PwC certifica un mercato immobiliare 2025 da record. 12,6 miliardi investiti e +28% in un anno
Il report PwC Global & Italian M&A Trends certifica il miglior risultato degli ultimi sei anni, trainato da un quarto trimestre da 4,5 miliardi
Il 2025 si chiude con un segnale netto di ripresa per il real estate italiano. Secondo il PwC Global & Italian M&A Trends, i volumi di investimento hanno superato i 12,6 miliardi di euro, segnando il valore più alto degli ultimi sei anni e una crescita del 28% rispetto al 2024. A fare la differenza è stato un quarto trimestre particolarmente dinamico, con 4,5 miliardi di euro concentrati negli ultimi tre mesi dell’anno.

Il dato si inserisce in un contesto che, fino a pochi trimestri fa, era stato frenato dall’aumento dei tassi di interesse e dall’incertezza macroeconomica. La normalizzazione delle condizioni finanziarie e una maggiore stabilità nelle aspettative sui tassi hanno riportato fiducia tra investitori istituzionali e fondi internazionali.
Cosa ha trainato la crescita
La ripresa non è stata uniforme ma selettiva. Gli operatori hanno privilegiato asset “core” e “core plus”, con una preferenza marcata per:
- logistica e infrastrutture connesse all’e-commerce;
- uffici prime nelle principali città (Milano in primis);
- hospitality di fascia alta;
- living e residenziale in locazione.
Milano continua a rappresentare il baricentro degli investimenti, ma si registra un rinnovato interesse anche per Roma e per alcune piazze secondarie con fondamentali solidi.
Il quarto trimestre da 4,5 miliardi suggerisce un’accelerazione nelle chiusure di operazioni rimaste in stand-by nei mesi precedenti, complice una maggiore chiarezza sulle condizioni di finanziamento e una rivalutazione delle opportunità a sconto create nel biennio precedente.
Ritorno degli investitori internazionali
Uno degli elementi più rilevanti del 2025 è il rientro deciso degli investitori esteri. Dopo una fase attendista, fondi europei e nordamericani hanno ripreso a guardare all’Italia come mercato con rendimenti interessanti rispetto ad altre economie mature.
La compressione dei valori registrata tra il 2022 e il 2024 ha generato finestre di ingresso favorevoli. In particolare, il segmento logistico e quello alberghiero hanno attratto capitali grazie a fondamentali robusti e prospettive di crescita legate ai flussi turistici e alla riorganizzazione delle catene di fornitura.
Effetto tassi e costo del capitale
La dinamica dei tassi di interesse resta la variabile chiave. Il rallentamento della stretta monetaria ha migliorato le condizioni di accesso al credito e reso più sostenibili i piani finanziari degli operatori. Tuttavia, il costo del capitale rimane superiore ai livelli pre-2022, elemento che spinge verso operazioni più strutturate e partnership tra investitori.
Il mercato appare quindi più disciplinato rispetto agli anni di espansione pre-pandemica: meno operazioni speculative, maggiore attenzione alla qualità degli asset e alla sostenibilità dei flussi di cassa.
Il ruolo della riqualificazione
Un altro driver rilevante è la crescente centralità della riqualificazione energetica e ambientale. Gli asset che non rispettano standard ESG elevati faticano ad attrarre capitali, mentre quelli certificati o rigenerati registrano maggiore liquidità.
In questo senso, il 2025 consolida una tendenza già emersa negli anni precedenti: l’investimento immobiliare non è più solo questione di location, ma di efficienza, sostenibilità e resilienza dell’immobile nel lungo periodo.
Un ciclo nuovo o rimbalzo tecnico?
Il +28% rispetto al 2024 è un dato significativo, ma va letto anche alla luce di una base di confronto relativamente debole. Il mercato aveva infatti subito una fase di rallentamento legata all’aumento dei tassi e all’incertezza geopolitica.
La domanda ora è se il 2025 rappresenti l’inizio di un nuovo ciclo espansivo o piuttosto un rimbalzo tecnico favorito da condizioni temporaneamente più favorevoli. Molto dipenderà da:
- andamento dell’inflazione e delle politiche monetarie;
- stabilità geopolitica;
- capacità del sistema italiano di attrarre capitali esteri in modo continuativo.
Prospettive per il 2026
Le previsioni degli operatori restano moderatamente ottimistiche. Se il contesto macro resterà stabile e i tassi continueranno a normalizzarsi, il 2026 potrebbe consolidare i volumi raggiunti nel 2025, con una progressiva rotazione verso segmenti alternativi come student housing, data center e senior living.
In sintesi, il mercato immobiliare italiano nel 2025 dimostra una rinnovata capacità di attrazione, ma la solidità della ripresa sarà misurata nei prossimi trimestri. Il dato dei 12,6 miliardi segna un punto di svolta; ora l’obiettivo è trasformare l’accelerazione del quarto trimestre in una traiettoria strutturale e non episodica.




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