Accise sui carburanti, verso la proroga: il taglio è costato 2,07 miliardi

La notizia in sintesi
- Governo Meloni verso la proroga del taglio delle accise
- La misura è costata 2 miliardi e 74,5 milioni
- Gli aiuti selettivi non risultano ancora pronti
- Ipotesi di flessibilità energetica richiesta all’Unione europea
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Accise, il governo valuta una nuova proroga
Il governo Meloni valuta una proroga del taglio delle accise sui carburanti in Italia, dopo la scadenza fissata al 10 settembre dal decreto-legge 153 del 26 agosto 2026. La misura, avviata il 19 marzo, punta a contenere il rincaro alla pompa, mentre la presidente del Consiglio teme che il diesel possa raggiungere 2,4 euro al litro. Il dossier è politicamente sensibile perché gli aiuti selettivi non risultano pronti e perché l’esecutivo considera una lettera all’Unione europea per ottenere flessibilità sulle misure energetiche.
La discussione coinvolge anche le coperture: secondo i Servizi studi di Camera e Senato, i tagli già decisi hanno richiesto oltre due miliardi di euro alle finanze pubbliche.

Costi, coperture e confronto politico
Il costo certificato dall’analisi parlamentare riguarda il periodo dal 19 marzo al 10 settembre e ammonta a 2 miliardi e 74,5 milioni di euro. Di questi, 689,2 milioni derivano dal meccanismo dell’accisa mobile; gli altri oneri sono stati coperti con tagli ai ministeri e anticipi sulle imposte delle società energetiche. Il decreto-legge 153, datato 26 agosto 2026, costituisce il riferimento normativo dell’intervento esaminato dai Servizi studi di Camera e Senato.
La possibile estensione si inserisce in un quadro nel quale il governo deve conciliare la tutela dei prezzi alla pompa con la sostenibilità delle coperture. La scelta di non ricorrere ancora ad aiuti selettivi, indicati come non pronti, rafforza il peso della misura generale sulle accise. Sul piano politico, il confronto tra Forza Italia e Lega sugli extraprofitti segnala che il finanziamento degli interventi resta uno dei nodi.
La lettera ipotizzata alla Unione europea punta invece a ottenere margini di flessibilità per l’energia. Il dato mostra che l’effetto sul bilancio non è marginale e rende centrale la scelta delle risorse nel medio periodo.
Le prossime decisioni sulle risorse
Una proroga sposterebbe l’attenzione dal solo prezzo del diesel alla definizione di coperture durature. I dati parlamentari indicano che l’accisa mobile ha inciso per 689,2 milioni, mentre il restante costo è stato sostenuto da altre misure di bilancio. Il possibile confronto con l’Unione europea sul margine energetico può affiancare il provvedimento nazionale, ma non sostituisce le decisioni sulle risorse né il confronto politico sugli extraprofitti.
L’evoluzione del decreto dipenderà quindi dalla capacità di mantenere insieme sollievo ai consumatori e conti pubblici.
FAQ
Quando si applica il taglio delle accise?
Il taglio deciso dal governo copre il periodo dal 19 marzo al 10 settembre 2026, secondo l’analisi parlamentare.
Quanto è costato il taglio delle accise?
I Servizi studi di Camera e Senato stimano 2 miliardi e 74,5 milioni di euro per l’intero periodo considerato.
Come sono state finanziate le riduzioni?
L’accisa mobile ha finanziato 689,2 milioni; la quota restante proviene da tagli ai ministeri e anticipi fiscali delle società energetiche.
Perché il governo guarda all’Unione europea?
La lettera mira a chiedere flessibilità sulle misure energetiche, in un contesto segnato dall’assenza di aiuti selettivi pronti.
Quali fonti hanno sostenuto la verifica?
Le informazioni sono state rielaborate dalla Redazione con intervento e supervisione umana, attraverso un’analisi accurata di fonti ufficiali e stampa qualificata, incluse ANSA.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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