Ludopatia e gioco d’azzardo online in Italia: un problema sociale. Nasce la polemica sull’Olimpiade finanziata con il gioco
Crescita delle dipendenze, campagne di psicologi e critiche alla decisione governativa di finanziare Milano-Cortina con il gioco
Negli ultimi anni l’Italia è diventata uno dei principali mercati del gioco d’azzardo in Europa, con il fenomeno delle scommesse online che ha favorito un’espansione molto rapida dell’offerta e una crescente partecipazione della popolazione adulta e giovane. Secondo una recente inchiesta internazionale riportata da Reuters, circa 43% degli adulti italiani ha giocato almeno una volta all’anno, con casi di perdita di beni e relazioni familiari legati alla dipendenza compulsiva dalle scommesse.
Il gioco d’azzardo include diverse tipologie di attività, dalle slot machine alle scommesse sportive e alle lotterie, regolamentate dallo Stato italiano purché operino nel quadro del monopolio legale, in forza di concessioni rilasciate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Tuttavia, proprio l’espansione dell’online betting ha messo in evidenza come la dipendenza non sia più un problema marginale: i disturbi da gioco d’azzardo patologico sono associati a comportamenti compulsivi e frequenti, con percentuali significative di persone che giocano con modalità a rischio e più di una forma di gioco nello stesso tempo
I rischi psicologici e la risposta degli esperti
Gli psicologi e gli specialisti del settore sottolineano che il disturbo da gioco d’azzardo è molto simile a una dipendenza comportamentale: la perdita di controllo, l’aumento del tempo speso a giocare, la tendenza a inseguire le perdite e la percezione distorta della fortuna sono elementi che alimentano una spirale difficile da interrompere. In particolare, i più vulnerabili – giovani adulti, persone con basso reddito o in condizione di fragilità sociale – sono quelli maggiormente esposti al rischio di sviluppare abitudini problematiche, proprio perché il gioco online è sempre più accessibile da smartphone e connessione domestica.
Gli esperti suggeriscono una rete di interventi integrata per contrastare la ludopatia: programmi educativi nelle scuole, percorsi di supporto psicologico strutturato, limitazioni alla pubblicità mirata e strumenti di auto-esclusione per i giocatori a rischio. Il ruolo dei servizi territoriali e del terzo settore è cruciale per intercettare i segnali precoci di dipendenza e offrire percorsi di recupero, come quelli promossi da comunità come San Patrignano, che mettono al centro il sostegno psicologico e sociale alle persone colpite dalla ludopatia.

La nuova iniziativa governativa e la polemica pubblica
La questione del gioco d’azzardo ha riacceso il dibattito pubblico per la nuova misura inserita nella Legge di Bilancio 2026 con cui il Governo intende istituire un nuovo gioco numerico, battezzato “Win for Italia Team”, allo scopo di finanziare il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e le spese legate alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
L’iniziativa ha suscitato immediate critiche da parte delle associazioni impegnate nel contrasto alla dipendenza e da sindacati come la CGIL di Milano, che hanno lanciato un appello affinché lo Stato dissoci lo sport dal gioco d’azzardo. Secondo questi gruppi, lo spirito olimpico fondato sui valori di inclusione, solidarietà e salute è incompatibile con la promozione di una pratica che può spingere fasce vulnerabili della popolazione verso forme patologiche di gioco.
Le associazioni sottolineano inoltre che l’offerta di gioco in Italia ha già raggiunto livelli record, con oltre 157 miliardi di euro giocati nel 2024, e che l’uso del gioco per finanziare attività pubbliche rischia di legittimare e normalizzare comportamenti rischiosi, anziché affrontare le radici socio-sanitarie del problema, come riporta la testata Vita.it
Commenti della stampa italiana
Il tema ha mobilitato anche l’opinione pubblica e i media. Il Fatto Quotidiano ha evidenziato come la decisione del Governo di creare un nuovo gioco per sostenere il bilancio olimpico sia percepita da molte associazioni come contraddittoria e pericolosa in un Paese dove la ludopatia è un fenomeno diffuso e in crescita. La stampa locale e nazionale ha riportato gli appelli di CGIL Milano – Camera del Lavoro perché la politica persegua invece strategie di prevenzione e tutela, come la riduzione dell’offerta e interventi mirati su pubblicità e accesso ai giochi, piuttosto che incentivi all’azzardo.
Allo stesso tempo, organismi come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e vari studi epidemiologici sottolineano come interventi di limitazione dell’accesso ai giochi online e campagne di sensibilizzazione possano ridurre significativamente l’incidenza dei disturbi correlati al gioco d’azzardo, soprattutto tra giovani e adulti economicamente fragili.
La senatrice Cristina Tajani aggiunge inoltre “Come spiego in questo articolo di Repubblica, Milano dovrà fare ricorso a risorse proprie anche per finanziare gli straordinari dei vigli durante le Olimpiadi invernali del prossimo febbraio. Mentre il Governo pensa di finanziare il CONI attraverso l’istituzione di un nuovo gioco d’azzardo, iniziativa contro la quale mi sono espressa promuovendo anche un appello di associazioni e sindacati, lanciato proprio a Milano, città che ospiterà le prossime Olimpiadi invernali”.
La discussione italiana sul gioco d’azzardo si situa dunque tra due posizioni opposte: da un lato, la necessità di contrastare un fenomeno patologico con impatti sociali, economici e familiari concreti; dall’altro, l’idea di usare il gioco come strumento di finanziamento pubblico, come nel caso delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Occorre trovare un equilibrio tra esigenze di cassa e tutela della salute pubblica, con una priorità chiara: proteggere i soggetti più vulnerabili e promuovere politiche di aiuto e prevenzione piuttosto che sfruttare la fragilità per raccogliere risorse nei bilanci istituzionali.

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