Oro, argento, metalli: il baricentro si sposta a Est. Perché l’Asia ora detta prezzi e volatilità
Oro, argento, metalli: il baricentro si sposta a Est. Perché l’Asia ora detta prezzi e volatilità
I recenti andamenti commerciali suggeriscono un chiaro cambiamento nel luogo e nel modo in cui vengono fissati i prezzi dei metalli. Sebbene i mercati rimangano globali, la sequenza dei movimenti indica sempre più la Cina come centro di gravità per la formazione dei prezzi a breve termine.

Oro, argento, metalli: lo SHFE detta il ritmo
L’attività sullo Shanghai Futures Exchange (SHFE) è aumentata durante gli ultimi rally dei metalli di base e dei metalli preziosi. L’aumento del turnover e dell’open interest segnala un ruolo maggiore del posizionamento speculativo nell’andamento dei prezzi. In particolare, i principali ribassi dei prezzi di oro e argento si sono verificati sempre più spesso durante le ore di attività dei mercati asiatici, con Europa e Stati Uniti che hanno seguito anziché guidare.
La Cina domina da tempo il mercato tramite la domanda fisica, ma il suo ruolo nella formazione dei prezzi si sta evolvendo. Gli investitori cinesi stanno utilizzando i futures sulle materie prime in modo più attivo per esprimere opinioni macroeconomiche e gestire il rischio, soprattutto in un momento in cui i mercati immobiliari sono deboli, i mercati azionari sono disomogenei e i deflussi di capitali sono limitati. I metalli, sia di base sia preziosi, sono diventati un investimento alternativo più importante in un contesto di maggiore incertezza economica e geopolitica.
Momentum più che fondamentali
Tuttavia, alcuni recenti guadagni sembrano difficili da giustificare solo in base ai fondamentali. Sebbene i fondamentali differiscano a seconda del metallo, la rigidità fisica non ha tenuto il passo con l’entità dei recenti rialzi dei prezzi, sottolineando l’influenza del posizionamento, della leva finanziaria e del momentum nei movimenti a breve termine.
L’aumento dell’attività dello SHFE è generalizzato, sia per i metalli di base che per quelli preziosi, e indica un incremento generale della partecipazione speculativa piuttosto che shock specifici per i metalli. I segnali di prezzo guidati dallo SHFE stanno sempre più influenzando i mercati globali attraverso il posizionamento piuttosto che l’arbitraggio fisico. Quando l’SHFE scambia a premio, può frenare le esportazioni e incoraggiare l’accumulo di scorte interne, riducendo la disponibilità percepita all’estero e amplificando i movimenti sul LME.
Le autorità di regolamentazione hanno risposto a episodi di elevata volatilità aumentando i requisiti di margine e inasprendo le condizioni di negoziazione per alcuni contratti. Sebbene queste misure abbiano talvolta moderato l’attività di negoziazione, non hanno modificato sostanzialmente il modello più ampio di maggiore partecipazione speculativa ai contratti sui metalli dello SHFE.
I mercati dei metalli stanno attraversando un cambiamento strutturale: i flussi speculativi cinesi stanno diventando una forza determinante nel fissare l’asticella dei prezzi a breve termine. Sebbene i fondamentali a lungo termine continuino a essere la bussola, la crescente influenza del posizionamento comporta movimenti più bruschi, maggiore volatilità e un rischio maggiore di brusche correzioni in caso di cambiamenti di sentiment o di politica monetaria.




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