Il futuro della Casa Editrice Ulrico Hoepli: offerte di acquisizione e scenario dopo la crisi
La Casa Editrice Libraria Ulrico Hoepli S.p.A., fondata nel 1872 a Milano, rappresenta una delle realtà più significative nell’editoria italiana, con una tradizione che abbraccia oltre un secolo e mezzo di storia. Tuttavia, l’azienda si trova oggi ad affrontare una delle fasi più delicate della sua esistenza, minacciata da difficoltà economiche e da un contesto di governance interno che ne compromette la capacità di rilanciarsi. Nonostante il valore storico e culturale del suo catalogo e della sua libreria storica, Hoepli rischia di non riuscire a superare questa crisi, con il concreto rischio di liquidazione nei prossimi mesi.

Le cause della crisi
Le difficoltà finanziarie della casa editrice sono principalmente riconducibili a una gestione del capitale e delle risorse non adeguatamente strutturata per far fronte alle sfide del mercato editoriale contemporaneo, che è segnato dalla crescente digitalizzazione e dalla contrazione della domanda di testi tradizionali. La governance interna rappresenta inoltre un nodo cruciale della crisi: la famiglia Hoepli, proprietaria del pacchetto azionario, è divisa in due rami conflittuali che hanno paralizzato le scelte strategiche necessarie per sostenere l’attività. Questo disallineamento decisionale ha impedito di avviare operazioni di rilancio, e ha ostacolato la possibilità di valutare eventuali acquisizioni da parte di gruppi editoriali più grandi.
Le offerte di acquisizione e le difficoltà nelle trattative
Nel corso del 2025, alcune delle più importanti case editrici italiane, come Mondadori e Feltrinelli, hanno avviato interlocuzioni concrete per l’acquisizione di Hoepli. Mondadori, in particolare, ha mostrato interesse nell’acquisire le divisioni editoriali di Hoepli più orientate alla manualistica tecnica e scientifica, oltre a considerare la possibilità di rilevare la storica libreria milanese, un asset di grande valore culturale e commerciale. Tuttavia, nonostante il potenziale di tale operazione, le trattative sono state ostacolate da una mancanza di chiarezza sulla governance e dalla difficoltà di raggiungere un accordo stabile tra i soci. La stessa Feltrinelli ha manifestato interesse, ma ha deciso di interrompere i colloqui in seguito alla difficoltà di definire un piano strategico condiviso.
Gli asset di valore di Hoepli
Nonostante la situazione critica, gli asset editoriali di Hoepli restano rilevanti. In particolare, la casa editrice conserva un’importante posizione nel settore manualistico e tecnico-scientifico, ambiti in cui ha costruito negli anni una solida reputazione. La libreria di via Hoepli è un altro punto di forza, rappresentando un luogo storico di riferimento per i lettori e una risorsa culturale inestimabile nel panorama milanese. Tuttavia, la gestione inefficace di questi asset e l’incertezza sulla continuità della casa editrice hanno limitato il potenziale di valorizzazione di tali risorse.
Le problematiche del mercato editoriale italiano
La crisi di Hoepli si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà del settore editoriale italiano, che sta affrontando sfide legate alla digitalizzazione, alla concentrazione del mercato e alla crescente concorrenza dei contenuti digitali.
Le grandi realtà editoriali, come Mondadori, hanno saputo adattarsi meglio a queste sfide, anche attraverso acquisizioni e fusioni che hanno permesso loro di ottenere economie di scala e di diversificare i loro modelli di business. Questo contesto competitivo ha reso ancor più difficile per una realtà indipendente come Hoepli mantenere una posizione di mercato stabile senza alleanze strategiche forti e senza investimenti significativi in innovazione e distribuzione.
Il futuro di Hoepli appare incerto. La divisione interna della famiglia e l’assenza di una visione strategica condivisa hanno messo a rischio il destino di uno dei marchi più storici e significativi dell’editoria italiana. Le proposte di acquisizione da parte di importanti gruppi editoriali italiani, sebbene abbiano mostrato l’interesse per i suoi asset più rilevanti, sono fallite a causa di una governance instabile e di un’assenza di strategie di rilancio concrete.
Il rischio di dispersione di questo patrimonio culturale e editoriale è concreto, con il pericolo che la casa editrice possa affrontare una liquidazione o una frammentazione delle sue attività nei prossimi mesi.
Un elemento ricorrente nelle voci di addetti ai lavori è la perdita culturale potenziale associata alla possibile liquidazione o frammentazione della casa editrice. Il catalogo di Hoepli ai suoi massimi periodi contava migliaia di titoli fondamentali nel panorama culturale italiano, e anche se la società negli anni ha rimodellato il proprio profilo verso manualistica e testi professionali, il rischio è che gran parte di questo patrimonio si disperda, spezzando anche le connessioni storiche che la casa ha costruito con generazioni di lettori e studenti.




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