Analisi “Bravo” sul sovraindebitamento dei privati in Italia
| Analisi Bravo – Sovraindebitamento e stato civile: il 51,7% dei casi riguarda persone sposate. Tra separati e vedovi incidenza femminile più alta |
| —- a cura di Renato Gandini – ActionNews — |
| Il sovraindebitamento in Italia è un fenomeno che racconta molto non solo delle difficoltà economiche individuali, ma anche di come incidono la struttura familiare e i cambiamenti nei percorsi di vita nella gestione del patrimonio personale. È quanto emerge dall’ultima analisi realizzata dall’Osservatorio Finsight di Bravo, fintech internazionale specializzata nella gestione, ristrutturazione e prevenzione del sovraindebitamento, dedicata al rapporto tra esposizione debitoria, stato civile e differenze di genere. L’analisi ha preso in esame un campione di quasi 20.000 persone con un debito medio di quasi 30.000 euro. Dallo studio di questa ricerca emerge una fotografia dettagliata delle dinamiche che legano il sovraindebitamento alle scelte e agli eventi della vita di ogni individuo. Il primo dato che emerge è la prevalenza maschile, infatti il 70,8% dei soggetti indebitati è uomo mentre le donne rappresentano il 29,2%. Tuttavia, osservando la distribuzione per stato civile, il quadro si fa più articolato. L’incidenza dello stato civile nel sovraindebitamento Le persone sposate costituiscono la quota più significativa, pari al 51,7% del totale. È un dato che può essere letto anche alla luce della maggiore presenza, tra nuclei familiari strutturati, di impegni economici di medio-lungo periodo. Tali impegni, per loro natura, richiedono una gestione continuativa nel tempo e possono risultare più complessi in presenza di variazioni nelle condizioni reddituali.I celibi e le nubili rappresentano il 37,4% dei casi analizzati, una percentuale rilevante ma inferiore rispetto a quella dei coniugati. In questa categoria la distribuzione tra uomini e donne appare più equilibrata, un dato che suggerisce che l’assenza di un nucleo familiare strutturato può tradursi, in media, in un livello di esposizione finanziaria meno elevato. Uno degli aspetti più significativi riguarda divorziati e separati, che complessivamente rappresentano il 7,4% del campione. In queste situazioni, in controtendenza rispetto agli altri dati che vedono una maggiore incidenza tra gli uomini, emerge una maggiore incidenza percentuale femminile. Tra le donne analizzate, infatti, il 6,2% è divorziato e il 4,1% separato, contro rispettivamente il 3,5% e il 2,7% degli uomini. La fine di un’unione può comportare un riequilibrio economico complesso che, in alcuni casi, incide in modo diverso tra uomini e donne.Il divario si accentua ulteriormente tra i vedovi, che rappresentano il 2% del totale: le donne incidono per il 4,4% sul totale femminile, mentre gli uomini si fermano all’1,1%. ”Il sovraindebitamento è un fenomeno che tende a emergere con maggiore evidenza in corrispondenza di passaggi rilevanti nella vita personale e familiare” – commenta Federico Poo Esteban, Country Manager Commerciale di Bravo in Italia. “Il dato relativo alle persone coniugate evidenzia la presenza del fenomeno anche in nuclei familiari con impegni finanziari strutturati nel tempo. Allo stesso modo, l’incidenza osservata tra persone divorziate, separate o vedove segnala come alcune transizioni possano comportare una ridefinizione degli equilibri economici individuali. Questi elementi confermano l’importanza di strumenti di analisi e gestione attenti alle diverse configurazioni familiari e all’evoluzione degli impegni finanziari nel tempo. L’analisi di Bravo – realtà che in Italia ha già aiutato oltre 20.000 tra individui e famiglie, gestendo un portafoglio superiore a 148 milioni di euro, con oltre 10.000 negoziazioni concluse e quasi 105 milioni di euro di debiti estinti sul mercato nazionale – conferma dunque che comprendere le dinamiche familiari e di genere è fondamentale per sviluppare soluzioni sostenibili, calibrate sulle reali capacità economiche delle persone, e per prevenire situazioni di sovraindebitamento prima che diventino strutturali. |


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