Integrazione Mps – Mediobanca: si prepara l’uscita dal listino

L’integrazione tra Mps e Mediobanca entra nella fase decisiva.
Il consiglio di amministrazione della banca senese ha approvato all’unanimità la fusione per incorporazione con conseguente delisting di Piazzetta Cuccia, segnando la fine di oltre settant’anni di presenza autonoma in Borsa della creatura di Enrico Cuccia.
La linea dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, dopo una mediazione interna guidata dal presidente Nicola Maione, consolida il disegno industriale annunciato a gennaio: sinergie stimate in 700 milioni di euro e pieno controllo strategico.
Resta centrale la quota del 13% in Generali, che non verrà dismessa ma rimarrà nel perimetro della nuova Mediobanca S.p.A., controllata al 100% da Mps.
Il percorso richiederà ancora passaggi assembleari, perizie indipendenti e un ulteriore cda per definire governance e piano di integrazione richiesto dalla Bce.
Via libera del Cda e addio alla Borsa
Il cda di Mps ha deliberato all’unanimità la fusione con Mediobanca, avviando il percorso di uscita dal listino.
Delibera unanime e strategia industriale
La banca senese ha approvato «la piena integrazione con Mediobanca tramite fusione per incorporazione e conseguente delisting».
La decisione rafforza la strategia delineata da Luigi Lovaglio, che aveva promesso 700 milioni di sinergie tra maggiori ricavi e riduzione dei costi.
Dopo tensioni interne e ipotesi alternative, il board ha ricompattato la governance attorno al progetto industriale.
Modalità tecniche e concambio
Non sarà necessaria un’offerta pubblica di acquisto.
Il concambio per il 14% del capitale non ancora in mano a Mps sarà definito dalle assemblee, sulla base delle perizie degli advisor.
Il cda di Mediobanca ha nominato Rothschild come consulente finanziario, avviando le valutazioni tecniche.
Nuova struttura e perimetro operativo
La fusione non cancella il marchio storico, ma ne ridisegna ruolo e assetto.
Nascita della nuova Mediobanca S.p.A.
La nuova Mediobanca S.p.A., non quotata, ospiterà corporate & investment banking e private banking di fascia alta.
Secondo il gruppo, il brand resta «di altissimo valore con un patrimonio unico di competenze».
La società sarà interamente controllata da Mps, che ne eserciterà direzione e coordinamento.
Redistribuzione delle attività nel gruppo
La rete Premier e il credito al consumo di Compass confluiranno sotto il perimetro diretto di Mps.
L’obiettivo è creare un modello operativo specializzato, valorizzando le competenze distintive della banca d’affari.
Il nuovo assetto mira a integrare banca commerciale e investment banking in un’unica regia strategica.
La quota Generali e la governance futura
Elemento chiave dell’operazione resta la partecipazione in Generali.
Il 13% in Generali resta nel perimetro
Il cda ha stabilito che la quota del 13% nel Leone di Trieste rimarrà nella nuova Mediobanca S.p.A.
La partecipazione sarà gestita da Alessandro Melzi d’Eril e Vittorio Grilli, insediati da quattro mesi ai vertici di Piazzetta Cuccia.
La scelta riflette un compromesso tra il management e i soci rilevanti come Delfin e Caltagirone.
Prossimi passaggi e rinnovo dei vertici
Nei prossimi giorni è previsto un nuovo cda a Siena per affinare il piano d’integrazione richiesto dalla Bce.
Il presidente Nicola Maione sta consultando i principali azionisti – Delfin, Caltagirone, BlackRock, Mef, Banco Bpm – per definire la lista del cda.
L’assemblea del 16 aprile sarà decisiva anche per il possibile rinnovo dell’incarico di Luigi Lovaglio.
FAQ
Perché Mediobanca uscirà dalla Borsa?
Per effetto della fusione per incorporazione in Mps, che comporta il delisting.
Serve un’Opa per completare l’operazione?
No, il concambio sarà definito dalle assemblee dopo le perizie degli advisor.
Il marchio Mediobanca verrà cancellato?
No, resterà in una nuova società non quotata controllata da Mps.
Che fine fa la quota in Generali?
Il 13% resterà nel perimetro della nuova Mediobanca S.p.A.
Quali sono le sinergie previste?
Il management ha indicato 700 milioni di euro tra maggiori ricavi e risparmi di costo.
Qual è la fonte delle informazioni riportate?
Rielaborazione giornalistica basata sull’articolo di Andrea Greco, di Repubblica.it, pubblicato il 18 febbraio 2026




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