Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS) e Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Nuovo documento sulla gestione ospedaliera
Comunicato delle Associazioni
Un gruppo di associazioni e di esperti presentano il documento “Gestione Ospedaliera e ambulatoriale per pazienti affetti da Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS) e Sensibilità Chimica Multipla (MCS)”. Fino ad oggi, i protocolli esistenti riguardavano esclusivamente la Sensibilità Chimica Multipla (MCS), lasciando i pazienti affetti da Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS) in un totale vuoto assistenziale, ma questo testo fornisce una proposta integrale di trattamento.

Il testo sintetizza gli studi scientifici pubblicati a livello internazionale per dare indicazioni su come accogliere in sicurezza questi malati. Richiamando una vasta letteratura medica peer-reviewed su banche dati mondiali come PubMed, il testo descrive queste patologie come gravi sindromi organiche immuno-tossiche e neurotossiche di origine ambientale. L’esposizione a inquinanti chimici quotidiani (es. profumi, pesticidi) o fisici (tecnologie wireless, 5G, campi a bassa frequenza) scatena nei malati reazioni sistemiche acute e debilitanti.
Per garantire il diritto costituzionale alla cura e superare l’attuale vuoto amministrativo, le associazioni propongono protocolli assistenziali integrati che includono misure specifiche tratte dal documento:
- Mezzi di trasporto e ambulanze: predisposizione di schermature o baldacchini in tessuto non conduttivo nei mezzi di soccorso, possibilità di disattivare la geolocalizzazione e il wireless durante il tragitto e motori spenti nelle fasi di salita e discesa per i casi più gravi.
- Emergenze in Pronto Soccorso: identificazione rapida tramite tessera sanitaria, isolamento immediato da altri pazienti o visitatori, assoluto divieto di braccialetti identificativi wireless (RFID) a favore di quelli cartacei.
- Adeguamento degli ambienti ospedalieri: stanze singole con bagno poste a piani terra, lontane da fonti elettriche e ripetitori, e utilizzo di presidi salvavita provvisori come i baldacchini schermanti contro le radiofrequenze.
- Gestione della Sala Operatoria: programmazione degli interventi come primi della giornata per garantire locali privi di composti organici volatili (VOC), decontaminazione pre-operatoria della stanza con acqua e bicarbonato, divieto assoluto di uso del bisturi elettrico su pazienti EHS ed esclusione delle protesi metalliche. Il personale deve operare senza dispositivi wireless attivi (smartwatch o cellulari) e senza profumi o deodoranti.
- Trattamento terapeutico e protocolli di cura: in linea con i principali testi di consenso scientifico e le linee guida internazionali del settore, si suggeriscono interventi mirati a ridurre lo stress ossidativo e l’accumulo tossico, come la somministrazione di ossigeno e antiossidanti, l’utilizzo preferenziale di soluzioni endovenose in flaconi di vetro per limitare il rilascio di ftalati dalle plastiche, e una personalizzazione delle terapie farmacologiche basata sulla tollerabilità metabolica individuale del paziente.
- Mensa e nutrizione protetta: screening nutrizionale obbligatorio, cibo esclusivamente biologico (senza additivi o conservanti), divieto assoluto di stoviglie o contenitori in plastica a favore di vetro trasparente e posate in acciaio, e divieto di cottura in alluminio o rame.
- Ospedalizzazione e cure domiciliari: potenziamento dell’assistenza medica, chirurgica e odontoiatrica a domicilio tramite équipe dedicate per i casi gravi non trasportabili.
Uno strumento di tutela immediata per i pazienti nel rapporto con i medici

In attesa di un formale recepimento istituzionale, il documento nasce come uno strumento pratico di difesa: tutti i malati possono richiedere la copia ufficiale alla propria associazione di riferimento per riceverla privatamente. Il testo potrà così essere consegnato e presentato direttamente al proprio medico di base o alle direzioni delle strutture ospedaliere in caso di necessità o ricovero.
L’obiettivo della coalizione di associazioni e di esperti rimane l’avvio di un’interlocuzione con le Regioni, gli Assessorati alla Sanità e le Commissioni Sanità regionali per puntare a delibere ufficiali che impegnino le ASL. A livello locale, le associazioni chiederanno incontri con i Direttori Sanitari dei singoli presidi ospedalieri. In parallelo, per estendere capillarmente l’informazione scientifica, si valuterà il coinvolgimento degli Ordini Provinciali dei Medici (OMCeO) per sensibilizzare i medici di medicina generale, primo filtro essenziale per la tutela dei malati.
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