Arabia Saudita, nuove regole su contributi e lavoro. Digitalizzazione dei pagamenti
L’Arabia Saudita accelera sul fronte della digitalizzazione amministrativa e rafforza le politiche di occupazione nazionale. Negli ultimi giorni sono state introdotte importanti novità sia in materia di versamento dei contributi previdenziali sia sul rispetto delle quote di lavoratori sauditi nel settore privato, con implicazioni dirette per le imprese straniere e locali attive nel Regno.
GOSI: contributi solo online e nuovi metodi di pagamento
La General Organization for Social Insurance (GOSI) ha annunciato l’introduzione di nuovi metodi per il pagamento dei contributi mensili di sicurezza sociale. D’ora in avanti, i datori di lavoro potranno saldare gli importi direttamente tramite il portale online GOSI, utilizzando un conto virtuale dedicato oppure una carta di credito online. In precedenza, il pagamento era possibile esclusivamente tramite bonifico bancario.
Per facilitare la transizione, tutte le aziende registrate presso GOSI riceveranno via email un numero di conto virtuale univoco. L’utilizzo del portale online diventa quindi obbligatorio: fatture, dettagli del conto virtuale e ricevute di pagamento saranno disponibili esclusivamente nell’area riservata dell’impresa.
Le aziende dovranno quindi assicurarsi che tutte le entità siano correttamente registrate e attive sul portale GOSI; adeguare i propri processi interni ai nuovi metodi di pagamento (conto virtuale o carta online); aggiornare i flussi amministrativi e finanziari per gestire download delle fatture e archiviazione delle ricevute direttamente dalla piattaforma.
La riforma si inserisce nel più ampio percorso di modernizzazione digitale dell’apparato amministrativo saudita, con l’obiettivo di aumentare tracciabilità, trasparenza e controllo delle contribuzioni.

Stretta sulla “Saudizzazione”: marketing e vendite al 60%
Parallelamente, il Ministero delle Risorse Umane e dello Sviluppo Sociale (MHRSD) ha annunciato un rafforzamento delle quote di “Saudizzazione” in specifici comparti del settore privato.
Entro il 19 aprile 2026, le aziende private con almeno tre dipendenti attivi in dieci professioni del marketing – tra cui marketing manager, responsabile relazioni pubbliche, specialista marketing e graphic designer – dovranno garantire che il 60% di tali ruoli sia ricoperto da cittadini sauditi, rispetto all’attuale 30%.
Affinché un lavoratore saudita venga conteggiato ai fini della quota, il suo salario mensile registrato presso GOSI dovrà essere pari ad almeno 5.500 riyal sauditi (SAR).
Una misura analoga riguarda il comparto vendite. Le imprese private con almeno tre lavoratori in nove professioni commerciali – tra cui sales manager, sales specialist, rappresentante commerciale e broker di merci – dovranno assicurare che il 60% delle posizioni sia occupato da cittadini sauditi. In precedenza, la soglia era del 15% per alcune categorie e solo per aziende con almeno cinque dipendenti.
Le imprese interessate sono invitate a rivedere con attenzione la composizione del proprio organico, pianificando riorganizzazioni interne; piani di reclutamento mirati; strategie di retention per i talenti sauditi; utilizzo dei programmi di supporto governativi disponibili.
Le aziende che non si adegueranno rischiano sanzioni, inclusa la sospensione dei servizi del Ministero, come il trasferimento dei dipendenti e il rinnovo dei permessi di lavoro.
Stop ai visti temporanei per 18 nazionalità
A complicare ulteriormente lo scenario, l’Arabia Saudita ha sospeso – con effetto immediato – l’accettazione, l’elaborazione e l’emissione di visti di lavoro temporanei per cittadini di 18 Paesi, tra cui Algeria, Egitto, India, Indonesia, Pakistan, Turchia e Yemen.
La misura potrebbe creare difficoltà operative per le imprese che si affidano a lavoratori stranieri per progetti di breve durata, costringendo a rivedere tempistiche e strategie di staffing. Le aziende dovranno valutare percorsi alternativi in materia di immigrazione e pianificare con maggiore anticipo le esigenze di personale.
Un mercato più digitale e più selettivo
Le novità confermano una doppia direttrice della politica economica saudita: da un lato, la digitalizzazione dei processi amministrativi e il rafforzamento del controllo contributivo; dall’altro, l’ulteriore consolidamento delle politiche di occupazione nazionale, in linea con gli obiettivi di Vision 2030.
Per le imprese – soprattutto multinazionali e operatori internazionali – il messaggio è chiaro: maggiore integrazione digitale, pianificazione più strutturata della forza lavoro e allineamento strategico alle priorità occupazionali del Regno.




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