Unioncamere. Alloggi brevi in forte espansione: +42,1% in cinque anni e trasformazione del turismo italiano

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Dati Unioncamere e reazioni della stampa nazionale tra entusiasmo e preoccupazioni per gli equilibri del mercato

Negli ultimi anni l’offerta ricettiva italiana sta vivendo una profonda trasformazione: mentre il numero di alberghi tradizionali continua a calare, gli alloggi per soggiorni brevi aumentano rapidamente, con un balzo del 42,1% negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dall’ultima analisi di  Unioncamere-InfoCamere sulle attività dei servizi di alloggio e ristorazione aggiornata al 30 settembre 2025. Secondo i dati, gli alberghi e le strutture simili hanno registrato una diminuzione del 5,2%, pari a oltre 1.600 imprese in meno sul territorio nazionale, mentre le imprese di affitti brevi sono cresciute di oltre 13 mila unità, arrivando a 44.801 imprese attive in Italia.

Una crescita guidata dai consumi digitali e nelle città d’arte

L’espansione più marcata degli alloggi brevi si registra soprattutto nelle grandi città d’arte e nelle destinazioni più attrattive, dove la domanda di soggiorni flessibili continua a crescere. A Roma l’offerta è aumentata del 33,8%, a Napoli quasi raddoppiata con un +98,1%, a Milano del 75,9% e a Firenze del 21,3%. Questi numeri evidenziano come l’evoluzione delle preferenze dei viaggiatori — sempre più orientati verso soluzioni digitali, personalizzate e legate a esperienze brevi — stia alimentando un vero e proprio boom del segmento short-term rental.

La stampa italiana ha accolto la notizia sottolineando la portata strutturale del fenomeno. FIRSTonline parla di un cambiamento ormai profondo dell’offerta ricettiva italiana e della diffusione delle piattaforme digitali come uno dei principali driver di questa crescita, evidenziando come alloggi brevi e alberghi tradizionali stiano tracciando traiettorie divergenti. Italia a Tavola, rivista specializzata nel settore dell’ospitalità e della ristorazione, descrive la contrazione degli hotel accanto all’espansione degli affitti brevi come un mutamento dell’accoglienza italiana, enfatizzando l’impatto sulle città d’arte soprattutto durante i periodi di alta stagione.

Benefici economici, ma anche segnali di squilibrio

Per molti osservatori, il boom degli alloggi brevi rappresenta una opportunità per l’economia locale. Più strutture ricettive significano maggiori entrate per proprietari e host, un’offerta più ampia per i turisti e un contributo diretto a settori come servizi, ristorazione e commercio locale. Questo spiega almeno in parte perché anche la ristorazione tradizionale continua a mostrare una certa stabilità, con un aumento delle imprese del 2,3% rispetto al 2021, segno che alcune componenti della filiera turistica reggono bene l’urto dei cambiamenti.

Tuttavia, altri commenti più critici mettono in evidenza potenziali squilibri e rischi derivanti da una crescita così rapida. La diffusione massiccia di affitti brevi può infatti avere un impatto sulle abitazioni destinate ai residenti stabili, contribuendo alla riduzione delle disponibilità di affitti a lungo termine e alla possibile pressione sui prezzi immobiliari e dei canoni di locazione nelle aree più turistiche. Studi internazionali sul mercato degli affitti brevi sottolineano come in molte città globali la trasformazione degli alloggi in soluzioni short-term rental abbia ridotto l’offerta abitativa permanente e aumentato i costi di locazione, con effetti significativi su famiglie e residenti a basso reddito.

Questo doppio volto del fenomeno — crescita dell’offerta ricettiva e tensioni sul mercato abitativo — è al centro anche di dibattiti regolatori internazionali, dove città come New York hanno introdotto norme per registrare e limitare gli affitti brevi, con l’obiettivo di bilanciare domanda turistica e disponibilità di case per residenti.

Uno sguardo verso il futuro

Gli analisti di settore sottolineano che la crescita degli alloggi brevi non è un’anomalia isolata, ma parte di una tendenza globale del mercato turistico, che vede il segmento short-term rental espandersi con un ritmo sostenuto grazie alla digitalizzazione e alla ricerca di esperienze più personalizzate e flessibili da parte dei viaggiatori. Secondo ricerche di mercato internazionali come quella pubblicat da Dimension Market il mercato degli affitti brevi è destinato a continuare a crescere nei prossimi anni, trainato da cambiamenti strutturali nelle abitudini di viaggio e da un’offerta sempre più tecnologica e diversificata.

In sintesi, il boom del 42,1% degli alloggi brevi in Italia riflette una mutazione profonda dell’ospitalità nazionale, con opportunità economiche significative ma anche sfide per l’equilibrio delle città, la qualità della vita dei residenti e la sostenibilità del mercato immobiliare nel lungo periodo. Una trasformazione che richiede strategie regolatorie e di pianificazione urbana attente, per conciliare turismo, sviluppo e coesistenza sociale.