Agevolazioni prima casa a rischio: fare attenzione al preliminare
Agevolazioni prima casa 2026, quando si perdono con il solo preliminare
Le agevolazioni fiscali prima casa consentono di pagare imposte ridotte sull’acquisto dell’abitazione principale in Italia. Ma cosa accade se, entro l’anno dalla vendita della precedente abitazione, viene stipulato solo un contratto preliminare e non l’atto definitivo?
La risposta dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata su FiscoOggi, chiarisce che il preliminare non basta a conservare il beneficio. Il tema riguarda tutti coloro che, tra il 2024 e il 2026, vendono la propria prima casa prima dei cinque anni e intendono riacquistare con le stesse agevolazioni, evitando il ricalcolo delle imposte in misura ordinaria e la sovrattassa del 30%.
In sintesi:
- Il solo contratto preliminare entro un anno non conserva le agevolazioni prima casa.
- L’acquisto agevolato richiede un atto definitivo entro dodici mesi dalla vendita.
- Se si decade dal beneficio, l’imposta di registro sale dal 2% al 9%.
- È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso e sanzioni ridotte.
Regole per mantenere le agevolazioni prima casa e ruolo del preliminare
La normativa prevede imposte ridotte per l’acquisto della prima casa se l’immobile è nel Comune di residenza dell’acquirente o se la residenza viene trasferita nello stesso Comune entro 18 mesi, con dichiarazione obbligatoria nell’atto. Benefici possibili anche se l’abitazione è nel Comune in cui si svolge l’attività lavorativa, nel Comune di nascita o in quello di ultima residenza prima del trasferimento all’estero per lavoro.
Chi vende un immobile acquistato con agevolazioni può mantenerle su un nuovo acquisto, purché il nuovo atto definitivo avvenga entro un anno dalla vendita e la vendita stessa avvenga entro 5 anni dal primo acquisto, come previsto dall’articolo 1, nota II-bis, comma 4, del Dpr 131/1986 (TUR).
Se la vendita avviene prima dei cinque anni e non segue un nuovo acquisto entro dodici mesi, scatta la decadenza: imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura ordinaria e sovrattassa del 30%.
Nel caso esaminato dall’Agenzia, il contribuente dichiara: “Ho venduto la mia prima casa dopo 3 anni dall’acquisto e ho subito dopo stipulato un preliminare per acquistare un nuovo immobile. Posso conservare il diritto a fruire dell’agevolazione?”.
Su FiscoOggi l’Agenzia precisa che il contratto preliminare, avendo natura solo obbligatoria e non traslativa, “non soddisfa la condizione richiesta dalla norma dell’acquisto entro un anno di un altro immobile da adibire ad abitazione principale”. Serve quindi l’atto definitivo entro l’anno dalla vendita.
Come rimediare e pianificare l’acquisto della nuova abitazione
Se l’atto definitivo non viene stipulato entro un anno, il contribuente può limitare i danni con il ravvedimento operoso, versando la differenza d’imposta (imposta di registro dal 2% al 9%) e sanzioni ridotte rispetto alla contestazione d’ufficio.
Chi programma la vendita e il riacquisto della prima casa dovrebbe fissare da subito una data certa per il rogito definitivo, coordinando banca, notaio e venditore, così da non superare il termine annuale. Una corretta pianificazione contrattuale e il controllo delle scadenze fiscali diventano decisivi per non perdere i benefici e per ottimizzare il costo complessivo dell’operazione immobiliare nel 2026.
FAQ
Il contratto preliminare basta a mantenere le agevolazioni prima casa?
No, il solo preliminare non è sufficiente. Per conservare le agevolazioni è necessario stipulare l’atto definitivo di acquisto entro un anno dalla vendita.
Entro quanto tempo devo comprare la nuova casa dopo la vendita agevolata?
Devi concludere l’atto definitivo di acquisto entro 12 mesi dalla vendita dell’immobile acquistato con agevolazioni, altrimenti scatta la decadenza.
Cosa succede se vendo la prima casa prima di 5 anni senza riacquisto?
Scatta la decadenza: imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura ordinaria, più sovrattassa pari al 30% delle imposte dovute.
Posso conservare le agevolazioni se trasferisco la residenza dopo l’acquisto?
Sì, se trasferisci la residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi e dichiari l’impegno al trasferimento nell’atto di compravendita.
Da quali fonti provengono le informazioni sulle agevolazioni prima casa?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborate dalla nostra Redazione.




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