Il futuro del terzo settore parla il linguaggio dell’AI e degli ESG e punta sul connubio finanza-cittadinanza attiva

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Si è conclusa a Bologna la seconda edizione di Fundraising Experience.Tra gli speaker e i partecipanti, Università  Bocconi, Medici Senza Frontiere, Save The Children, Emergency, Vidas, Greenpeace, Telethon, WWF, Airc

Rappresenta il 4,4% del PIL italiano e genera circa 84 miliardi di euro; è composto da centinaia di migliaia di enti e associazioni (tra iscritti o no al registro Unico RUNTS) e impiega più di un milione di lavoratori dipendenti e sette milioni di volontari (Rapporto terzo settore 2024, Generali). Stiamo parlando del terzo settore, un attore silenzioso e spesso inosservato che, però, recita un ruolo importante nella nostra economia. A fare luce su questo soggetto, sulle sue dinamiche, i suoi numeri e il suo impatto sociale, reale e potenziale, ci pensa, da due anni, Fundraising Experience (FX), l’evento, che raduna i principali protagonisti del non profit, organizzato da Metadonors, società benefit che sviluppa soluzioni innovative per il Terzo Settore e dal 2022 parte del Gruppo Eudata.

L’ edizione 2026 di Fundraising Experience- che si è appena conclusa al Centro congressi di Palazzo di Varignana di Bologna- si è svolta all’insegna dei temi di Esg, intelligenza artificiale e connubio tra finanza e cittadinanza attiva per sostenere sopravvivenza e crescita del comparto. Argomenti analizzati nel dettaglio, in tre giorni di workshop, da ospiti e speaker provenienti da importanti realtà, come Università  Bocconi, Medici Senza Frontiere, Save The Children, Emergency, Vidas, Greenpeace, Telethon, WWF, Airc, Aism, Mission bambini, Dynamo camp, Lega del filo d’oro, Fondazione Paoletti, Weworld, Progetto Arca, Csvnet.

Tra le principali novità di FX26, la suddivisione in cinque percorsi principali: Belonging (appartenenza), Innovation hub (ultime frontiere delle tecnologia), ESG, European Telemarketing Forum (l’uso del telefono nel fundraising) e Remix (modelli di funding mix, tra canali nuovi e tradizionali).

A Bologna ha inoltre debuttato il Social Pitch: un format originale che ha portato le aziende al centro dell’azione. Manager, CSR officer ed esperti ESG di grandi gruppi- tra cui lastminute.com, Aon, Lottomatica, CIRFOOD, Poste Italiane– sono stati chiamati a valutare progetti di innovazione sociale presentati da ONG ed enti non profit italiani. I partecipanti sono divenuti, così, valutatori e hanno vissuto un’esperienza di “skill-based volunteering”, ad alto impatto, offrendo feedback strategici ai progetti e rafforzando al tempo stesso il profilo ESG delle proprie aziende.

Fundraising Experience ha registrato gli interventi di speaker autorevoli, tra cui Laura Perrotta di Medici Senza FrontiereFilippo Giordano dell’Università Bocconi, il sociologo Flaviano Zandonai e molti altri ancora. L’evento si è avvalso del contributo di partner che ne hanno sostenuto i contenuti e l’organizzazione, tra cui CRIBIS, Banca Etica, Unicredit, Sumup, Piemonte Innova, Assif (Associazione Italiana Fundraiser), FolkFunding (Produzioni dal Basso), Oblo, Eticomm, Apropos, Impact Talks e Robin, a testimonianza di un ecosistema collaborativo sempre più ampio e qualificato.

“Fundraising Experience 2026 si chiude con un messaggio chiaro: fare innovazione non è solo tecnologia o AI, ma la capacità di creare spazi, relazioni, senso di appartenenza; luoghi dove nasce fiducia e si costruiscono alleanze”. dichiara Daniele CirioCEO e fondatore di Metadonors. “In questi tre giorni, il networking, i percorsi tematici e il debutto del Social Pitch hanno reso concreto questo approccio, mettendo sotto lo stesso tetto organizzazioni non profit, università, partner e aziende per accelerare progetti, competenze e visioni comuni. È così che l’impatto smette di essere episodico e diventa sistema che definisce il futuro”.