Hong Kong torna capitale globale delle IPO: cosa c’è dietro il sorpasso su New York
Dopo cinque anni di assenza dal vertice, Hong Kong riconquista la leadership mondiale delle IPO per capitali raccolti, tornando al primo posto che aveva occupato l’ultima volta nel 2019. Non si tratta solo di un rimbalzo ciclico, ma di un cambio strutturale nella geografia dei mercati dei capitali, in cui la piazza asiatica si riafferma come snodo chiave tra la Cina continentale e i mercati globali.

Secondo l’IPO Outlook 2025 di KPMG, nel 2025 i mercati globali delle IPO hanno raccolto 158,4 miliardi di dollari attraverso 1.227 operazioni, con un aumento del 18% dei capitali rispetto all’anno precedente. A trainare il recupero è stata soprattutto Hong Kong Stock Exchange, che da sola ha raccolto 272,1 miliardi di dollari di Hong Kong (circa 34,3 miliardi di dollari USA), segnando un balzo del +210% rispetto al 2024.
Il confronto con Wall Street
Il dato assume maggiore rilevanza se confrontato con gli Stati Uniti. Sempre secondo KPMG il New York Stock Exchange si è fermato a 20,3 miliardi di dollari,il NASDAQ a 19,2 miliardi di dollari.
Numeri importanti, ma lontani dalla capacità di raccolta mostrata da Hong Kong. La stampa finanziaria internazionale sottolinea come Wall Street stia attraversando una fase di maggiore selettività, tra tassi ancora elevati, valutazioni sotto scrutinio e un mercato che privilegia profittabilità e track record rispetto alla crescita pura.
Il fattore chiave: le IPO A+H
Alla base del boom di Hong Kong c’è un elemento tecnico ma decisivo: il record di A+H listings, ovvero le doppie quotazioni che consentono alle aziende di essere negoziate sia sulle borse della Cina continentale (A-shares) sia a Hong Kong (H-shares).
Secondo gli analisti di KPMG, questo meccanismo ha svolto tre funzioni strategiche:
Riduzione del rischio di mercato. Le società già quotate in Cina arrivano a Hong Kong con una base di investitori e una storia di mercato consolidata, riducendo l’incertezza tipica delle IPO “pure”.
Accesso ai capitali internazionali. Hong Kong resta il canale più efficiente per intercettare investitori globali senza esporsi direttamente ai vincoli regolatori delle borse occidentali.
Primo passo dell’espansione globale. Come osserva Reuters, per molte aziende cinesi la quotazione a Hong Kong rappresenta la prima tappa di un percorso di internazionalizzazione, prima di guardare a Europa, Medio Oriente o Stati Uniti.
Perché Hong Kong oggi è di nuovo centrale
Il ritorno di Hong Kong al vertice non avviene nel vuoto. Bloomberg e The Economist evidenziano una convergenza di fattori:
Allentamento della volatilità regolatoria cinese, che nel triennio precedente aveva frenato le IPO;
Maggiore supporto politico di Pechino al ruolo di Hong Kong come hub finanziario internazionale;
Domanda asiatica di capitali in settori come tecnologia, energia, manifattura avanzata e consumi;
Riposizionamento globale degli investitori, sempre più attenti alla crescita asiatica in un contesto di rallentamento occidentale.
In questo quadro, Hong Kong si conferma come mercato ibrido: sufficientemente integrato nei flussi globali, ma allo stesso tempo profondamente connesso alla Cina continentale.
Un segnale per i mercati globali
Secondo il Financial Times, il sorpasso di Hong Kong su New York non va letto come una “sconfitta” degli Stati Uniti, ma come il segnale di un mondo dei capitali sempre più multipolare. Le IPO non si concentrano più in un solo centro finanziario: seguono catene di valore, geopolitica e strategie industriali.
KPMG sottolinea che il 2025 potrebbe rappresentare un punto di svolta: se i tassi globali inizieranno a scendere e la fiducia degli investitori resterà stabile, l’attività di quotazione potrebbe ampliarsi ulteriormente nel 2026, con Hong Kong destinata a rimanere uno dei poli principali.
Il ritorno di Hong Kong in cima alle classifiche globali delle IPO racconta una storia più ampia della semplice raccolta record. Racconta di come le aziende cinesi stanno ripensando l’accesso ai capitali, di come gli investitori globali stiano riequilibrando le loro priorità geografiche e di come il mercato dei capitali stia diventando meno centrato sull’asse USA-Europa.
In questo scenario, le A+H listings non sono solo un dettaglio tecnico, ma uno strumento strategico che ha permesso a Hong Kong di riconquistare un ruolo centrale nel capitalismo finanziario globale.




LMF green
Mente e denaro

Sala Stampa