Le banche attivano lo sconto, la norma che libera le riserve dagli extraprofitti. Dall’aliquota agevolata risparmi per 800 milioni

Le banche scelgono lo sconto, inserito nella legge di Bilancio, secondo cui, dai bilanci 2025 che le banche italiane stanno pubblicando porterà all’incirca 1,9 miliardi di euro nelle casse del fisco, quest’anno. Lo sconto prevede un’aliquota agevolata per liberare le risorse accantonate nel 2023.
I principali istituti hanno già versato un’aliquota agevolata al 27,5% per liberare 6,8 miliardi di riserve, per evitare l’imposta sugli extraprofitti. Così il meccanismo previsto dal Mef prevede un’aliquota crescente negli anni; per il momento, i principali istituti hanno accumulato un risparmio aggregato di circa 800 milioni. Le riserve sono state accantonate nel 2023, e il provvedimento deciso a sorpresa dal governo nell’estate di 3 anni fa, su pressione della Bce venne modificato dando appunto alle banche l’opzione di costituire delle riserve patrimoniali.
Dati che servono
Intesa San Paolo, con Carlo Messina, nel bilancio 2025 ha stanziato 570 milioni: «di contributo straordinario sulla riserva extraprofitti».
Unicredit, con Andrea Orcel, avrà un cda domenica 8 febbraio e darà il via libera ai conti 2025, annunciandoli lunedì 9;
Rimangono nell’attesa i conti di Mps (previsti per martedì 10) che secondo i calcoli della Fabi su una riserva di 313 milioni dovrebbe versare 86 milioni di imposta.
Banco Bpm ha invece stanziato 104,7 milioni (di cui 104 milioni per Bpm e 0,7 per Banca Aletti);
Bper, stando agli accantonamenti a bilancio, dovrebbe versare 87 milioni.
Crédit Agricole Italia ha già stanziato 60 milioni;
Credem in bilancio ha inserito «un impatto di circa 11 punti base dall’affrancamento» che corrisponde a 26 milioni.
Il “contributo” 2025 di Banca Mediolanum ammonta a circa 19 milioni di euro;
Quello di Fineco è invece pari a 8,4 milioni.
Articolo con fonte: Repubblica



LMF green
Mente e denaro

Sala Stampa