Categorie di imprese: i tratti distintivi di freelancer, imprese individuali e PMI

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Decidere di avviare un’attività autonoma è una scelta importante; scegliere la giusta forma giuridica è fondamentale. A seconda di come vogliamo impostare il nostro business, ci sono conseguenze in termini di fiscalità, flessibilità e opportunità di crescita. Le forme più comuni adottate per le società che non siano di grandi dimensioni sono tre: il libero professionista (o freelancer), l’impresa individuale e la piccola-media impresa (PMI).


Queste categorie hanno in comune alcuni aspetti, in particolar modo la flessibilità nella gestione dei costi, nell’organizzazione del lavoro e nella mobilità. Ci sono però anche differenze importanti che è bene tenere presenti prima di selezionare la scelta più adatta a noi. Andiamo ad approfondire quindi gli aspetti cruciali di ciascuna categoria.

I freelancer

Il freelance è una figura professionale che si è diffusa soprattutto negli ultimi anni, grazie ad internet. La sua definizione è quella di un libro professionista con un margine di libertà maggiore: di regola il lavoro è basato su progetti singoli che vengono commissionati dai clienti spesso senza un contratto di collaborazione continuativa ma tramite piattaforme come Upwork, Fiver o LinkedIn. 


A distinguere l’attività di freelance è l’ampia libertà di organizzazione del lavoro, con cui è possibile anche organizzare autonomamente le spese. Recarsi presso le sedi del cliente, partecipare a convegni e a corsi di aggiornamento sono attività che possono essere gestite anche attraverso strumenti finalizzati al risparmio, come le carte carburante di www.edenreduta.it e tabelle di marcia che ottimizzano costi e tempi.


Spesso definiti anche nomadi digitali, i freelancer affrontano sfide impegnative tra cui:

  • L’instabilità dei guadagni, dato che il freelancing si basa su commissioni singole più o meno costanti nel tempo ma senza alcuna garanzia di continuità;
  • Tutela legale del minore rispetto a forme giuridiche diverse. In caso di mancato pagamento di un cliente all’estero, il freelance deve rivolgersi a società di recupero crediti;
  • La concorrenza degli altri freelancer può ostacolare il contatto con nuovi clienti.
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L’impresa individuale

L’impresa individuale è l’alternativa alla libera professione quando a gestire l’attività è una sola persona. La scelta di aprire un’impresa individuale dipende da una serie di fattori sia organizzativi che di business in senso stretto.


La forma giuridica è sicuramente più strutturata rispetto alla libera professione o al freelancing, anche se rimangono alcuni aspetti comuni tra cui l’autonomia organizzativa e la maggiore facilità di gestione sia dal punto di vista fiscale che amministrativo. 


Nel management di un’impresa individuale, le spese sono generalmente maggiori rispetto alla libera professione:

  • La sede legale richiede una struttura dedicata, con tutti i costi annessi che ne conseguono.
  • Gli spostamenti verso i clienti o i fornitori sono più impegnativi, dato che divengono più frequenti rispetto al freelancer.
  • La presenza di collaboratori o dipendenti, anche saltuari, fa salire il livello dei costi.
  • Gli adempimenti fiscali sono diversi e rispecchiano la struttura organizzativa più formale e impegnativa.

Anche in questo caso, l’utilizzo di carte carburante e la scelta di veicoli a basso consumo possono facilitare il risparmio per gli spostamenti, così come collaborazioni basate su contratti agevolati rendono più semplice la gestione dei costi.

La piccola media impresa (PMI) 

Le piccole e medie imprese rappresentano un settore diverso rispetto alle due categorie viste sopra. Il numero dei soci e delle persone che vi lavorano può essere vario, anche a seconda delle normative sia del Paese che del periodo di riferimento. Da società con un numero minimo di collaboratori, come avviene nelle microimprese, si può arrivare a strutture con decine di dipendenti.

A distinguere le piccole medie imprese in particolare sono:

  • La responsabilità limitata dei soci, che separa il patrimonio aziendale da quello personale;
  • Un accesso facilitato al finanziamento, grazie alle maggiori garanzie offerte;
  • Un’immagine più dominante sul mercato, viste la struttura e la credibilità dell’azienda.
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Un altro tratto caratteristico delle PMI, molto diffuse in Italia, è l’organizzazione interna basata su ruoli ben definiti, spesso ordinati in forma gerarchica, e l’utilizzo di strategie di lungo termine applicate ai diversi rami dell’attività: dal marketing alla contabilità, passando per la compliance e lo sviluppo dei prodotti.

Il raggio più ampio di attività, l’integrazione di più collaboratori e le maggiori responsabilità comportano anche un aumento dei costi. L’utilizzo di strumenti finalizzati a monitorare e ottimizzare le spese come le carte carburante, software di monitoraggio e applicazioni ad hoc è un alleato indispensabile per un’azienda che voglia ottimizzare la voce delle spese. 

Le principali differenze tra freelancer, ditte individuali e piccole medie imprese

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Se le tre categorie di attività che abbiamo visto ora comportano tutte un numero limitato di titolari e/o soci e un livello elevato di libertà organizzativa, le differenze tra l’una e l’altra sono ben definite:

  • La responsabilità legale e finanziaria varia in misura evidente: se il freelancer può contare su una responsabilità legale limitata, dall’altra non ha però tutti gli obblighi e le formalità che riguardano le piccole e medie imprese. L’impresa individuale rappresenta una soluzione intermedia, che vede però la confusione tra il patrimonio dell’imprenditore e dell’azienda, a differenza delle PMI;
  • La tassazione tra le tre categorie cambia e non di poco: se il freelance deve far fronte a una tassazione minima, l’impresa individuale e di piccole medie dimensioni rientrano nella categoria delle “imprese” e come tali sono soggette ad obblighi fiscali più impegnativi;
  • Le possibilità di crescita variano tra una categoria e l’altra: anche se oggi grazie alla tecnologia e a Internet è possibile espandere i propri orizzonti oltre i confini locali, tuttavia le limitazioni e le potenzialità di un’impresa individuale sono evidenti rispetto a una società di medie dimensioni;
  • L’immagine e l’affidabilità di un’impresa individuale o di piccole medie dimensioni sono di regola più forti rispetto al freelancer, visto come un libero professionista non sempre disponibile alla prestazione.
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Come scegliere la forma più adatta alla tua attività

Scegliere il tipo di attività più adatto è una valutazione soggettiva, che va eseguita tenendo presenti gli obiettivi di lungo termine, le risorse a disposizione e la tolleranza al rischio.

  • Il freelance è un libero professionista che può contare su un’ampia libertà e autonomia di gestione del proprio lavoro e della propria clientela. Di contro però, deve affrontare una certa instabilità nei guadagni e una minore tutela legale.
  • L’impresa individuale rispecchia una libertà organizzativa simile a quella del freelancer all’interno di una struttura più formale e con maggiori obblighi anche dal punto di vista amministrativo e fiscale. Maggiore però è la tutela dal punto di vista legale e le possibilità di crescita.
  • La piccola media impresa rientra nella sfera delle società, con una formalizzazione e una struttura organizzativa più gerarchizzate e formali. L’autonomia organizzativa è minima ma, di contro, la presenza sul mercato e le possibilità di crescita sono sicuramente superiori, assieme alla responsabilità e alla tutela legale e finanziaria. 

Conclusione

Il tessuto economico soprattutto italiano è composto da liberi professionisti e piccole medie imprese; le grandi società sono poche e spesso di proprietà estera. Qualunque sia la scelta che decidi per il tuo futuro, è importante avere un’ottica di lungo termine sia dal punto di vista economico che della sostenibilità. I costi da abbattere sono l’obiettivo principale da perseguire, assieme all’aumento dei ricavi: trovare nuovi clienti e fornitori richiede una ricerca costante e un investimento in termini pratici che può essere però ridotto grazie alle carte carburante, a un’organizzazione efficiente delle trasferte e all’affidamento su sistemi di comunicazione informatici. 

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