Capodanno cinese: nuovi segnali di forza da Pechino

Ernest Yeung, Portfolio Manager, Emerging Markets Discovery Equity Strategy, T. Rowe Price -

La Cina è tornata sotto i riflettori degli investitori e le prospettive sembrano più positive rispetto al passato. Dopo un lungo periodo di sfiducia, stiamo assistendo a segnali di miglioramento degli utili, segnali politici più stabili e un rinnovato slancio in settori tecnologici chiave come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori, la robotica e la sanità. Questa ripresa sembra più strutturale che ciclica, sostenuta dal miglioramento delle pratiche di governance e dagli investimenti interni piuttosto che da stimoli a breve termine. In effetti, il tanto atteso pacchetto di stimoli non è stato ancora varato. Una delle basi fondamentali della ripresa è costituita dalle misure di auto-aiuto adottate dalle aziende private in risposta al contesto economico sfavorevole.

Dal punto di vista dell’allocazione, la Cina, in quanto maggiore economia e mercato azionario, rimane il Paese più influente all’interno dei mercati emergenti. Di conseguenza, gli investitori esposti ai mercati emergenti o all’Asia esprimono naturalmente parte di tale visione attraverso la Cina.

Consideriamo la Cina in due modi. In primo luogo, siamo incoraggiati dalle iniziative di auto-aiuto intraprese da molte aziende private: gli sforzi di riduzione dei costi compiuti negli ultimi anni si stanno ora riflettendo in un miglioramento della redditività. In secondo luogo, i settori più sensibili all’andamento dell’economia, sebbene possano essere considerati convenienti, non stanno registrando alcun miglioramento dei fondamentali. La nostra esposizione alla Cina avviene principalmente attraverso aziende private con fondamentali in miglioramento.

Permangono alcuni rischi, tra cui la sensibilità alla crescita globale, gli sviluppi geopolitici e i cambiamenti nella politica interna. Anche il sentiment può cambiare rapidamente. Tuttavia, con una crescita degli utili che dovrebbe superare quella dei mercati sviluppati nel 2026 e valutazioni ancora relativamente basse, il rapporto rischio/rendimento complessivo appare sempre più interessante.