Stellantis rinuncia alla gigafactory di Termoli e ridefinisce la strategia industriale

L’annuncio dello stop definitivo alla gigafactory di Termoli segna un passaggio chiave nella nuova traiettoria industriale di Stellantis. Il progetto, promosso da ACC insieme a Mercedes-Benz e TotalEnergies, avrebbe dovuto rappresentare la più grande fabbrica italiana di batterie per auto elettriche. Non è mai entrato nella fase operativa.
La decisione arriva in un contesto di revisione profonda della strategia sull’elettrico, dopo svalutazioni per 22,2 miliardi di euro sui conti 2025 e un rallentamento della domanda europea. La produzione di celle viene concentrata in Francia, mentre si fermano sia Termoli sia il sito gemello tedesco.
Sul fronte occupazionale, il gruppo rassicura. Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, ha dichiarato: «Garantiremo un futuro allo stabilimento di Termoli e offriremo continuità lavorativa ai lavoratori, riassorbendo quelli di Acc». Una promessa che però non chiude il confronto con sindacati e istituzioni.
Fine del progetto batterie in Molise
Il piano industriale prevedeva la conversione graduale dello storico impianto molisano dalla meccanica tradizionale alle celle per veicoli elettrici. I lavori, attesi nel 2024, non sono mai partiti.
La scelta di interrompere il progetto riflette il cambio di passo sull’elettrico deciso dal gruppo guidato da Antonio Filosa e le difficoltà di sostenibilità economica delle gigafactory europee senza forti incentivi pubblici.
Stop condiviso con il partner industriale
ACC ha confermato la chiusura anche dell’impianto previsto a Kaiserslautern, in Germania. Resta attivo solo il sito francese di Billy-Berclau/Douvrin, inaugurato nel 2023 come modello industriale per l’Europa.
La concentrazione produttiva in Francia risponde a criteri di scala, accesso agli aiuti statali e prossimità alla filiera.
Il nodo degli aiuti europei
La joint venture avverte Bruxelles: senza sostegni mirati, l’Europa rischia di perdere autonomia strategica in una tecnologia chiave come le batterie. Un messaggio che pesa nel dibattito sul Green Deal industriale.
Continuità produttiva e occupazionale a Termoli
Dopo l’addio alla gigafactory, Stellantis punta a rilanciare il sito molisano con produzioni alternative. L’obiettivo dichiarato è garantire stabilità ai 1.780 addetti attuali.
Nel corso del 2026 è previsto l’arrivo della linea del cambio e-DCT, componente centrale per la strategia ibrida del gruppo, insieme a investimenti sui motori GSS conformi alla normativa Euro 7.
Riassorbimento dei lavoratori Acc
I dipendenti ACC verranno reintegrati nelle attività Stellantis. L’azienda parla di continuità occupazionale, ma senza indicare volumi produttivi e orizzonti temporali di lungo periodo.
La reazione dei sindacati
Le sigle metalmeccaniche chiedono certezze. Per Gianluca Ficco (UILM), servono produzioni meccaniche immediate. Ferdinando Uliano (FIM) avverte che un progetto fallito non può pesare sul futuro del sito.
Impatti sulla strategia automotive italiana
Lo stop di Termoli ridimensiona le ambizioni italiane nella filiera delle batterie. Il Paese resta marginale rispetto agli investimenti industriali sull’elettrico, concentrati tra Francia e Germania.
La vicenda riapre il tema del ruolo dello Stato e delle politiche industriali nel sostenere la transizione, soprattutto per i siti storici dell’automotive.
Il ruolo del governo
Il progetto era stato presentato anche alla presenza del ministro Adolfo Urso. Oggi i sindacati chiedono un tavolo a Palazzo Chigi per discutere il futuro dell’industria auto.
Tra elettrico e ritorno all’ibrido
Il cambio di rotta di Stellantis conferma una strategia più prudente: meno elettrico puro, più ibrido. Una scelta dettata dal mercato, ma che ridefinisce tempi e priorità della transizione.
FAQ
Perché è stata cancellata la gigafactory di Termoli
Per dinamiche di mercato sfavorevoli e per la revisione strategica di ACC e Stellantis sull’elettrico.
Quanti lavoratori sono coinvolti a Termoli
Circa 1.780 addetti dello stabilimento Stellantis, più il personale ACC da riassorbire.
Dove produrrà le batterie ACC
Nel sito francese di Billy-Berclau/Douvrin, attualmente l’unico impianto attivo.
Il sito di Termoli resterà operativo
Sì, con nuove produzioni legate a cambi e motori ibridi conformi a Euro 7.
Qual è la posizione dei sindacati
Chiedono certezze industriali immediate e l’intervento diretto del governo.
Qual è la fonte delle informazioni
Rielaborazione giornalistica basata sull’articolo pubblicato l’8 febbraio 2026 da Repubblica.it



LMF green
Mente e denaro

Sala Stampa