un portafoglio altamente difensivo.

Guardando al 2026, anche se la storia non si ripete, spesso presenta delle analogie. Nell’attuale contesto di spread sui CoCo AT1 vicini ai livelli più bassi di sempre e vicini allo 0% degli AT1 prezzati a perpetuità, preferiamo un approccio più difensivo, concentrandoci sulle obbligazioni senior e Tier 2 rispetto ai CoCo AT1. Poiché i mercati del credito sono ciclici, questo approccio dovrebbe consentirci di mitigare il potenziale calo quando il rialzo è limitato, ma anche di sfruttare la volatilità per aggiungere AT1 CoCo e cogliere la ripresa.

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Riteniamo che il settore finanziario europeo rappresenti una delle migliori opportunità nei mercati del credito nel 2026. I fondamentali del settore sono solidi, con oltre 500 miliardi di euro di riserve di capitale in eccesso e quasi 250 miliardi di euro di riserve di utili annuali a tutela degli obbligazionisti. I titoli bancari sono aumentati del 65% da inizio anno e di oltre il 400% negli ultimi cinque anni, riflettendo la qualità del settore e il forte vento favorevole degli utili derivante dall’aumento dei tassi. In un contesto di incertezza macroeconomica e geopolitica, riteniamo che il settore rappresenti un buon rifugio, ad esempio senza alcun impatto diretto dai dazi. A nostro avviso, il settore potrebbe assorbire qualsiasi scenario potenziale solo attraverso gli utili, senza compromettere il capitale in eccesso.

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