Incentivo assunzioni donne spiegato in dettaglio: tutti i requisiti vantaggi e modalità di ottenimento
Assunzioni donne svantaggiate, come cambia il bonus fino al 31 dicembre 2026
Il nuovo Decreto Milleproroghe 2026, convertito definitivamente dal Senato, estende e ridisegna il bonus per chi assume donne svantaggiate. L’agevolazione riguarda tutti i datori di lavoro privati che effettuano assunzioni a tempo indeterminato in Italia tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2026.
Prevede uno sgravio totale dei contributi previdenziali a carico del datore, fino a 650 euro al mese per 24 mesi, a condizione che l’assunzione incrementi realmente l’occupazione aziendale.
L’obiettivo del Governo è ridurre il divario occupazionale di genere, sostenendo soprattutto le lavoratrici senza impiego di lunga durata e quelle impiegate in settori dove la presenza femminile è nettamente inferiore a quella maschile.
In sintesi:
- Sgravio contributivo totale fino a 650 euro mensili per 24 mesi sulle assunzioni stabili.
- Agevolazione valida per assunzioni dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2026.
- Destinata a donne senza impiego da 6 o 24 mesi, secondo specifici requisiti.
- Assunzioni agevolate solo se aumentano l’occupazione netta aziendale, esclusa la mera sostituzione.
Requisiti per le lavoratrici e imprese che vogliono il nuovo esonero
Il bonus spetta ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato donne di qualsiasi età in possesso di precisi requisiti occupazionali.
Hanno diritto allo sgravio le donne prive di impiego da almeno 6 mesi e residenti nelle Regioni della Zes Unica per il Sud, oppure le donne senza lavoro da almeno 24 mesi, indipendentemente dalla residenza.
Con la conversione del Decreto Coesione, l’agevolazione è estesa anche alle donne disoccupate da almeno 6 mesi, ovunque residenti, impiegate in settori dove la differenza tra occupazione maschile e femminile supera il 25%: principalmente industria, servizi e agricoltura.
Restano escluse le lavoratrici del lavoro domestico e i rapporti di apprendistato. Lo sgravio opera solo dove si registra un reale incremento della forza lavoro netta: è quindi esclusa l’assunzione che sostituisce un dipendente dimesso, licenziato o pensionato. Per i contratti part time, il tetto dei 650 euro va riproporzionato all’orario di lavoro concordato rispetto al tempo pieno.
Impatto atteso e prossimi passaggi per imprese e lavoratrici
L’estensione al 2026 offre alle imprese una finestra triennale stabile per pianificare assunzioni femminili strutturali, soprattutto nel Mezzogiorno e nei settori a più alto squilibrio di genere.
Il bonus, cumulabile solo nei limiti del quadro sugli aiuti di Stato, potrà incidere in modo significativo sul costo del lavoro, rendendo più competitivo il contratto a tempo indeterminato rispetto alle forme flessibili.
Nei prossimi mesi saranno centrali le istruzioni operative di INPS e INL su calcoli, controlli e rispetto del requisito di incremento occupazionale, elemento decisivo per evitare contenziosi e recuperi contributivi.
FAQ
Chi può accedere agli sgravi per l’assunzione di donne svantaggiate?
Possono accedere tutti i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne con i requisiti di disoccupazione e residenza previsti dalla normativa vigente.
Quanto vale concretamente il bonus assunzioni donne svantaggiate al mese?
Il bonus vale fino a 650 euro al mese per ciascuna lavoratrice assunta, per un massimo di 24 mesi, ridotto proporzionalmente in caso di rapporto part time.
Come si calcola l’incremento occupazionale richiesto per il bonus?
L’incremento si calcola confrontando, per ogni mese, il numero dei lavoratori occupati con la media degli occupati nei dodici mesi precedenti, escludendo sostituzioni.
Il bonus assunzioni donne è cumulabile con altri incentivi sul lavoro?
È tendenzialmente cumulabile solo entro i limiti degli aiuti di Stato e dei massimali previsti, seguendo le istruzioni che saranno definite da INPS e ministeri competenti.
Da quali fonti sono state ricavate e rielaborate queste informazioni?
Le informazioni sono state elaborate congiuntamente da fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.




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