Bitcoin sotto pressione: la criptovaluta torna sotto i 64.000 dollari tra prese di profitto e incertezza macro

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La quotazione oggi

Prosegue la fase di debolezza di Bitcoin, che nelle ultime ore è tornato sotto la soglia dei 64.000 dollari. Ai livelli attuali, la principale criptovaluta mondiale risulta comunque in calo del 50% rispetto al massimo storico di circa 126.000 dollari raggiunto lo scorso ottobre.

Secondo quanto riportano Financial Times e The Wall Street Journal, il movimento riflette una combinazione di fattori tecnici e macroeconomici: prese di profitto dopo il forte rally del 2024, un generale ritorno dell’avversione al rischio sui mercati globali e il rafforzamento delle aspettative di una politica monetaria restrittiva più duratura negli Stati Uniti.

Il calo ha riportato Bitcoin su livelli che non si vedevano da circa 16 mesi. Come evidenziato da Bloomberg, la criptovaluta ha toccato un minimo che l’ha avvicinata ai prezzi precedenti alle elezioni presidenziali statunitensi vinte da Donald Trump, evento che aveva inizialmente alimentato un rinnovato entusiasmo sui mercati crypto.

A pesare sul sentiment degli investitori contribuiscono anche le incertezze regolatorie e il rallentamento degli afflussi verso gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti, che nei mesi scorsi avevano rappresentato uno dei principali motori della domanda. The New York Times sottolinea come il venir meno dell’effetto “novità” degli strumenti regolamentati stia rendendo il mercato più sensibile ai dati macroeconomici, in particolare all’andamento dell’inflazione e alle decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse.

Infine, secondo l’analisi di Reuters, la correzione in atto non segnala necessariamente un’inversione strutturale del trend di lungo periodo, ma evidenzia come Bitcoin resti un asset altamente volatile, fortemente esposto ai cambiamenti di scenario politico, monetario e geopolitico.