Confesercenti commenta la Legge di Bilancio 2026 e il Decreto Milleproroghe

Redazione -

Che cosa cambia per imprese e cittadini. «Normativa complessa, ma decisiva per orientare scelte fiscali e investimenti»

La Legge di Bilancio 2026 e il consueto Decreto Milleproroghe ridisegnano ancora una volta il perimetro fiscale e regolatorio in cui si muovono imprese, lavoratori autonomi e famiglie. A fare chiarezza è intervenuto l’Ufficio Tributario di Confesercenti, che ha illustrato le principali novità attraverso una circolare di approfondimento, definendo il quadro complessivo “articolato e non sempre di immediata lettura, ma fondamentale per orientarsi nel nuovo contesto normativo”.

Secondo Confesercenti, il combinato disposto tra manovra di bilancio e proroghe di fine anno introduce interventi che incidono direttamente su fiscalità, incentivi, lavoro e accesso alle agevolazioni, con effetti concreti soprattutto per le PMI del commercio, del turismo e dei servizi.

Un quadro normativo stratificato

La lettura proposta da Confesercenti parte da un dato strutturale: anche per il 2026 la politica economica si muove attraverso una stratificazione di norme, in cui misure strutturali e interventi temporanei convivono. Il Milleproroghe, in particolare, continua a svolgere il ruolo di “cerniera” tra provvedimenti in scadenza e nuove coperture previste dalla manovra, generando però incertezza applicativa per imprese e professionisti.

L’Ufficio Tributario segnala come molte disposizioni di interesse per le attività economiche, dagli incentivi all’occupazione alle misure di sostegno agli investimenti, abbiano subito slittamenti o rinvii tecnici, rinviando la piena operatività alla fase di conversione parlamentare.

Fisco e imprese: tra conferme e attese

Dal punto di vista fiscale, Confesercenti evidenzia un mix di conferme e attese. Da un lato, vengono mantenuti alcuni strumenti di alleggerimento del carico fiscale e contributivo, dall’altro permane una forte richiesta di semplificazione, soprattutto per le piccole imprese. La circolare sottolinea come l’assenza di una programmazione pluriennale stabile continui a rendere difficoltosa la pianificazione di investimenti e assunzioni.

In questo senso, la Legge di Bilancio 2026 viene letta più come una manovra di continuità che di svolta, con interventi mirati ma senza una riforma organica del sistema tributario a beneficio del tessuto imprenditoriale diffuso.

Incentivi, lavoro e proroghe: i nodi aperti

Particolare attenzione è riservata ai capitoli lavoro e incentivi. Confesercenti richiama la necessità di garantire certezza normativa sulle misure a sostegno dell’occupazione, soprattutto per giovani, donne e imprese localizzate in aree svantaggiate. Le proroghe previste — o annunciate — restano uno strumento utile, ma non sostituiscono una strategia di medio periodo.

Secondo l’associazione, il rischio è che la continua gestione in emergenza, affidata a proroghe e correttivi, finisca per ridurre l’efficacia delle politiche pubbliche, scoraggiando proprio quelle imprese che avrebbero bisogno di stabilità per crescere.

La posizione di Confesercenti

Il messaggio che emerge dalla circolare è chiaro: la manovra e il Milleproroghe contengono misure rilevanti, ma serve uno sforzo maggiore di chiarezza, coordinamento e stabilità. Per Confesercenti, il compito delle istituzioni non è solo introdurre agevolazioni, ma renderle accessibili, comprensibili e programmabili, soprattutto per il mondo delle micro e piccole imprese che costituisce l’ossatura dell’economia italiana.

In un contesto economico ancora segnato da inflazione, costi elevati e transizione energetica, la Legge di Bilancio 2026 rappresenta quindi un passaggio importante, ma non risolutivo. Come sottolinea Confesercenti, la vera sfida resta trasformare la complessità normativa in uno strumento di orientamento, e non in un ulteriore fattore di incertezza.

Fonte: Ufficio Tributario Confesercenti, circolare su Legge di Bilancio 2026 e Decreto Milleproroghe.