Pannelli solari sopra gli allevamenti di vongole: da Taiwan un modello integrato per clima, energia e cibo

Redazione -

In un contesto di crescente pressione climatica sulle risorse idriche e alimentari, una ricerca condotta a Taiwan apre nuove prospettive sull’integrazione tra acquacoltura ed energia rinnovabile. Lo studio dimostra come l’installazione di pannelli solari sopra gli stagni per l’allevamento di vongole possa generare benefici simultanei su più fronti: riduzione dello stress termico, minore consumo di acqua, produzione di elettricità pulita e uso più efficiente del suolo.

Il lavoro, basato su dati reali raccolti direttamente in aziende acquicole operative, si inserisce nel filone crescente delle cosiddette soluzioni “water–energy–food–climate–land nexus”, approcci sistemici che mirano a rispondere in modo integrato alle sfide ambientali, produttive e climatiche.

Ombra controllata contro il caldo estremo

Uno degli elementi centrali emersi dalla ricerca riguarda il ruolo dell’ombreggiamento. In un’area come Taiwan, sempre più esposta a ondate di calore e siccità, l’aumento delle temperature dell’acqua rappresenta un fattore critico per l’acquacoltura. I ricercatori hanno osservato che una copertura solare parziale, non totale, consente di abbassare la temperatura degli stagni, mantenendola entro soglie più favorevoli alla crescita delle vongole.

La riduzione della temperatura ha effetti diretti anche sull’evaporazione: meno calore significa minore perdita d’acqua e, di conseguenza, una diminuzione della domanda idrica complessiva. Un aspetto tutt’altro che marginale in uno scenario di crescente scarsità d’acqua dolce, soprattutto nelle aree costiere ad alta intensità produttiva.

Energia rinnovabile senza sottrarre suolo produttivo

Accanto ai benefici ambientali e produttivi, il sistema consente di generare elettricità da fonte solare senza competere con l’uso agricolo o naturale del suolo. L’installazione dei pannelli sopra infrastrutture già esistenti evita il consumo di nuovi terreni, uno dei principali punti critici associati all’espansione delle rinnovabili.

Secondo l’International Energy Agency (IEA), l’integrazione tra fotovoltaico e attività agricole o acquicole — nota come agrivoltaico — rappresenta una delle direttrici più promettenti per accelerare la transizione energetica senza compromettere la sicurezza alimentare

Benefici economici e resilienza per gli allevatori

Dal punto di vista economico, la produzione di energia elettrica introduce una fonte di reddito aggiuntiva per gli allevatori, contribuendo a diversificare i flussi finanziari in un settore sempre più vulnerabile agli shock climatici. In un contesto di volatilità dei prezzi e di aumento dei costi operativi, la possibilità di combinare produzione alimentare ed energetica rafforza la resilienza delle imprese locali.

La FAO sottolinea nel suo documento The State of World Fisheries and Aquaculture 2024 come l’innovazione tecnologica nell’acquacoltura sia essenziale per garantire la sostenibilità del settore nel lungo periodo, soprattutto nei Paesi asiatici, dove si concentra oltre il 90% della produzione mondiale

Un modello replicabile oltre Taiwan

Sebbene lo studio sia stato condotto in un contesto geografico specifico, i risultati suggeriscono un potenziale di replicabilità anche in altre aree costiere soggette a stress climatico, dal Sud-Est asiatico al bacino del Mediterraneo. La chiave risiede nella progettazione: l’equilibrio tra ombra e luce, tra produzione energetica e benessere biologico, richiede soluzioni calibrate e basate su dati empirici.

In un momento storico in cui le politiche climatiche europee e globali spingono verso modelli produttivi più integrati e circolari, l’esperienza taiwanese offre un esempio concreto di come l’innovazione possa nascere dall’ibridazione tra settori tradizionalmente separati. Non una semplice sovrapposizione di funzioni, ma una vera sinergia tra acqua, energia e cibo, capace di rispondere alle sfide del clima senza sacrificare la produttività.

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