Arabia Saudita, Vision 2030 entra nella fase del consolidamento: meno annunci, più impatto economico
Comprendere oggi i mercati in crescita di domani
Il panorama economico globale è in continua evoluzione e dal 1994 Oxford Business Group (OBG) è all’avanguardia nella mappatura delle nuove tendenze nelle economie emergenti. OBG opera in molti dei mercati in più rapida crescita al mondo, offrendo informazioni di fama internazionale sulle tendenze che stanno plasmando i futuri equilibri del potere economico.
Oggi riportiamo una breve sintesi di alcuni aspetti del rapporto rilasciato sull’Arabia Saudita, che può essere acquistato dall’editore in versione completa a questo link
(mappa dell’Arabia Saudita, da un Atlante del Mondo in 33 mappe, Venezia, settembre 1553)

Oxford Business Group (OBG). L’Arabia Saudita
L’Arabia Saudita sta entrando in una nuova fase della sua strategia Vision 2030, con un cambio di passo significativo: dopo un decennio di riforme strutturali e grandi annunci, l’attenzione si sposta ora sul consolidamento dei risultati e sulla massimizzazione dell’impatto economico delle trasformazioni avviate dal 2016. L’obiettivo resta invariato — ridurre la dipendenza dagli idrocarburi, rafforzare il settore privato e attrarre investimenti esteri — ma la priorità è rendere queste riforme durature e sostenibili.
La trasformazione è sostenuta da un quadro istituzionale fortemente coordinato, guidato dal Council for Economic Development Affairs e attuato attraverso i principali attori economici del Paese, tra cui la banca centrale Saudi Central Bank e il fondo sovrano Public Investment Fund (PIF). Questo assetto ha consentito di combinare riforme normative, mobilitazione di capitali e investimenti strategici in settori chiave.
Un’economia meno dipendente dal petrolio
Pur continuando a svolgere un ruolo centrale nelle finanze pubbliche, il petrolio non è più l’unico pilastro dell’economia saudita. I settori non-oil rappresentano oggi la maggioranza del PIL, sostenuti da investimenti mirati, consumi in crescita e una maggiore partecipazione del settore privato. Tra il 2016 e il 2025 la quota del non-oil sul PIL è salita in modo strutturale, mentre gli investimenti privati hanno aumentato significativamente il loro peso sull’economia complessiva.
Questo cambiamento sta rafforzando anche la fiducia degli investitori internazionali, favorita da un contesto normativo più moderno, incentivi selettivi e una gestione macroeconomica considerata credibile dalle principali istituzioni finanziarie.
Governance, riforme e attrattività per gli investitori
La nuova fase di Vision 2030 si fonda su una governance economica più solida e su riforme legislative mirate a rendere il Paese più competitivo. Tra le misure più rilevanti rientrano l’aggiornamento delle norme sugli investimenti esteri, la semplificazione delle regole societarie e l’introduzione di un quadro civile più vicino agli standard internazionali. In parallelo, il programma di privatizzazioni e le partnership pubblico-private stanno ampliando lo spazio di manovra per il capitale privato.
Un ruolo centrale è svolto dal PIF, che con circa 1.000 miliardi di dollari di asset gestiti indirizza risorse verso settori strategici come logistica, manifattura avanzata, tecnologia, energia pulita e turismo, segnando una progressiva riallocazione degli investimenti rispetto ai grandi giga-progetti iniziali.
Crescita, stabilità e finanza pubblica
Dopo un rallentamento nel 2024, la crescita economica è attesa in ripresa, trainata dall’espansione delle attività non legate al petrolio e da un graduale aumento della produzione energetica. L’inflazione resta contenuta e i salari reali mostrano una tenuta, soprattutto nei segmenti ad alta qualificazione. Anche sul fronte dei conti pubblici, il governo punta a una gestione più disciplinata, con un deficit in riduzione e una composizione della spesa sempre più orientata a settori produttivi e servizi essenziali.
Le recenti conferme e revisioni al rialzo del rating sovrano da parte delle principali agenzie internazionali rafforzano la percezione di stabilità e sostengono l’attrattività del Paese sui mercati finanziari globali.
Investimenti esteri e commercio
Gli afflussi di investimenti diretti esteri continuano a crescere, in linea con l’obiettivo di portarli a circa il 5-6% del PIL entro il 2030. Parallelamente, l’Arabia Saudita sta ampliando la propria rete commerciale e il ruolo nelle catene globali del valore, anche attraverso zone economiche speciali e accordi strategici su settori come i minerali critici e le tecnologie avanzate.
Dalla visione all’impatto
Con l’ingresso nella “terza fase” di Vision 2030, il Regno punta meno su nuove riforme e più sull’impatto concreto di quelle già introdotte. La sfida ora è trasformare l’ambizione in valore economico duraturo: crescita inclusiva, occupazione qualificata, competitività internazionale e resilienza agli shock globali. Se questo passaggio avrà successo, Vision 2030 potrà consolidarsi non solo come un piano di riforma, ma come un nuovo modello di sviluppo per l’economia saudita oltre il petrolio.



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