Wine Paris 2026 cresce ancora con visitatori ed espositori in forte aumento

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Wine Paris 2026, numeri e posizionamento di una piattaforma globale

Con oltre 63mila visitatori professionali e più di 6.500 espositori, Wine Paris 2026 consolida il proprio ruolo di hub internazionale per vini, spiriti e bevande a basso o nullo tenore alcolico. La manifestazione, ospitata a Paris Expo dal 9 all’11 febbraio, ha messo in relazione operatori di 169 Paesi, confermandosi un osservatorio privilegiato sulle dinamiche geo-economiche del settore. In un contesto di mercati frammentati e pressioni regolatorie crescenti, l’evento si propone come piattaforma di business, influenza e dialogo strategico, in linea con le esigenze di produttori, buyer e istituzioni chiamati a governare una trasformazione strutturale dell’industria globale delle bevande.

Dati di affluenza e crescita internazionale

Wine Paris 2026 ha registrato 63.541 visitatori professionali e 6.537 espositori provenienti rispettivamente da 169 e 63 Paesi, con una quota estera del 51% sia lato pubblico sia lato espositori. Nei tre giorni sono stati conteggiati 112.462 ingressi complessivi di operatori.

La crescita di circa il 20% della presenza internazionale indica un rafforzamento del ruolo di Parigi come baricentro europeo del trade del vino e degli spirits, in concorrenza con altre grandi fiere globali.

Il perimetro espositivo ha incluso vini, spiriti, birre, sidri, cocktail, ready to drink e proposte no e low alcol, intercettando l’evoluzione dei consumi e le nuove esigenze dei canali on-trade e off-trade.

Business matching e valore per buyer e produttori

La piattaforma di business matching di Wine Paris 2026 ha generato 25.958 incontri programmati, +28% rispetto all’edizione precedente, con un incremento del 20% dei principali buyer presenti.

Produttori, commercianti, importatori e distributori hanno utilizzato l’evento come sportello unico per negoziare accordi, testare nuovi mercati, raccogliere insight sui portafogli prodotti e definire strategie di posizionamento.

Secondo il direttore di Wine Paris, Nicolas Cuissard, la manifestazione è “al tempo stesso un mercato, una piattaforma di influenza e uno spazio di dialogo”, supportando il settore nell’affrontare transizioni normative, climatiche e di consumo e nell’immaginare i futuri scenari competitivi.

Dimensione istituzionale e agenda geo-economica della fiera

L’edizione 2026 ha segnato un salto di qualità sul piano politico-istituzionale, con la partecipazione diretta dei vertici della Repubblica francese e di rappresentanti europei e internazionali. La presenza di capi di Stato, ministri e ambasciatori conferma come il vino e gli spirits siano considerati asset strategici, intrecciati a commercio internazionale, politiche agricole e diplomazia economica. Questa centralità ha ampliato il raggio d’azione di Wine Paris oltre la dimensione fieristica, trasformandola in spazio di confronto sulle regole del gioco globali, dai dazi ai futuri accordi di libero scambio.

Partecipazione politica e ruolo della Francia

Per la prima volta Wine Paris è stata inaugurata dal presidente Emmanuel Macron, affiancato dall’ex presidente François Hollande, da due ministri del governo francese e da quattro ministri stranieri.

Oltre 400 rappresentanti istituzionali francesi, europei e internazionali hanno preso parte alla manifestazione, insieme a 37 ambasciate, tra cui 21 ambasciatori.

Erano presenti delegati della Commissione europea delle direzioni generali Commercio e Agricoltura, segnale di un’attenzione crescente dell’Unione alle filiere vitivinicole e spirits come leve di export, presidio dei territori rurali e strumenti di soft power economico e culturale.

Tavole rotonde su accordi commerciali e dazi

Il focus sugli scenari geo-economici si è tradotto in tre tavole rotonde dedicate agli accordi di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur, tra Unione Europea e India, e al tema dei dazi statunitensi.

Questi dossier incidono direttamente su competitività, accesso ai mercati e stabilità dei flussi di export per produttori europei e operatori globali della filiera.

La discussione ha messo al centro impatti tariffari, requisiti normativi, etichettatura, ma anche strumenti di mitigazione del rischio per aziende di diverse dimensioni, in uno scenario di crescente volatilità regolatoria e geopolitica.

Innovazione, trend di consumo e media exposure

Accanto alla dimensione commerciale e politica, Wine Paris 2026 ha investito su contenuti formativi e divulgativi ad alto valore aggiunto, con un programma Academy molto articolato. L’attenzione alle tendenze di consumo, alla crescita delle categorie no e low alcol e alla mixology conferma la volontà di intercettare i nuovi driver del mercato globale delle bevande. La forte copertura mediatica, con quasi duemila giornalisti accreditati, rafforza il posizionamento dell’evento come riferimento informativo per l’industria internazionale del vino e degli spirits.

Academy, palchi tematici e focus no e low alcol

Il programma Academy ha proposto 239 appuntamenti tra conferenze, tavole rotonde e masterclass su innovazione, brand strategy, trend di consumo, mixology, sviluppo dei mercati emergenti e crescita del segmento no e low alcol.

I nuovi palchi “Be Spirits Stage” e “Be No Stage” hanno offerto contenuti specifici rispettivamente per gli spirits e le alternative analcoliche, con format pensati per bartender, distributori e buyer.

L’iniziativa “Be No” ha riunito 64 espositori da 13 Paesi e oltre 250 etichette analcoliche, valorizzate anche in un’area di degustazione libera, indicativa del crescente interesse commerciale verso il consumo responsabile.

Be Spirits, networking globale e testimonianze dal settore

La sezione “Be Spirits” ha accolto 370 espositori da 39 Paesi, con quota internazionale al 53% e crescita del 28%, sostenuta dai padiglioni nazionali e dalla partecipazione di bartender da più continenti.

Per molti brand indipendenti la fiera ha funzionato da acceleratore di visibilità: Ian Thomson, fondatore di Thomson & Scott Naughty, ha dichiarato: “In sette anni di attività non avevamo mai avuto l’occasione di incontrare così tante persone da Paesi tanto diversi, dall’Indonesia all’Argentina, fino al Canada, in un tempo così breve. La fiera funziona come un vero sportello unico: ci permette di presentare il nostro marchio a livello internazionale e di vedere in un solo luogo potenziali distributori da tutto il mondo”.

L’attività mediatica ha coinvolto 1.894 giornalisti da 49 Paesi, il 57% esteri, con un aumento complessivo del 25%.

FAQ

Quali sono i numeri chiave di Wine Paris 2026?

Wine Paris 2026 ha registrato 63.541 visitatori professionali da 169 Paesi, 6.537 espositori da 63 nazioni e 112.462 operatori complessivi presenti nei padiglioni durante i tre giorni di manifestazione.

Quanto è stata rilevante la presenza internazionale?

La quota estera ha raggiunto il 51% sia per visitatori sia per espositori, con una crescita di circa il 20%, confermando Parigi come piattaforma globale per il business del vino, degli spirits e delle bevande alternative.

Che ruolo hanno avuto le istituzioni politiche?

L’evento è stato inaugurato dal presidente Emmanuel Macron e ha visto la partecipazione di François Hollande, ministri francesi e stranieri, 37 ambasciate e delegati della Commissione europea, rafforzando la dimensione politica della fiera.

Quali temi sono stati affrontati sulle relazioni commerciali globali?

Tre tavole rotonde hanno analizzato gli accordi di libero scambio UE–Mercosur, UE–India e i dazi statunitensi, con focus su accesso ai mercati, competitività delle esportazioni e rischi regolatori per le imprese del settore.

Cosa offre il programma Academy di Wine Paris?

Il programma Academy include 239 eventi tra conferenze, tavole rotonde e masterclass dedicati a innovazione, strategie di marca, tendenze di consumo, mixology, mercati emergenti e sviluppo del segmento no e low alcol.

Perché Be Spirits e Be No sono considerate aree strategiche?

Be Spirits” e “Be No” intercettano la crescita degli spirits premium e delle bevande analcoliche, offrendo a brand e bartender un ambiente dedicato per networking, sperimentazione e lancio di nuove etichette.

Quando si svolgerà la prossima edizione di Wine Paris?

Wine Paris tornerà dal 15 al 17 febbraio 2027. L’Ad di Vinexposium, Rodolphe Lameyse, ha definito l’evento una piattaforma globale che combina commercio, influenza e riflessione collettiva sul futuro di vini e spirits.

Qual è la fonte delle informazioni su Wine Paris 2026?

Le informazioni e i dati riportati derivano dalla comunicazione ufficiale della fiera diffusa da askanews, che ha documentato partecipazione, contenuti e risultati di Wine Paris 2026.