Pensione anticipata lavori gravosi, perché i 67 anni restano obbligatori
Pensione di vecchiaia 2027: chi rischia davvero l’aumento dei requisiti
Dal 2027 i requisiti per la pensione di vecchiaia in Italia inizieranno a salire, in applicazione dell’adeguamento alla speranza di vita. L’INPS ha già chiarito che l’età pensionabile passerà progressivamente oltre gli attuali 67 anni, con un primo scatto nel 2027 e un secondo nel 2028.
Il blocco degli aumenti continuerà solo, e in modo limitato, per chi svolge lavori gravosi o usuranti, protetti da una specifica salvaguardia normativa.
Questa tutela, però, sarà meno generosa rispetto al passato e non consentirà più gli sconti fino a 5 mesi di cui attualmente beneficiano alcune categorie, con un peggioramento sensibile delle condizioni di uscita per molti lavoratori.
In sintesi:
- Dal 2027 l’età per la vecchiaia inizierà a salire oltre i 67 anni.
- I 20 anni minimi di contributi restano invariati anche dopo il 2027.
- Per lavori gravosi e usuranti termina lo “sconto” di 5 mesi.
- Nuova salvaguardia: dal 2027 lo sconto effettivo sarà di un solo mese.
Come cambiano età e requisiti contributivi tra 2027 e 2028
L’INPS ha confermato che dal 1° gennaio 2027 l’età per la pensione di vecchiaia salirà di un mese, per poi aumentare di ulteriori due mesi dal 1° gennaio 2028.
In pratica, chi oggi accede alla pensione con 67 anni dovrà attendere 67 anni e un mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028.
Rispetto al 2019 – quando il salto fu secco da 66 anni e 7 mesi a 67 anni, con un incremento di 5 mesi – l’aumento appare più graduale, ma segna comunque un nuovo irrigidimento dei requisiti anagrafici.
La soglia contributiva minima per la vecchiaia ordinaria rimane ferma a 20 anni di contributi, che non subiranno modifiche nei prossimi adeguamenti alla speranza di vita.
La vera frattura riguarda però i lavoratori impegnati in attività gravose o usuranti, oggi esclusi dall’adeguamento 2019-2020 grazie al decreto legislativo 67/2011 e alle istruzioni applicative contenute nella circolare INPS 28 dicembre 2018, n. 126.
Per questa platea la finestra di maggior favore sta per chiudersi, con un effetto concreto: dal 2027 l’età effettiva di uscita si avvicinerà a quella degli altri lavoratori, pur restando teoricamente tutelata.
Lavori gravosi: fine dello sconto di 5 mesi e nuove illusioni da evitare
Nella scheda ufficiale INPS dedicata alla pensione di vecchiaia si precisa che, per i lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose e pesanti, non si applicano gli aumenti legati alla speranza di vita per il biennio 2019-2020, purché in possesso di almeno 30 anni di versamenti.
Grazie a questa salvaguardia, chi rientra nelle categorie del decreto legislativo 67/2011 può andare in pensione con “il requisito anagrafico di 66 anni e 7 mesi fino al 31 dicembre 2026”.
Si tratta però di un’agevolazione subordinata a contributi effettivi da lavoro: non sono utili, ai fini dei 30 anni richiesti, i contributi figurativi, volontari o da riscatto.
Il punto cruciale è che lo sconto di 5 mesi cesserà il 31 dicembre 2026.
Dal 1° gennaio 2027, anche per i lavoratori gravosi e usuranti, l’età tornerà a essere pari a 67 anni, con l’unico beneficio del nuovo “paracadute” che limita l’incremento a un solo mese rispetto ai 67 anni ordinari.
È quindi errato sommare la vecchia salvaguardia del 2019 con la nuova tutela prevista dalla legge di Bilancio: non si ottengono vantaggi complessivi di 6 o 8 mesi, ma solo un lieve allentamento dell’aumento per il futuro.
Verso il 2027: più distanza tra regole e vita reale dei lavoratori
La combinazione tra fine dello sconto di 5 mesi e nuovi micro-aumenti dell’età anagrafica produrrà, per chi svolge lavori gravosi o usuranti, un peggioramento più brusco di quanto appaia dalle sole tabelle INPS.
Anche se la riforma non “supera” la legge Fornero, ne consolida la logica: l’età di uscita si alza progressivamente, mentre le eccezioni diventano più selettive e complesse da applicare.
In assenza di un intervento strutturale, dal 2027 molti lavoratori ad alta usura fisica scopriranno di dover restare al lavoro più a lungo, con margini di pianificazione previdenziale sempre più ridotti e una distanza crescente tra aspettativa di vita statistica e reale capacità di proseguire l’attività.
FAQ
Da che età si va in pensione di vecchiaia nel 2027?
Nel 2027 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni e un mese, mantenendo invariato il requisito minimo di 20 anni di contributi obbligatori.
Quale sarà l’età per la pensione di vecchiaia nel 2028?
Nel 2028 l’età di accesso alla pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 3 mesi, sempre con almeno 20 anni di contributi maturati.
Quanti contributi servono per i lavori gravosi e usuranti?
Per beneficiare dello sconto attuale servono almeno 30 anni di contributi effettivi da lavoro, escludendo contributi figurativi, volontari o da riscatto previdenziale.
I lavoratori gravosi manterranno lo sconto di 5 mesi dopo il 2026?
No, dal 1° gennaio 2027 lo sconto di 5 mesi cesserà e l’età tornerà a 67 anni, con sola nuova salvaguardia di un mese.
Quali sono le fonti dei dati sulle pensioni riportati nell’articolo?
I dati derivano da una elaborazione congiunta delle informazioni ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.




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