Azionario: fiducia per i mesi a venire ma attenzione a tassi e geopolitica
Da novembre in poi i mercati azionari hanno mantenuto il trend positivo osservato nel corso di tutto il resto dell’anno, grazie al sostegno di una graduale normalizzazione della politica monetaria, una crescita resiliente e l’espansione di fattori di performance al di là dei titoli growth americani a grande capitalizzazione.
Nel corso del 2025, i mercati europei hanno registrato una performance in euro del 20% (36% in dollari). Questi risultati sono stati raggiunti per effetto di un forte rimbalzo dei titoli ciclici e value, in particolare finanziari, industriali e della difesa. Da novembre i mercati hanno evidenziato una performance sostenuta in un contesto di calo dell’inflazione e maggiore visibilità sul percorso dei tassi da parte della BCE. Le aziende europee hanno tratto beneficio da due elementi a supporto: valutazioni che sono rimaste interessanti rispetto agli USA e le attese di tassi d’interesse più bassi nel 2026. Ciò ha consentito all’Europa di sovraperformare ancora alla fine dell’anno nonostante un quadro economico tutt’ora complesso.
Le valutazioni delle PMI europee continuano ad essere interessanti. Il rimbalzo potrebbe essere sostenuto da pacchetti di stimolo e dal tema della difesa, con una domanda importante: quando si concretizzerà il re-rating?
Negli Stati Uniti sia l’economia sia i consumi sono resilienti. Stiamo ancora osservando un’elevata concentrazione all’interno degli indici, in particolare l’S&P 500, in cui le “Magnifiche 7” rappresentano quasi un quarto del peso dell’indice. Rispetto agli scorsi anni, la sovraperformance di questi sette titoli rispetto al resto del mercato è stata più contenuta e differenziata. Il filone dell’intelligenza artificiale è ancora in corso ma il mercato sta diversificando in risposta alle incognite sul ritorno dei massicci investimenti annunciati. C’è anche un rinnovato interesse nei titoli a media capitalizzazione, con l’indice di riferimento, il Russell 2000, che ha sovraperformato dall’inizio del 2026.
A proposito dei mercati emergenti, la fine dell’anno è stata favorevole alla selezione, soprattutto nel settore tech. Continuiamo ad avere una view positiva sull’Asia su questo fronte. In Giappone, l’economia è stata su una traiettoria solida per diversi mesi ma ora stiamo assumendo una posizione neutra sulla regione a favore di altre aree. Non possiamo dire che la Cina stia migliorando drasticamente ma la situazione sembra in stabilizzazione, il che si riflette nella forte performance dei suoi mercati azionari.
Nella nostra asset allocation restiamo generalmente positivi sull’azionario. Tuttavia, permangono alcuni fattori complessi: per dimostrare che l’AI non è una bolla, tutti i settori o aziende dovranno spiegare gli aumenti di produttività che sarà in grado di generare ed entro quando; il rischio geopolitico persisterà almeno fino alle elezioni USA di metà mandato. Per concludere, siamo ragionevolmente fiduciosi per i prossimi mesi. La stagione delle trimestrali dovrebbe confermare le attese di crescita degli utili e definire l’orientamento per il futuro. Restiamo naturalmente molto attenti a qualsiasi cambiamento sui tassi d’interesse e agli sviluppi geopolitici.


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