Borse europee scendono, Piazza Affari guida i ribassi in chiusura
Mercati europei in calo, Piazza Affari sotto pressione
Le borse di Eurolandia archiviano una seduta debole, appesantite soprattutto da Piazza Affari, che segna la peggiore performance tra i principali listini continentali. Il contesto resta condizionato dall’incertezza macroeconomica globale e da prese di profitto diffuse dopo i recenti massimi, mentre a Wall Street l’indice S&P-500 consolida con un lieve arretramento. Sul fronte obbligazionario, lo spread italiano rimane stabile, segnale di una percezione del rischio sovrano sotto controllo nonostante la correzione sull’azionario. Le commodity mostrano invece dinamiche divergenti, con Oro in rafforzamento e petrolio invariato, a testimonianza di una ricerca selettiva di coperture da parte degli investitori globali.
In questo quadro eterogeneo, la rotazione settoriale resta il principale driver delle performance, premiando alcuni titoli difensivi e infrastrutturali e penalizzando in modo netto il comparto bancario e industriale italiano.
Andamento di indici azionari, valute e materie prime
L’euro/dollaro USA oscilla sui livelli della vigilia a 1,186, suggerendo un equilibrio tra attese sui tassi e outlook di crescita. L’Oro sale a 4.994,7 dollari l’oncia (+1,47%), indicatore di una domanda di beni rifugio in moderato aumento.
Stabile il mercato petrolifero: il Light Sweet Crude Oil tratta a 62,72 dollari al barile, senza variazioni di rilievo, con operatori in attesa di nuovi dati su scorte e decisioni OPEC+.
Lo spread BTP-Bund consolida a 61 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 3,36%, quadro coerente con una fase di pausa dopo il recente repricing dei titoli governativi europei.
Performance delle borse europee e ruolo di Piazza Affari
Tra i listini continentali, Francoforte chiude in lieve flessione (-0,11%), mentre Londra mostra un calo contenuto (-0,07%), sostenuta da comparti difensivi. Più marcata la discesa di Parigi, che arretra dello 0,66% su prese di beneficio nei settori ciclici.
Maglia nera a Piazza Affari, dove il FTSE MIB cede il 2,28%, estendendo a quattro le sedute consecutive di ribasso. Il FTSE Italia All-Share scende del 2,22% a 47.908 punti, segnalando vendite diffuse sull’intero universo delle blue chip e delle mid cap italiane.
Piazza Affari: focus su indici FTSE e rotazione settoriale
Sul mercato italiano la fase correttiva coinvolge tutte le principali fasce di capitalizzazione, anche se con intensità differenziata. Il FTSE MIB guida i ribassi, ma segnali di debolezza emergono anche su FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Star, evidenziando una ritrovata selettività degli investitori su crescita, qualità degli utili e solidità patrimoniale.
La seduta mette in luce una decisa rotazione settoriale: penalizzate in modo particolare le banche e alcune realtà industriali, mentre resistono o avanzano i titoli legati alle infrastrutture digitali, all’energia e al consumer di qualità. Tale dinamica riflette l’attenzione del mercato ai margini, alla visibilità degli utili e alla capacità di generare cassa in contesti volatili.
Indici FTSE italiani: intensità dei ribassi
Oltre al forte calo del FTSE MIB (-2,28%), il FTSE Italia All-Share registra un arretramento del 2,22%, a conferma di pressioni diffuse su gran parte dei comparti.
Il FTSE Italia Mid Cap segna una flessione più contenuta (-0,86%), mentre il FTSE Italia Star limita le perdite allo 0,73%, beneficiando in parte della maggiore esposizione a società con business più internazionalizzato e modelli di crescita strutturale.
Questa differenziazione indica come, pur in un contesto di risk-off, il mercato continui a distinguere tra profili di rischio e qualità degli emittenti.
Rotazione tra titoli difensivi e ciclici
La seduta premia diversi titoli percepiti come più resilienti al ciclo. In evidenza Inwit (+5,16%), grazie al posizionamento nelle infrastrutture di telecomunicazione, e Tenaris (+2,14%), sostenuta dall’esposizione ai servizi per l’energia.
Positivi anche Leonardo (+2,07%), che beneficia della domanda nel settore difesa e aerospazio, e Buzzi (+1,21%), supportata da attese su investimenti infrastrutturali.
Questi movimenti confermano l’interesse per modelli di business con flussi di ricavi più stabili o legati a trend strutturali, in grado di attenuare l’impatto delle fasi correttive generalizzate.
Banche e mid cap sotto pressione: i titoli più penalizzati
Il comparto bancario italiano figura tra i principali responsabili del calo di Piazza Affari, con vendite concentrate su alcuni istituti di medie dimensioni ma anche su protagonisti di sistema. In parallelo, nel segmento delle mid cap emergono storni significativi su società industriali e infrastrutturali, indice di un repricing delle aspettative sugli utili futuri.
La correzione colpisce inoltre alcuni titoli che avevano corso molto nelle ultime settimane, segnale di prese di profitto tecniche e di aggiustamento delle posizioni da parte degli investitori istituzionali alla luce del nuovo contesto di mercato.
Bancari italiani in forte ribasso
Tra le blue chip spicca la debolezza di Prysmian (-5,75%), che guida i ribassi del listino principale. Nel settore creditizio, BPER Banca arretra del 5,35%, mentre Banca Popolare di Sondrio accusa un calo del 5,26%, riflettendo timori su margini e qualità dell’attivo.
Pressione anche su Unicredit, che cede il 4,56%, contribuendo in modo significativo alla flessione del FTSE MIB. La combinazione di volatilità sui tassi, incertezza macro e prese di profitto alimenta un sentiment cauto sul comparto.
Movimenti rilevanti nel FTSE Mid Cap
Nel paniere FTSE MidCap si distinguono in positivo Avio (+3,67%), sostenuta dalle prospettive nel settore aerospaziale, Ascopiave (+3,62%), attiva nell’energia, WIIT (+2,89%), specializzata in servizi IT, e De’ Longhi (+2,35%), espressione del consumer di qualità.
Sul fronte opposto, forti vendite colpiscono Cementir (-7,61%), penalizzata dalle attese su ciclo edilizio e costi energetici, mentre Interpump scende del 5,16%, risentendo della sensibilità alle dinamiche industriali globali.
In calo deciso anche Banco Desio (-3,52%) e Ariston Holding (-3,01%), a conferma di un sentiment prudente sugli emittenti mid cap più esposti al ciclo.
FAQ
Perché le borse europee hanno chiuso in calo?
Il ribasso è legato a prese di profitto diffuse, incertezza macroeconomica e rotazione settoriale, con particolare debolezza di Piazza Affari che ha appesantito l’intera area euro.
Cosa indica la stabilità dello spread BTP-Bund?
Lo spread fermo a 61 punti base con BTP decennale al 3,36% segnala che, nonostante la correzione azionaria, la percezione del rischio sovrano italiano resta sotto controllo.
Perché l’Oro è salito mentre il petrolio è rimasto stabile?
L’Oro beneficia della domanda di beni rifugio in fasi di volatilità, mentre il petrolio sconta un equilibrio tra attese su crescita, offerta OPEC+ e dati sulle scorte.
Qual è stato il ruolo del FTSE MIB nella seduta?
Il FTSE MIB ha guidato i ribassi europei con un calo del 2,28%, zavorrato in particolare dai titoli bancari e da alcuni industriali di peso.
Quali titoli sono emersi tra i migliori a Piazza Affari?
Tra i migliori figurano Inwit, Tenaris, Leonardo e Buzzi, sostenuti da business difensivi o legati a trend strutturali.
Quali sono stati i peggiori titoli bancari italiani?
Hanno registrato ribassi marcati BPER Banca, Banca Popolare di Sondrio, Banco Desio e Unicredit, al centro delle vendite sul comparto finanziario.
Cosa è accaduto al segmento FTSE Mid Cap?
Il FTSE Italia Mid Cap è sceso dello 0,86%, con forti vendite su Cementir e Interpump, ma buone performance per Avio, Ascopiave, WIIT e De’ Longhi.
Qual è la fonte dei dati di mercato riportati?
Le informazioni e i dati di mercato sintetizzati in questo articolo derivano dalla nota originale diffusa da Teleborsa in data 13-02-2026 alle ore 16:00.




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