Milano, viabilità ancora a rischio: rifacimento binari e strade in via Bramante, Torino e Cesare Correnti
Interventi da marzo a ottobre tra manutenzione straordinaria e deviazioni del traffico. Ma residenti e commercianti temono disagi prolungati
Milano si prepara a una nuova stagione di cantieri. Dal 4 marzo partirà l’intervento di riqualificazione in via Bramante, mentre dal 9 marzo toccherà a via Torino e via Cesare Correnti, con lavori destinati a protrarsi rispettivamente fino a settembre e ottobre 2026.
Gli interventi riguarderanno la manutenzione straordinaria della sede stradale e dei mbinari, oltre al rifacimento della fognatura e di tratti dell’acquedotto. I lavori sui binari saranno affidati ad ATM, mentre le opere su acquedotto e rete idrica saranno eseguite da MM S.p.A..

Via Bramante: chiusura totale per sei mesi
Il primo cantiere interesserà 4.000 metri quadrati di pavimentazione, 1.400 metri di binari e la sostituzione delle caditoie lungo i 750 metri complessivi della strada. L’intervento si è reso necessario per risolvere problemi strutturali dovuti alla compresenza di traffico veicolare e linee tranviarie, oltre a un sistema di raccolta delle acque piovane ormai inadeguato rispetto all’intensità delle precipitazioni.
Data la conformazione stretta della via, la strada non sarà percorribile per tutta la durata dei lavori, se non in fasi successive e limitate per consentire l’accesso ai passi carrai. L’Amministrazione ha previsto posti auto sostitutivi in un parcheggio limitrofo a carico del Comune nei periodi in cui l’accesso alle abitazioni sarà impedito.
Via Torino e Cesare Correnti: riqualificazione tra asfalto rosso e masselli storici
Il secondo cantiere interesserà un’area più ampia, con 2.000 metri di binari e 9.000 metri quadrati di superficie stradale. Il 65% sarà ricoperto da asfalto rosso, mentre il restante 35% manterrà la pietra esistente, in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.
I masselli verranno riposizionati nelle aree prossime a piazza Duomo, al Civico Tempio di San Sebastiano, davanti alla chiesa di San Giorgio a Palazzo e in largo Carrobbio. Parte del materiale recuperato sarà riutilizzato su strade meno trafficate o in prossimità di edifici di valore storico-architettonico.
In questo caso la viabilità sarà parzialmente garantita ai residenti e al traffico locale, con una riapertura graduale prevista per metà settembre in via Torino.
Le modifiche al trasporto pubblico
I lavori comporteranno deviazioni per diverse linee tranviarie. Linee 12 e 14 per via Bramante, linee 2, 3 e 14 per via Torino. Le alternative di percorso saranno comunicate sul sito di ATM.
Le critiche dei cittadini: tra disagi e timori economici
Accanto alla necessità tecnica degli interventi, non mancano le perplessità. I residenti di via Bramante lamentano la durata di sei mesi di chiusura totale, ritenuta eccessiva per una strada già caratterizzata da accessi complessi. Alcuni condomini evidenziano difficoltà logistiche per famiglie con anziani o persone con disabilità.
Commercianti e artigiani di via Torino e dell’area Carrobbio esprimono preoccupazione per l’impatto economico. “Abbiamo già vissuto anni difficili tra pandemia e lavori intermittenti”, sottolineano alcuni esercenti, temendo un calo del passaggio pedonale durante i mesi primaverili ed estivi.
Un’altra critica riguarda la scelta dell’asfalto rosso, che secondo alcuni cittadini altererebbe il carattere storico della zona, nonostante l’accordo con la Soprintendenza. C’è poi il tema della comunicazione: parte dei residenti segnala di aver ricevuto informazioni solo a ridosso dell’avvio dei cantieri. Molti non le hanno nemmeno ricevute.
Un equilibrio delicato tra manutenzione e vivibilità
L’Amministrazione difende il calendario dei lavori, sottolineando che gli interventi sono indispensabili per garantire sicurezza, migliorare il drenaggio urbano e ridurre i costi di manutenzione futura. In un contesto di eventi climatici sempre più intensi, l’adeguamento del sistema di raccolta delle acque è considerato prioritario.
Resta però il nodo della gestione dei cantieri in una città già fortemente interessata da lavori infrastrutturali: sarebbe auspicabile contenere i disagi senza rallentare opere necessarie, garantendo tempi certi e un dialogo costante con residenti e attività economiche.




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