Leonardo Maria Del Vecchio punta al controllo totale di Delfin

​ 

Del Vecchio, la mossa di Leonardo Maria per il controllo di Delfin

Chi: Leonardo Maria Del Vecchio, quarto figlio del fondatore di Luxottica, erede e imprenditore tramite Lmdv Capital.
Cosa: esercizio del diritto di prelazione su due quote di Delfin, detenute dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio.
Dove: nella holding lussemburghese Delfin, cassaforte di famiglia con partecipazioni in EssilorLuxottica, Mps, Unicredit, Generali.

Quando: la volontà è stata comunicata in questi giorni, dopo tre anni di eredità congelata seguiti alla morte (2022) di Leonardo Del Vecchio.
Perché: per sbloccare l’eredità, rispettare le volontà del padre e ottenere il 25% di Delfin, rafforzando il controllo sulla cassaforte.

In sintesi:

  • Leonardo Maria Del Vecchio esercita la prelazione su due quote Delfin dei fratelli Luca e Paola.
  • L’operazione punta a un 25% di Delfin, valutata circa 50 miliardi di euro.
  • Serviranno finanziamenti bancari per un esborso stimato oltre 9 miliardi, con sconto holding.
  • L’eredità resta congelata dal 2022 per il beneficio d’inventario chiesto da tre fratelli.

Valore di Delfin, costi e leve finanziarie dell’operazione

Delfin controlla circa il 32% di EssilorLuxottica ed è azionista di peso in Mps, Unicredit e Generali, con un valore stimato intorno a 50 miliardi di euro. Due quote, pari al 25%, rappresentano quindi un pacchetto strategico per l’intero gruppo.

Secondo le ricostruzioni di Repubblica, l’operazione beneficerebbe di uno sconto tipico per le holding quotate, pari a circa il 20% rispetto al net asset value: il costo effettivo scenderebbe così da circa 14 a oltre 9 miliardi di euro. A confermare la volontà di procedere, fonti vicine a Leonardo Maria Del Vecchio hanno dichiarato all’Ansa che “ha la volontà forte di sbloccare una situazione che si protrae da tre anni e vuole far rispettare le volontà del padre”.

Per sostenere un’operazione così rilevante, Leonardo Maria dovrà appoggiarsi ampiamente al credito bancario. Il suo family office, Lmdv Capital, è già oggi fortemente finanziato a debito: nell’agosto scorso ha siglato con Indosuez Wealth Management (gruppo Crédit Agricole) una linea da 350 milioni di euro, a fronte di investimenti non ancora maturi in termini di cassa, come Il Giornale, il gruppo editoriale QN (Giorno, Nazione, Resto del Carlino, Qn) e il Twiga di Flavio Briatore.

Lo sblocco dell’eredità libererebbe anche dividendi superiori al 10%, trasformabili in leva negoziale con le banche per strutturare una finanza mista tra debito e garanzie sulle quote Delfin.

Fratture ereditarie, tempi della giustizia e scenari futuri

La governance di Delfin è complicata da una struttura ereditaria frammentata: gli otto aventi diritto comprendono i sei figli di Leonardo Del Vecchio, la moglie Nicoletta Zampillo e il figlio di lei, Rocco Basilico, uscito da EssilorLuxottica a fine 2025 dopo tensioni sulla propria quota.

Il principale ostacolo è la scelta di tre fratelli – Luca, Paola e Clemente Del Vecchio – di accettare l’eredità con beneficio d’inventario, congelando di fatto la successione. Luca e Paola puntano inoltre a trasferire le proprie partecipazioni in una società separata, per renderle negoziabili e “bancabili”, cioè utilizzabili come collaterale per nuovo credito. Solo cinque degli otto soci hanno approvato questa soluzione, spingendo i due fratelli a rivolgersi al giudice del Lussemburgo, dove ha sede legale Delfin, per la definizione del prezzo delle quote.

Il pronunciamento potrebbe richiedere ancora mesi. Nel frattempo anche la sorella Marisa Del Vecchio avrebbe chiesto alla holding il riacquisto delle sue due quote, innescando un possibile riassetto complessivo. Se Leonardo Maria riuscisse a consolidare un 25% o più, otterrebbe un ruolo dominante nella cassaforte di famiglia, influenzando non solo il futuro di EssilorLuxottica, ma anche gli equilibri nel sistema bancario italiano, dove Delfin resta un azionista capace di incidere su strategie e alleanze.

Equilibri di potere e possibili effetti sul sistema finanziario

La sfida di Leonardo Maria Del Vecchio va oltre una disputa ereditaria: è un test sulla capacità di una nuova generazione di gestire una delle maggiori holding europee. Il ricorso massiccio al debito, in un contesto di tassi ancora elevati, obbligherà a dimostrare disciplina finanziaria e una gestione prudente dei dividendi Delfin.

Un eventuale rafforzamento del suo peso in Delfin potrebbe accelerare decisioni strategiche su EssilorLuxottica e sulle partecipazioni bancarie, condizionando M&A, governance e politiche di investimento di medio periodo. Per il mercato italiano, l’esito della partita Del Vecchio determinerà chi guiderà una delle principali piattaforme di influenza nel credito e nell’industria, con ripercussioni su quotazioni, alleanze e accesso al capitale di più gruppi quotati.

FAQ

Quanto vale oggi la quota che punta a comprare Leonardo Maria?

La quota del 25% di Delfin è collegata a un valore complessivo stimato intorno a 50 miliardi, con esborso ipotizzato superiore a 9 miliardi dopo sconto holding.

Perché l’eredità Del Vecchio risulta ancora congelata?

L’eredità è congelata perché i fratelli Luca, Paola e Clemente Del Vecchio hanno accettato con beneficio d’inventario, imponendo verifiche su attivi e passivi prima della piena disponibilità.

Che ruolo hanno le banche nel progetto di Leonardo Maria?

Le banche risultano centrali: finanziamenti come la linea da 350 milioni con Indosuez Wealth Management mostrano che l’operazione Delfin richiederà nuova leva di debito garantita dalle quote.

Cosa cambierebbe in Delfin se Leonardo Maria arrivasse al 25%?

Un 25% darebbe a Leonardo Maria un blocco rilevante di influenza sulle scelte strategiche di Delfin, con impatto diretto su EssilorLuxottica e sulle partecipazioni bancarie.

Quali sono le principali fonti delle informazioni sul caso Delfin?

Le informazioni derivano principalmente da anticipazioni e analisi pubblicate da Repubblica e da dichiarazioni riportate dall’agenzia Ansa, oltre a ricostruzioni della stampa economico-finanziaria italiana.

 

Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭 Avatar

Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭

Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.