Nuove frontiere per l’integrità dei crediti di carbonio nei progetti di biochar
Crediti di carbonio nei progetti di biochar. Le regole Ue per garantire trasparenza, qualità e sostenibilità nella valutazione

Nel clima attuale, dove sostenibilità e riduzione delle emissioni non sono più opzioni ma urgenze, la domanda di crediti di carbonio ha toccato livelli di rilievo. In questo contesto, valutare con rigore l’integrità dei crediti, specialmente derivanti da progetti di biochar, diventa essenziale.
Il biochar è un materiale solido ricco di carbonio ottenuto riscaldando biomassa (residui vegetali, legno, scarti agricoli, letame, ecc.) in assenza o con pochissimo ossigeno, attraverso un processo chiamato pirolisi. La particolarità del biochar è che, oltre a ridurre le emissioni, parte della CO₂ che la pianta ha assorbito durante la crescita viene “intrappolata” in forma stabile nel biochar. Se il biochar viene poi incorporato nel suolo, il carbonio può rimanere sequestrato per centinaia o migliaia di anni. Inoltre, migliora il suolo perché aumenta la ritenzione idrica, la disponibilità di nutrienti e l’attività microbica, migliorando la fertilità.

La CRCF Regulation
Da dicembre 2024, l’Unione europea ha istituito il Carbon Removals and Carbon Farming (CRCF) Regulation – Regolamento (EU) 2024/3012, primo quadro normativo volontario paneuropeo per emettere crediti di carbonio certificati da rimozione di CO₂, agricoltura carbonica e stoccaggio in prodotti. Il biochar è formalmente riconosciuto come tecnologia di rimozione permanente del carbonio, a condizione che il suo utilizzo rispetti i criteri CRCF. Il CRCF definisce quattro principi di qualità obbligatori: quantificazione accurata, addizionalità (ossia un vantaggio reale rispetto allo scenario di base), permanenza del sequestro, sostenibilità ambientale e sociale.
Nel 2025, la Commissione europea ha presentato metodologie riviste per il CRCF, ma analisi critiche (come quella dell’Oeko‑Institut) avvertono che i criteri proposti restano tra i meno robusti rispetto alle migliori pratiche globali. Pur riconoscendo il biochar fra le tecnologie CDR (Carbon Dioxide Removal), la sua ammissibilità dipende dall’uso: non tutti gli impieghi di biochar accederanno alla certificazione CRCF.
Procedura di valutazione e trasparenza
L’iter formale prevede che i progetti definiti secondo criteri scientifici rigorosi vengano monitorati con tecnologie come il remote sensing e l’analisi dei dati. Successivamente, una verifica indipendente analizza misurazione, metodologie e sostenibilità. Solo i progetti che rispettano gli standard ricevono un’approvazione ufficiale, fondamentale per attirare investimenti e assicurare fiducia nel mercato.
Normative complementari: sicurezza e lotta al greenwashing
A partire dal 2026, l’UE vieta l’uso di terminologie come “climate neutral” o “eco” se basate su compensazioni non certificate, per contrastare pratiche fuorvianti. Inoltre, la Commissione prevede di integrare parte delle rimozioni permanenti (come il biochar) nei sistemi ETS: a partire dal 2026 sarà valutata l’inclusione nel EU Emissions Trading System.
Il quadro più ampio dell’ambizione europea
L’UE ha proposto un obiettivo vincolante di ridurre le emissioni del 90 % entro il 2040 rispetto al 1990. In questo contesto, da 2036, l’uso di crediti di carbonio internazionali sarà limitato fino al 3 % del target totale. Tuttavia, lo Scientific Advisory Board e diversi osservatori temono che l’affidamento su crediti internazionali possa minare l’integrità ambientale dell’obiettivo.
Impatto per i progetti di biochar
Da un lato, il riconoscimento normativo del biochar apre la strada a investimenti significativi, soprattutto se si dimostra la sua efficacia nel sequestrare il carbonio per centinaia di anni e nel migliorare la fertilità del suolo. In particolare, sotto i regolamenti LULUCF (Land Use, Land‑Use Change and Forestry) e ESR (Effort Sharing Regulation), il biochar può rappresentare un contributo concreto alle emissioni negative.
Dall’altro, gruppi ambientalisti e ONG avvertono che i criteri (ancora in bozza) del CRCF non garantiscono sufficiente rigore, minando la credibilità dell’intero sistema.
I nuovi strumenti normativi europei, dalla CRCF alla futura integrazione negli ETS, ai limiti all’uso dei crediti internazionali, segnano un passo decisivo verso la trasparenza e la qualità nel mercato dei crediti di carbonio. Il biochar, se certificabile e verificato, può giocare un ruolo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico. Tuttavia, affinché sia veramente efficace, è necessaria una rigorosa applicazione delle regole, verifiche costanti e un dialogo aperto tra istituzioni, scienziati e società civile.



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