Pichetto Fratin punta sull’approvazione rapida del disegno di legge nucleare
Nucleare in Italia, il percorso legislativo verso luglio
Il governo accelera sul quadro normativo per il “nuovo nucleare” in Italia. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin punta a far approvare entro luglio il disegno di legge delega sul nucleare da Camera e Senato, anticipando parallelamente il lavoro tecnico al Mase. L’obiettivo è arrivare entro la fine dell’anno a una legge organica che definisca regole, competenze e procedure per l’eventuale sviluppo di tecnologie atomiche di nuova generazione, in particolare i piccoli reattori modulari, in linea con gli orientamenti internazionali e con i target di decarbonizzazione europei.
Il dibattito non riguarda ancora la scelta politica finale di costruire nuove centrali, ma la capacità del Paese di dotarsi di un’infrastruttura regolatoria stabile e credibile che consenta decisioni future informate, basate su analisi economiche, industriali e di sicurezza.
I tempi del ddl sul nucleare e il passaggio parlamentare
Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato di “contare che il ddl sul nucleare possa essere approvato da entrambi i rami del Parlamento entro il mese di luglio”, fissando così una timeline precisa per la delega al governo. Il testo, atteso in aula dopo l’iter in commissione, dovrà definire ambiti della delega, limiti e indirizzi per i successivi decreti legislativi, in coordinamento con la normativa europea sulla sicurezza nucleare, la tassonomia verde e gli obiettivi del Green Deal. Il passaggio parlamentare sarà cruciale per misurare i rapporti di forza tra maggioranza e opposizioni e per calibrare il perimetro del futuro intervento regolatorio sul settore atomico.
Il ruolo del Mase e l’avvio dei gruppi di lavoro tecnici
Contestualmente all’iter parlamentare, il Mase istituirà gruppi di lavoro dedicati alle attività preparatorie per i decreti legislativi delegati. Secondo Pichetto Fratin, tali gruppi si occuperanno degli aspetti autorizzativi, regolatori e industriali connessi al nuovo nucleare, integrando competenze giuridiche, tecniche e di sicurezza. Il lavoro anticipato sui decreti mira a ridurre i tempi tra approvazione della legge delega e adozione delle norme operative, assicurando coerenza con le best practice di organismi internazionali come Aiea e Nea-Ocse, e con le esperienze di Paesi che stanno già sperimentando i reattori modulari di piccola taglia.
Nuovo nucleare sostenibile e piccoli reattori modulari
Il perno del progetto governativo è il cosiddetto “nuovo nucleare sostenibile”, con particolare attenzione ai small modular reactors (SMR). Pichetto Fratin ha chiarito che la legge attesa entro fine anno riguarderà il “quadro giuridico” e non la decisione immediata di costruire impianti. La scelta industriale sarà rimandata a quando le tecnologie SMR saranno mature sul mercato e valutabili in termini di costi, sicurezza e integrazione nel sistema elettrico nazionale. L’impostazione punta a preservare un’opzione strategica per il futuro mix energetico italiano, allineandosi all’evoluzione tecnologica globale.
In questo scenario, il concetto di “sostenibilità” è legato sia alle emissioni climalteranti sia alla gestione dei rifiuti, alla sicurezza e all’accettabilità sociale.
Il significato di “nuovo nucleare sostenibile” per l’Italia
Con “nuovo nucleare sostenibile” il governo fa riferimento a tecnologie con maggiore efficienza, standard di sicurezza avanzati e ridotto impatto in termini di scorie e consumo di suolo rispetto alle centrali tradizionali. La coerenza con i criteri europei di sostenibilità, inclusa la tassonomia che in certe condizioni considera il nucleare come attività “verde”, sarà decisiva per attrarre capitali e partnership industriali. Per l’Italia, che ha dismesso il nucleare dopo i referendum, il nuovo quadro normativo dovrà definire regole su licenze, controlli, responsabilità e gestione del decommissioning, in stretta collaborazione con l’Isin e altre autorità di vigilanza.
SMR, maturità tecnologica e valutazioni economiche future
Pichetto Fratin ha precisato che la decisione di adottare il nuovo nucleare sarà presa “se sarà considerata economicamente conveniente” quando la produzione dei piccoli reattori modulari sarà pronta a livello industriale. Gli SMR promettono minori costi iniziali, modularità e integrazione con rinnovabili e reti intelligenti, ma oggi sono in fase di sviluppo in Paesi come Stati Uniti, Canada e Regno Unito. L’Italia punta a non farsi trovare impreparata, predisponendo un ambiente regolatorio che permetta, in futuro, di confrontare concretamente il nucleare con alternative come fotovoltaico, eolico, accumuli e gas con cattura della CO2, sulla base di scenari di domanda e prezzi dell’energia.
Strategia energetica nazionale e posizionamento internazionale
L’iniziativa sul nuovo nucleare si inserisce in una più ampia strategia di sicurezza energetica e decarbonizzazione. Nelle dichiarazioni alla Convention di Proger 2026 “Progettiamo il futuro”, a Roma, Pichetto Fratin ha sottolineato che “noi oggi abbiamo il dovere di consentire all’Italia di essere pronta a entrare nel futuro. Al pari del resto del mondo”. Il governo intende così mantenere aperta l’opzione nucleare, coordinandola con Pniec, politiche su rinnovabili, efficienza energetica e reti, per ridurre dipendenze estere e volatilità dei prezzi, in un contesto di forte competizione tecnologica globale.
La credibilità del percorso dipenderà dalla trasparenza dei processi decisionali e dal coinvolgimento strutturato di comunità scientifica, industria e territori.
Impatto sul mix energetico e sugli obiettivi di decarbonizzazione
Un eventuale ritorno al nucleare inciderebbe sul mix energetico italiano dopo il 2035, affiancando rinnovabili, gas a basse emissioni e tecnologie di accumulo. La programmabilità della produzione nucleare potrebbe facilitare l’integrazione di elevate quote di solare ed eolico, riducendo la necessità di centrali fossili di back-up. Tuttavia, scelte di questo tipo richiedono analisi profonde su costi complessivi di filiera, tempi realizzativi, localizzazione, gestione delle scorie e accettabilità sociale. Il quadro legislativo che si sta preparando mira a fornire un perimetro chiaro per queste valutazioni, in coerenza con gli obiettivi climatici 2030 e 2050.
Concorrenza internazionale e preparazione industriale italiana
L’accelerazione normativa punta anche a posizionare l’industria italiana nella catena del valore del nuovo nucleare, dai componenti avanzati all’ingegneria, fino ai servizi di sicurezza e manutenzione. La Convention Proger 2026 evidenzia l’interesse di grandi player infrastrutturali per scenari di lungo periodo che includono anche l’atomo. Preparare ora il quadro regolatorio consente alle imprese italiane di sviluppare competenze, alleanze e capacità progettuali, evitando ritardi rispetto a Paesi che già investono in SMR. L’Italia potrebbe così valorizzare il proprio know-how ingegneristico, garantendo al contempo standard elevati di sicurezza, trasparenza e controllo pubblico.
FAQ
Qual è l’obiettivo del ddl sul nucleare annunciato da Pichetto Fratin?
Il disegno di legge punta a definire una delega al governo per costruire un quadro normativo completo sul nuovo nucleare, coprendo aspetti autorizzativi, regolatori e industriali, senza decidere subito la costruzione di impianti.
Entro quando il governo punta ad approvare la legge sul nuovo nucleare?
Gilberto Pichetto Fratin ha indicato luglio per l’approvazione del ddl da parte di Camera e Senato e la fine dell’anno come orizzonte per consegnare all’Italia una legge sul nuovo nucleare sostenibile.
Cosa si intende per nuovo nucleare sostenibile in questo contesto?
Si fa riferimento a tecnologie di ultima generazione, in particolare piccoli reattori modulari, con standard di sicurezza più elevati, maggiore efficienza e impatti ridotti in termini di scorie e uso del territorio rispetto alle centrali tradizionali.
Gli small modular reactors sono già pronti per l’uso in Italia?
No, gli SMR sono ancora in fase di sviluppo industriale in vari Paesi. L’Italia sta preparando il quadro normativo per poter valutare in futuro il loro impiego, quando saranno pienamente maturi sul mercato.
Il ddl comporta una decisione immediata di costruire nuove centrali nucleari?
No, il ministro ha chiarito che la legge riguarderà solo il quadro giuridico. La scelta di adottare o meno il nuovo nucleare sarà presa più avanti, sulla base di convenienza economica e disponibilità tecnologica.
Qual è il ruolo dei gruppi di lavoro istituiti presso il Mase?
I gruppi di lavoro al Mase dovranno preparare i decreti legislativi delegati, definendo in anticipo regole, procedure autorizzative e requisiti di sicurezza e industriali, per ridurre i tempi tra legge delega e norme attuative.
Come si inserisce il nuovo nucleare nella strategia climatica italiana?
L’opzione nucleare viene considerata come possibile tassello del mix energetico di lungo periodo, a supporto di rinnovabili e accumuli, in funzione degli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica nazionale.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni sul nuovo nucleare?
Le dichiarazioni di Gilberto Pichetto Fratin sul ddl nucleare e sulla legge entro fine anno provengono da un lancio di agenzia di ANSA, con riproduzione riservata.




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