Lagarde lancia un duro monito sui mercati finanziari destinati a preoccupanti tensioni ricorrenti
Lagarde avverte sui nuovi rischi per la stabilità finanziaria europea
La presidente della Bce Christine Lagarde, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha delineato uno scenario di mercati più instabili e vulnerabili agli shock geopolitici e industriali. La nuova fase della globalizzazione, segnata da catene del valore fragili e da una crescente competizione strategica tra grandi potenze, obbliga l’area euro a ripensare strumenti di difesa finanziaria e autonomia economica.
Secondo Lagarde, l’Europa deve prepararsi a una frequenza maggiore di episodi di stress sui mercati, con potenziali ripercussioni sulla tenuta dell’euro e sulla trasmissione della politica monetaria. In questo quadro, la sicurezza economica diventa parte integrante dell’architettura di sicurezza europea.
Le sue parole inseriscono il dibattito su catene di approvvigionamento, politiche industriali e difesa nel cuore del mandato della Bce, con implicazioni dirette per governi, imprese e investitori internazionali.
Mercati più volatili tra geopolitica e nuove politiche industriali
Christine Lagarde ha sottolineato che politiche industriali più assertive, tensioni geopolitiche diffuse e interruzioni delle catene di approvvigionamento aumentano la probabilità di turbolenze finanziarie ricorrenti.
Le economie avanzate stanno utilizzando incentivi, controlli all’export e reshoring produttivo come leve strategiche, ridisegnando flussi commerciali e finanziari. Questo passaggio, se non governato, può amplificare shock locali in crisi sistemiche.
Per l’area euro, altamente integrata nei mercati globali, tali dinamiche si traducono in rischi di improvvisi movimenti di capitale, correzioni dei prezzi degli asset e tensioni sulla liquidità, che la Bce è chiamata ad anticipare e mitigare.
Evitare vendite forzate di titoli in euro sui mercati globali
Nel suo intervento, Lagarde ha avvertito: “Dobbiamo evitare una situazione in cui tale stress inneschi vendite forzate di titoli denominati in euro sui mercati finanziari globali”.
Il riferimento è al rischio che, in fasi di tensione, investitori internazionali liquidino rapidamente obbligazioni e altri strumenti in euro, amplificando la volatilità e compromettendo la trasmissione della politica monetaria.
Per prevenire questi scenari, diventano centrali strumenti di backstop, vigilanza macroprudenziale rafforzata e una maggiore integrazione dei mercati dei capitali europei, così da aumentare profondità e resilienza del sistema finanziario dell’Unione.
Commercio, sicurezza e vulnerabilità delle catene globali
Alla tavola rotonda sulle dipendenze commerciali, Christine Lagarde ha collegato in modo esplicito commercio internazionale e sicurezza. La globalizzazione degli ultimi decenni ha creato una rete fitta di scambi e interdipendenze che oggi può trasformarsi da fattore di stabilità a canale di contagio.
Eventi estremi, come la pandemia, e l’uso strumentale delle dipendenze economiche a fini politici stanno ridefinendo le priorità strategiche di governi e banche centrali. Per l’Europa, la sfida è ridurre le vulnerabilità senza rinunciare ai benefici di un’economia aperta.
Il ragionamento di Lagarde incrocia politiche industriali, energia, difesa e tecnologie critiche, imponendo un approccio coordinato tra istituzioni Ue e Stati membri.
Dal commercio come stabilità al commercio come rischio
Lagarde ha osservato che “l’interdipendenza economica si è notevolmente approfondita negli ultimi decenni, creando intricate reti di flussi commerciali transfrontalieri”.
Se un tempo queste reti erano percepite come garanzia di stabilità politica e crescita, oggi vengono lette come possibili vettori di vulnerabilità. La pandemia e le tensioni geopolitiche hanno mostrato quanto blocchi logistici, embarghi o sanzioni possano fermare produzioni chiave.
La Bce valuta tali rischi non solo per gli effetti sull’inflazione e sulla crescita, ma anche per le potenziali ricadute sulla fiducia degli investitori, sui premi per il rischio sovrano e sulle condizioni di finanziamento del settore privato.
La militarizzazione delle dipendenze economiche
Nell’intervento a Monaco, Lagarde ha parlato della “deliberata militarizzazione delle dipendenze”, alludendo all’uso di forniture energetiche, materie prime critiche e tecnologie come strumenti di pressione geopolitica.
Queste dinamiche incidono su investimenti, localizzazione delle produzioni e strategie di diversificazione delle imprese europee. Per i decisori pubblici, l’obiettivo è rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento senza scivolare in un protezionismo controproducente.
La risposta passa da accordi commerciali mirati, cooperazione con partner affidabili e investimenti in capacità produttive interne nei settori più sensibili per la competitività e la sicurezza dell’Unione europea.
Autonomia strategica europea e ruolo della Bce
Per Christine Lagarde, la vulnerabilità dell’Europa deriva anche dal suo essere “la più aperta tra le grandi economie”. Questa caratteristica, finora leva di crescita, richiede ora un’evoluzione verso una maggiore autonomia strategica, senza chiudersi al mondo.
La Bce, pur rimanendo focalizzata su stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria, deve incorporare nel suo scenario di riferimento i rischi legati a fratture geopolitiche, riorganizzazione delle catene globali e shock di offerta persistenti.
Il dibattito sulla sicurezza economica entra così nella definizione di politiche fiscali, industriali e di investimento dell’Ue, in un quadro che richiede forte coordinamento istituzionale.
Autonomia strategica in un’economia aperta
Lagarde ha ricordato: “Siamo la più aperta tra le grandi economie. Ora dobbiamo compiere la transizione verso l’autonomia strategica”.
Autonomia strategica non significa autarchia, ma capacità di garantire forniture essenziali, tecnologie critiche e infrastrutture senza dipendenze eccessive da attori instabili o ostili.
Per l’Europa ciò implica rafforzare il mercato unico, sostenere innovazione e capacità produttive domestiche, costruire partenariati affidabili e coordinare strumenti finanziari comuni, dalle risorse per la transizione energetica ai programmi per semiconduttori e difesa.
Implicazioni per politica monetaria e sorveglianza dei rischi
La Bce è chiamata a integrare nello scenario macroeconomico i rischi di frammentazione commerciale, shock energetici e riallocazione delle catene globali.
Questi fattori possono produrre inflazione più volatile, cambiamenti nei premi di rischio e nuove fonti di instabilità nei flussi di capitale. Di conseguenza, strumenti di policy, comunicazione e analisi di scenario devono tenere conto di episodi di stress più frequenti.
La cooperazione con altre istituzioni europee diventa decisiva per allineare politica monetaria, regolamentazione finanziaria e scelte industriali, così da preservare la resilienza del sistema economico e la fiducia nell’euro.
FAQ
Perché Christine Lagarde prevede mercati più volatili?
Lagarde collega la maggiore volatilità a politiche industriali assertive, tensioni geopolitiche e interruzioni delle catene globali, che amplificano shock economici e finanziari.
Quali rischi vede la Bce per i titoli denominati in euro?
La presidente teme che fasi di stress possano innescare vendite forzate di titoli in euro sui mercati globali, con effetti destabilizzanti su prezzi, liquidità e trasmissione della politica monetaria.
In che modo commercio e sicurezza sono oggi collegati?
Lagarde sostiene che il commercio è ormai “una questione di sicurezza tanto quanto economica”, poiché dipendenze e strozzature possono essere sfruttate come leve geopolitiche.
Cosa significa militarizzazione delle dipendenze economiche?
Indica l’uso strategico di forniture energetiche, materie prime o tecnologie per esercitare pressione politica o economica su altri Paesi o blocchi regionali.
Perché l’Europa è particolarmente esposta agli shock globali?
L’Unione europea è tra le economie più aperte, fortemente integrata in catene del valore globali, e dunque vulnerabile a blocchi logistici, sanzioni e conflitti commerciali.
Cosa si intende per autonomia strategica europea?
È la capacità dell’Europa di garantire beni, servizi e tecnologie critiche riducendo dipendenze eccessive, pur restando ancorata a un sistema commerciale aperto e multilaterale.
Qual è il ruolo della Bce in questo nuovo contesto?
La Bce deve integrare rischi geopolitici e di catena del valore nelle proprie analisi, adattare strumenti e vigilanza e contribuire alla stabilità finanziaria dell’area euro.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni di Lagarde?
Le dichiarazioni di Christine Lagarde provengono dal suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, riportato dall’agenzia di stampa ANSA.




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