JPMorgan accelera sull’intelligenza artificiale: “massimizzare l’impatto”. E le altre grandi banche?

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JPMorgan Chase, il colosso bancario statunitense, ha lanciato una nuova fase nella sua strategia tecnologica: la sua divisione commerciale e di investment banking sta subendo una importante riorganizzazione interna per favorire l’adozione e l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI). La mossa, annunciata tramite un memo interno e descritta da Reuters e Business Insider, riflette la crescente competizione tra le grandi banche di Wall Street per capitalizzare sull’AI come leva di efficienza, innovazione e vantaggio competitivo.

Ristrutturazione e nomine chiave per l’AI

Al centro della riorganizzazione c’è la nomina di Guy Halamish come Chief Operating Officer della divisione CIB (Commercial & Investment Bank) con l’incarico di guidare la strategia su dati e tecnologie AI. In questo nuovo assetto, i chief data e analytics officer dei segmenti principali – tra cui pagamenti, global banking, servizi titoli e mercati – riferiranno congiuntamente a Halamish e ai rispettivi responsabili di business. L’obiettivo dichiarato è “gettare le basi per infrastrutture pronte per agenti AI avanzati” e promuovere la trasformazione digitale end-to-end in aree come l’onboarding dei clienti e la valutazione del rischio creditizio.

Questa riorganizzazione segue anni di investimenti massicci dell’istituto su AI e tecnologie correlate, supportati da un budget tecnologico di oltre 18 miliardi di dollari all’anno e dall’implementazione di piattaforme proprietarie di AI generativa per oltre 200.000 dipendenti.

Una corsa inarrestabile sull’AI tra le grandi banche di Wall Street

La strategia di JPMorgan non è isolata: l’intero settore bancario statunitense sta accelerando sugli investimenti in AI per restare competitivo. Secondo una recente analisi, Bank of America sta aumentando il proprio budget tecnologico dopo aver speso circa 13 miliardi di dollari nel 2025, puntando su strumenti come l’assistente “Erica”. Citigroup sta formando migliaia di dipendenti come “AI stewards” per integrare l’intelligenza artificiale nei processi quotidiani, mentre Goldman Sachs sta investendo ingenti risorse per implementare soluzioni AI volte anche a migliorare l’efficienza operativa. Anche Wells Fargo e Morgan Stanley stanno sviluppando prodotti AI interni e rafforzando le partnership tecnologiche per la diffusione di strumenti intelligenti nei loro servizi.

Le motivazioni alla base dell’accelerazione

Per le banche, l’AI non è più un elemento futuribile ma una componente centrale della trasformazione digitale: dalle funzionalità di automazione dei processi interni alla personalizzazione dei servizi al cliente, fino all’uso dell’AI nei sistemi di analisi del rischio, rilevazione delle frodi e supporto decisionale avanzato. Studi settoriali indicano che l’integrazione di AI e strumenti di apprendimento automatico può migliorare significativamente la qualità dei dati, ridurre costi operativi e aumentare produttività, ma richiede anche robuste infrastrutture di governance dei dati e processi etici di AI.

Differenze nelle strategie delle banche

Nonostante l’orientamento comune verso l’AI, le strategie differiscono tra istituti:

JPMorgan punta su una struttura interna centralizzata per massimizzare l’impatto dell’AI su tutta la banca, rafforzando il ruolo dei dati e creando team dedicati nelle principali aree di business.

Bank of America sta espandendo l’uso di AI anche nei prodotti rivolti ai clienti retail e PMI, con un occhio alla scalabilità degli strumenti come assistenti virtuali.

Goldman Sachs ha adottato un approccio più selettivo, investendo su strumenti AI per aumentare l’efficienza, anche con la prospettiva di riduzione del personale in alcune aree, pur migliorando l’analisi finanziaria.

Citigroup e Morgan Stanley stanno combinando investimenti interni con collaborazioni esterne, inclusi progetti con tecnologie di terze parti come OpenAI, per accelerare l’adozione e la formazione dei propri team.

Sviluppi futuri e rischi da monitorare

Mentre l’AI promette di trasformare profondamente il settore bancario, non mancano sfide: dalla governance dei dati e delle tecnologie alla necessità di gestire rischi etici e normativi, fino all’impatto sui ruoli professionali all’interno delle banche. L’adozione responsabile di AI richiede infatti framework regolatori solidi e un bilanciamento tra automazione e supervisione umana.

In sintesi, la mossa di JPMorgan riflette una visione strategica più ampia: non si tratta solo di sviluppare nuove tecnologie, ma di integrare profondamente l’AI nella struttura stessa della banca, facendo dell’innovazione digitale un fattore distintivo di competitività nel settore finanziario globale.