Anche i mercati vanno in vacanza: un’analisi su volumi e volatilità

Davide Petrella, Portfolio Manager di Moneyfarm -

Con l’arrivo di agosto, le ferie di molti operatori finanziari e gli orari di lavoro ridotti dovrebbero tradursi in minori volumi di scambi: per questo mese ci si attendono quindi mercati meno volatili, destinati poi a risvegliarsi durante il mese di settembre.

Moneyfarm ha analizzato la distribuzione dal 2003 al 2022 dei volumi giornalieri e delle performance settimanali relative all’indice azionario FTSE MIB nel periodo estivo (giugno, luglio e agosto), confrontandola con quella del resto dell’anno (dati Bloomberg): durante l’estate il volume medio in quote di azioni scambiate ogni giorno è risultato di circa 597 milioni contro i 671 milioni del resto dell’anno. La volatilità media (annualizzata) è del 21,6% durante i mesi estivi, contro il 23,1% del resto dell’anno e anche la performance differisce in modo lieve. Il grafico sotto mostra la distribuzione dei volumi scambiati su base giornaliera nel FTSE MIB nei mesi estivi (in blu) e negli altri mesi (in giallo) ed evidenzia, per i primi, una media di distribuzione leggermente più bassa.

La differenza tra la media dei volumi scambiati è statisticamente significativa, guardando alle distribuzioni dei due diversi regimi, e indica una tendenza nell’andamento dei mercati nei mesi estivi; tuttavia, questo storico di dati ha un impatto pressoché nullo sulle nostre scelte di investimento, in quanto:

  • il fatto che nei mesi estivi storicamente si evidenzi un calo delle attività e della volatilità sui mercati non significa che anche quest’anno assisteremo a volatilità e volumi di scambi ridotti: la performance di mercato, infatti, è una variabile indipendente e segue il flusso degli eventi, non le performance dei mesi passati;
  • è fisiologico che in agosto l’attività di aziende e uffici si riduca, le agende dei politici si alleggeriscano e le operazioni più importanti siano rimandate all’autunno, ma la riduzione dei volumi di scambi sui mercati non è necessariamente legata alla riduzione della volatilità da un rapporto di causalità;
  • anche se il calendario economico estivo è meno fitto, non si può escludere a priori che si verifichino eventi in grado di influenzare il mercato in un senso o nell’altro.

In conclusione, cercare di prevedere l’andamento del mercato nel breve termine basandosi solo sulle serie storiche di dati, è un esercizio fine a sé stesso, anche se gli operatori sono sempre pronti a scovare nuove tendenze e ricorrenze stagionali nell’andamento dei mercati.

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